Abelardo de la Espriella ha giurato venerdì da presidente della Colombia e ha promesso di bombardare gli accampamenti dei gruppi armati che vivono di cocaina, di abbattere gli aerei del narcotraffico e di affondare le imbarcazioni che partono dalle coste caraibica e pacifica. Poche ore dopo il discorso il dipartimento di Stato americano ha annunciato l'intenzione di stanziare, in accordo con il Congresso, un miliardo di dollari per un pacchetto sulla sicurezza a sostegno del nuovo governo.
Avvocato di 48 anni, mai eletto prima a nessuna carica, de la Espriella ha vinto il ballottaggio del 21 giugno con circa 250.000 voti di scarto sul senatore di sinistra Iván Cepeda, poco più di un punto percentuale e il margine più stretto nella storia del paese. Ha fondato un suo partito e ha condotto una campagna fatta di comizi spettacolari e di discorsi tenuti dietro un vetro blindato. Ha anche la doppia cittadinanza colombiana e statunitense. Il presidente Trump lo aveva sostenuto apertamente durante la campagna, promettendo rapporti tra Bogotá e Washington mai così stretti dopo gli anni di tensione con il governo uscente.
Il giuramento si è svolto nell'auditorium dell'Università Santiago de Cali e non nel palazzo del Congresso a Bogotá: è la prima volta nella storia recente colombiana. Cali è la terza città del paese, è stata colpita di recente da attentati rivendicati dalle guerriglie ed è vicina a territori controllati dai gruppi armati. Subito dopo aver ricevuto la fascia presidenziale de la Espriella si è spostato nella base militare del battaglione Pichincha, dove ha parlato per 75 minuti davanti ai soldati schierati. "È arrivato il momento di ripristinare l'ordine, l'autorità e la libertà", ha detto. Si fa chiamare El Tigre (la tigre) e ai militari ha detto che la tigre è arrivata e che imparerà quanto morde forte quando si tratta di difendere il popolo colombiano.
Sotto il predecessore Gustavo Petro, primo presidente di sinistra della storia colombiana ed ex guerrigliero, il governo aveva aperto trattative simultanee con una decina di organizzazioni del narcotraffico per convincerle a disarmarsi e ad abbandonare il contrabbando di droga. Nei quattro anni della cosiddetta Pace Totale i loro effettivi sono passati da 15.120 a 28.802, secondo un rapporto pubblicato questa settimana dalla Fondazione Ideas para la Paz, un centro studi di Bogotá. Il sindaco di Medellín Federico Gutiérrez, che ha sostenuto l'ascesa del nuovo presidente, ha detto che la Pace Totale ha consegnato il territorio ai criminali.
De la Espriella ha chiuso quei negoziati definendoli un "falso processo di pace" e ha detto che l'opzione del dialogo è "completamente esaurita". Ai membri delle bande criminali e dei gruppi narcoterroristi restano due strade, ha detto ai soldati: sottomettersi alla legge o affrontare la risposta decisa dello Stato colombiano e delle sue forze di sicurezza.
Le piantagioni di coca coprono oggi circa 253.000 ettari (626.000 acri, la cifra indicata dallo stesso Petro). I laboratori clandestini nella giungla producono più di 3.300 tonnellate di cocaina all'anno, quasi nove volte quanto stimato dai ricercatori delle Nazioni Unite per il 2012, quando Stati Uniti e Colombia avevano ridotto drasticamente le coltivazioni con le fumigazioni aeree. Nonostante i bombardamenti americani sulle imbarcazioni sospettate di trasportare droga, la cocaina continua ad arrivare in grandi quantità in Europa e negli Stati Uniti, dicono funzionari americani ed europei.
Le fumigazioni dei campi di coca ricominceranno già da domenica, con erbicidi che secondo il nuovo presidente non danneggiano la salute umana né l'ambiente. La Colombia aveva sospeso l'irrorazione aerea più di dieci anni fa proprio per ragioni ambientali. De la Espriella ha promesso anche di costruire carceri di grande capacità sul modello salvadoregno e di riprendere i bombardamenti sulle basi dei gruppi armati. "Darò l'ordine di bombardare gli accampamenti narcoterroristi, usando la tecnologia disponibile per evitare anche il minimo impatto sulla popolazione civile", ha detto a Caracol Radio. "Ma i bombardamenti riprendono".
