Decine di funzionari dell'intelligence americana hanno ricevuto giovedì la notifica del licenziamento. A deciderli è stato Bill Pulte, il nuovo direttore facente funzione dell'intelligence nazionale, arrivato all'agenzia due settimane fa con l'ordine del presidente Trump di ridurre il personale. Lo ha rivelato l'emittente americana MS NOW. Un funzionario dell'intelligence ha detto alla rete che l'amministrazione sta rimuovendo le persone ritenute "deep state", l'espressione con cui si indica un presunto apparato di burocrati che agirebbe di nascosto contro il presidente. Secondo i vertici dell'intelligence, i licenziati non avrebbero fornito ai superiori un quadro completo delle informazioni disponibili.
Quattro ex alti funzionari dell'intelligence hanno detto a MS NOW di non aver mai sentito di funzionari che nascondono informazioni ai superiori. Uno di loro ha definito la premessa dei licenziamenti "assurda". Un altro si è chiesto come Pulte, che non ha mai lavorato nell'intelligence, possa essere arrivato a una conclusione del genere in pochi giorni: "Sarebbe come se io prendessi la guida di un ospedale e licenziassi decine di chirurghi nel giro di pochi giorni", ha detto.
L'ufficio guidato da Pulte, l'Office of the Director of National Intelligence, non raccoglie informazioni in proprio: coordina le 18 agenzie di intelligence americane e riceve i loro rapporti, da quelli della CIA a quelli della National Security Agency e della Defense Intelligence Agency. Per questo, ha detto uno degli ex funzionari, se davvero qualcuno avesse trattenuto informazioni il primo ad accorgersene sarebbe stato il direttore della CIA John Ratcliffe, che con i suoi analisti fa parte della cerchia ristretta del presidente.
Un terzo ex alto funzionario ha definito l'accusa "una fantasia" che "danneggia solo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed è utile a Russia, Cina e Iran". Un quarto ha detto che la stragrande maggioranza dei professionisti dell'intelligence lavora in modo apolitico, prende molto sul serio il proprio giuramento e respinge l'idea che esista un "deep state".
Pulte guida anche la Federal Housing Finance Agency, l'agenzia federale che vigila sul mercato dei mutui, e da quella posizione ha fatto aprire indagini per presunte frodi sui mutui contro avversari politici di Trump. La sua nomina a capo dell'intelligence ha ricevuto critiche da parlamentari di entrambi i partiti. Ha assunto l'incarico il 19 giugno, ottenendo l'accesso ai dati più sensibili dell'intelligence americana.
Il mese scorso Pulte aveva già rimosso sei funzionari di nomina politica che avevano lavorato con Tulsi Gabbard, la precedente direttrice dell'intelligence nazionale, che aveva annunciato le dimissioni a maggio. A inizio giugno Trump aveva detto di volere che Pulte avviasse il licenziamento di un gran numero di dipendenti dell'ufficio.
Davanti all'opposizione del Congresso alla permanenza di Pulte, a giugno Trump ha indicato come direttore permanente Jay Clayton, procuratore federale del distretto sud di New York ed ex presidente della SEC, l'autorità di vigilanza sulla borsa americana. Il Senato aveva fissato l'audizione di conferma per il 17 giugno, ma il presidente l'ha fatta saltare con un post su Truth Social poche ore prima, stabilendo che nel frattempo Pulte sarebbe rimasto alla guida dell'agenzia.
