Trump blocca il suo stesso candidato e lascia l'intelligence americana a uno senza esperienza

Annullando all'ultimo l'audizione di Jay Clayton, Trump apre la strada a Bill Pulte alla guida ad interim delle agenzie di spionaggio e mette a rischio anche il rinnovo della sorveglianza.

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Trump blocca il suo stesso candidato e lascia l'intelligence americana a uno senza esperienza
FHFA

Bill Pulte, un funzionario senza alcuna esperienza in materia di sicurezza nazionale, prenderà venerdì la guida ad interim della comunità di intelligence statunitense, le 18 agenzie di spionaggio del paese. A rendere possibile questo passaggio è stato lo stesso presidente Donald Trump, che mercoledì ha di fatto affossato la nomina del candidato che lui stesso aveva scelto per quel ruolo.

La settimana scorsa Trump aveva indicato Jay Clayton, procuratore federale per il distretto sud di New York, come direttore permanente della National Intelligence, la carica che sovrintende e coordina le agenzie di spionaggio americane. La scelta era stata accolta con sollievo dai senatori preoccupati per il precedente candidato di Trump alla guida ad interim, appunto Pulte. Il Senato era pronto a muoversi in fretta per confermare Clayton prima della scadenza.

Mercoledì Trump ha cambiato rotta e ha annullato l'audizione di conferma di Clayton, in programma nel pomeriggio. Una mossa che, come spiega un'analisi pubblicata su Vox, lascia di fatto strada libera a Pulte e finisce per sabotare il candidato voluto dallo stesso presidente.

La scelta di Clayton era nata proprio per rassicurare i senatori, che la nomina di Pulte aveva spinto a esprimere dubbi trasversali ai due partiti. Bloccando all'ultimo il procuratore, Trump ha vanificato quel tentativo di compromesso e ha riportato al centro l'uomo che il Congresso voleva tenere fuori dalla stanza dei bottoni dello spionaggio.

Pulte è oggi direttore della Federal Housing Finance Agency, l'ente federale che vigila sul mercato dei mutui, incarico che manterrà anche guidando l'intelligence, come ha indicato Trump. Non ha esperienza di sicurezza nazionale né titoli evidenti per sovrintendere alle agenzie di spionaggio del paese.

Ciò che invece ha mostrato è la disponibilità a usare i poteri del proprio ufficio contro gli avversari del presidente. Alla guida dell'agenzia sui mutui questo si è tradotto in accuse di frode immobiliare non comprovate; con gli strumenti dell'intelligence americana a disposizione, le conseguenze potrebbero essere più gravi.

Pulte dovrebbe inoltre tagliare in profondità il personale dell'ufficio del direttore della National Intelligence. Trump ha lasciato intendere che lo userà per indagare su presunte "elezioni truccate", come ha già fatto la sua predecessora Tulsi Gabbard.

Allo scontro è legato anche il FISA, il programma che regola la sorveglianza statunitense sulle comunicazioni con l'estero, in scadenza e in attesa di rinnovo. La legge è decaduta la settimana scorsa proprio per le preoccupazioni bipartisan su Pulte, e la nomina di Clayton serviva ad agevolarne il passaggio in Congresso.

Trump ha però messo a rischio anche la sorveglianza, chiedendo ai parlamentari di abbinare il rinnovo a una legge sull'identificazione nazionale degli elettori al voto che il Senato ha già respinto. In un messaggio il presidente ha descritto questa richiesta come l'aggiunta di "un leggero tocco di intrigo".

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