Gli aerei che trasportano droga fuori dalla Colombia saranno abbattuti e le imbarcazioni che lasciano i Caraibi e il Pacifico affondate, una linea identica a quella americana. Droni e aerei militari statunitensi hanno distrutto decine di imbarcazioni sospette, uccidendo più di 220 persone a bordo. Tra i primi atti del nuovo governo ci sarà l'adesione allo Scudo delle Americhe, l'alleanza di paesi promossa dal presidente Trump contro il narcotraffico. De la Espriella dovrebbe anche accelerare le estradizioni dei capi ribelli ricercati negli Stati Uniti e ha già cominciato ad allineare la politica estera colombiana a Washington, rompendo le relazioni diplomatiche con Cuba e ripristinando quelle con Israele.
F. Cartwright Weiland, a capo dell'ufficio del dipartimento di Stato che si occupa di narcotici e applicazione della legge a livello internazionale, aveva detto ai parlamentari americani a giugno che l'agenda è pronta e ordinata per priorità fin dal primo giorno. L'impegno chiesto a Bogotá è un obiettivo aggressivo di riduzione delle coltivazioni di coca, da raggiungere anche con droni per l'eradicazione.
Nel 2024 un comandante del narcotraffico noto come Calarcá, all'anagrafe Alexander Díaz, venne fermato a un posto di blocco dell'esercito e rilasciato poco dopo perché il mandato di cattura era stato sospeso per permettergli di partecipare ai negoziati della Pace Totale. "Uccide persone, recluta bambini, traffica droga", ha detto al Wall Street Journal il generale in congedo Jorge Ricardo Hernández, che ricevette l'ordine di liberarlo. Il gruppo di Díaz ha poi abbattuto un elicottero Black Hawk uccidendo tredici agenti di polizia, l'anno scorso. Ora il presidente avverte Díaz e gli altri comandanti che è arrivato il momento di arrendersi: "A quei fuorilegge violenti mando un messaggio chiaro: il vostro tempo è finito", ha detto in un discorso recente. "Chiunque si rifiuti di arrendersi verrà ucciso. Non dite che non vi avevo avvertito".
Petro rivendica di aver sequestrato più cocaina di qualsiasi altro governo colombiano e di aver estradato 800 presunti criminali verso gli Stati Uniti e altri paesi. In un messaggio su X il mese scorso ha avvertito che se il governo americano imporrà di nuovo la violenza sull'eradicazione delle coltivazioni la violenza nel paese aumenterà, aggiungendo che la domanda mondiale di cocaina non è colpa del suo governo.
Petro non ha partecipato alla cerimonia e venerdì ha lasciato la residenza presidenziale. Nella sua ultima conferenza stampa ha ripetuto che il voto è stato viziato da brogli e ha avvertito che la Colombia rischia una nuova guerra civile. Non ha portato prove ritenute valide dalle autorità elettorali, che hanno certificato la vittoria di de la Espriella. Nemmeno gli osservatori internazionali hanno sostenuto le sue accuse. Cepeda ha guidato un corteo a Barranquilla, ha chiesto disobbedienza civile pacifica e ha detto di non considerare legittima la presidenza perché la doppia cittadinanza rende de la Espriella "un agente degli interessi statunitensi" e non di quelli dei colombiani.
Cali era blindata per la giornata dell'insediamento, con 11.000 militari, un sistema anti-droni e il divieto di circolazione per i veicoli privati. Pochi giorni prima le autorità avevano sventato vicino alla città un piano attentatorio attribuito ai dissidenti delle FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia. La settimana scorsa un'autobomba a Cúcuta aveva ferito dodici agenti di polizia e tre civili. All'insediamento hanno partecipato una decina di capi di Stato, tra cui l'argentino Javier Milei, l'ecuadoriano Daniel Noboa e il cileno José Antonio Kast, oltre al re di Spagna Felipe VI e al presidente della FIFA Gianni Infantino. Gli Stati Uniti hanno mandato una delegazione guidata dal procuratore generale facente funzioni Todd Blanche e da alti funzionari delle politiche antidroga.
Un decreto congelerà la spesa pubblica e una riforma fiscale semplificherà il sistema dei pagamenti, mantenendo i programmi sociali più popolari, alcuni dei quali introdotti da Petro. In campagna elettorale de la Espriella aveva promesso di ridurre lo Stato fino al 40%. Il ministro delle Finanze Miguel Gomez ha detto che il deficit è tra il 7% e l'8% del prodotto interno lordo, più alto dei numeri del governo uscente. Il partito del presidente ha però soltanto quattro seggi al Senato e dovrà dipendere dai partiti conservatori e centristi tradizionali per far passare il programma economico.
L'esplorazione di petrolio e gas ripartirà e il nuovo presidente ha promesso di rimettere in piedi Ecopetrol, la compagnia petrolifera a maggioranza statale che è una delle principali fonti di entrate pubbliche e di esportazioni del paese, definendola una priorità definitiva e assoluta. Ha confermato che autorizzerà il fracking, la tecnica che estrae petrolio e gas iniettando acqua, sabbia e sostanze chimiche nel sottosuolo per fratturare la roccia, sotto quelli che ha descritto come i più severi standard tecnici e ambientali. Ha detto di credere nella transizione energetica, a patto che sia costruita "dalla forza, non dalla debolezza" e dall'autosufficienza invece che dalla dipendenza.
Il sistema energetico colombiano si trova in una situazione critica, ha detto, con riserve di petrolio e gas in calo, progetti in ritardo e domanda elettrica in aumento. Ha citato anche l'arrivo del fenomeno El Niño, che porta siccità prolungate e riduce la produzione idroelettrica. Petro aveva smesso di assegnare nuovi contratti di esplorazione e aveva puntato sulle rinnovabili e sulla protezione dell'Amazzonia: quattro mesi fa il suo governo aveva ospitato a Santa Marta un vertice internazionale per costruire consenso sull'abbandono dei combustibili fossili.
Come avvocato de la Espriella ha difeso figure del mondo criminale e ha rappresentato persone legate ai gruppi paramilitari di destra. Tra i suoi assistiti c'è stato Alex Saab, l'imprenditore colombiano che gli Stati Uniti accusano di aver riciclato denaro per l'allora uomo forte del Venezuela Nicolás Maduro. Maduro è oggi detenuto a New York dopo l'operazione lampo con cui i commando americani lo hanno catturato il 3 gennaio e si dichiara innocente dalle accuse di narcotraffico. Saab, estradato dal Venezuela a maggio, si è dichiarato non colpevole in un tribunale di Miami.
L'elezione di de la Espriella è parte di uno spostamento a destra che attraversa l'America Latina. In Perù, Argentina, Cile, Ecuador, Bolivia e Panama le economie deboli e la criminalità in aumento hanno cambiato le priorità degli elettori e hanno portato al governo candidati di destra un tempo considerati marginali. Elizabeth Dickinson, analista del centro studi International Crisis Group, ha detto alla NPR, la radio pubblica americana, che con il nuovo presidente il pendolo torna a destra. Una maggiore pressione militare può indebolire i gruppi armati e spingere alcuni combattenti a smobilitare, ha detto, ma chiudere del tutto la porta a futuri negoziati rischia di essere controproducente, perché nel conflitto colombiano sono coinvolte circa 27.000 persone che avranno bisogno di una via di rientro nella vita normale.
Il politologo Sergio Guzmán ha detto alla NPR che de la Espriella dovrà costruire una maggioranza in un Congresso frammentato per approvare le riforme più profonde e che le accuse di brogli di Petro possono alimentare le proteste tra i colombiani già preoccupati che le politiche contro la criminalità portino ad abusi da parte delle forze di sicurezza. Petro sarà un fastidio costante per il nuovo presidente, ha detto, ma de la Espriella è pronto allo scontro, sul piano retorico e potenzialmente in piazza.
