Il mercato del lavoro Usa accelera: 172mila nuovi posti a maggio, il doppio delle attese

A maggio gli Stati Uniti hanno creato 172mila posti di lavoro, il doppio delle attese. Disoccupazione ferma al 4,3%, ma i salari reali calano per il caro energia legato alla guerra in Iran.

Share
Il mercato del lavoro Usa accelera: 172mila nuovi posti a maggio, il doppio delle attese

L'economia americana ha creato 172mila posti di lavoro a maggio, più del doppio degli 80mila previsti dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è però rimasto fermo al 4,3% per il terzo mese consecutivo. I dati, diffusi oggi dal governo americano, confermano comunque che il mercato del lavoro statunitense sta riprendendo slancio dopo mesi di crescita debole, nonostante le ricadute economiche della guerra in Iran.

Le revisioni dei dati dei mesi precedenti rafforzano il quadro. Il Bureau of Labor Statistics ha rivisto al rialzo di 93mila unità complessive le stime dei posti di lavoro creati nei due mesi precedenti: a marzo i nuovi posti sono stati così 214mila, ad aprile 179mila. Negli ultimi tre mesi la media sale così a 188mila nuovi occupati al mese, un ritmo sostenuto se si considera che appena sei mesi fa la media trimestrale era profondamente negativa. Il cambio di passo rispetto al 2025 è netto: quest'anno gli Stati Uniti hanno creato in media 114mila posti al mese, contro i 10mila mensili dell'anno scorso.

Lavoro Usa · Dato di maggio

Il mercato del lavoro americano rialza la testa

A maggio negli Stati Uniti sono stati creati 172mila posti di lavoro, più del doppio delle attese. La media degli ultimi tre mesi sale così a 188mila, il ritmo più alto da oltre due anni. Ma i salari reali arretrano e la Fed valuta una stretta.

Posti di lavoro creati a maggio
+172mila
vs
Attesi dagli economisti
+80mila
Variazione degli occupati non agricoli, dato destagionalizzato
Consenso degli analisti raccolto da Dow Jones prima del rapporto
La disoccupazione resta ferma al 4,3% per il terzo mese consecutivo
Esplora i dati
La tendenza di fondo

Sei mesi fa l'America perdeva posti di lavoro, oggi ne crea 188mila al mese

Variazione media mensile degli occupati, media mobile a tre mesi da gennaio 2024 a oggi. In autunno la media era scesa sotto zero; con le revisioni al rialzo di marzo e aprile, il trimestre marzo-maggio segna invece il ritmo più sostenuto da oltre due anni.

Media mobile a 3 mesi

Scorri il grafico con il dito o con il cursore per leggere i valori mese per mese.

Il cambio di passo è netto: nel 2026 gli Stati Uniti hanno creato in media 114mila posti al mese, contro i 15mila mensili del 2025 dopo la revisione annuale dei dati.

Tredici mesi di saliscendi

Tre mesi consecutivi sopra i 170mila posti, dopo un anno di alti e bassi

Variazione mensile degli occupati non agricoli da maggio 2025, in migliaia, dati rivisti. Tocca una colonna per leggere il valore.

Maggio 2026 +172mila Ultimo dato disponibile
20252026
Maggio 2026
Mesi in crescita
Mesi in calo

Le revisioni rafforzano il quadro: marzo sale a 214mila posti e aprile a 179mila, per un totale di 93mila occupati in più rispetto alle stime precedenti.

Chi assume e chi taglia

Turismo, enti locali e sanità trainano le assunzioni, la finanza taglia

Variazione degli occupati per settore a maggio 2026, in migliaia. Il lavoro d'ufficio resta il punto debole: la finanza ha perso 107mila posti dal picco di maggio 2025.

Nel turismo e nella ristorazione, i soli servizi di ristoro valgono 48mila dei 70mila nuovi posti. Tra gli enti locali la crescita riguarda soprattutto i comparti fuori dall'istruzione.

La quota di occupati tra i 25 e i 54 anni sale all'80,8%, appena sotto il massimo del periodo post-pandemia.

L'altra faccia della medaglia

I salari corrono meno dei prezzi e la Fed valuta un rialzo dei tassi

Il rincaro dell'energia legato alla guerra in Iran tiene alta l'inflazione: anche le buste paga crescono ma non alla stessa velocità, e il potere d'acquisto delle famiglie arretra.

I numeri chiave
+3,4%
Crescita annua dei salari orari, la più bassa da agosto 2021
3,8%
Inflazione attesa nel rapporto sui prezzi della prossima settimana
37,53 $
Retribuzione oraria media a maggio
16-17 giu
Riunione Fed, la prima guidata da Kevin Warsh
4,3%
Disoccupazione, invariata da tre mesi
61,8%
Partecipazione alla forza lavoro
Sono sempre più convinta che tassi più alti possano rendersi necessari entro fine anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi.
Lorie Logan · Presidente della Fed di Dallas

I mercati prezzano una probabilità crescente che la Fed alzi i tassi già quest'anno: un cambiamento radicale rispetto alle precedenti attese di tagli.

Fonte Bureau of Labor Statistics, Employment Situation, maggio 2026. Variazioni destagionalizzate degli occupati non agricoli; serie storica rivista (benchmark 2025). Previsioni: consenso Dow Jones. Aggiornato al 5 giugno 2026.

Le assunzioni crescono, ma non ovunque

Le assunzioni del mese di maggio si sono concentrate soprattutto nel turismo, nella ristorazione, nella sanità e negli enti locali. È salita anche la quota di occupati tra i 25 e i 54 anni, arrivata all'80,8%, appena sotto il massimo del periodo post-pandemia. "È il tipo di risultato che sembra un colpo di scena dopo mesi di rapporti deludenti", ha scritto oggi in una nota Laura Ullrich di Indeed. Per Daniel Zhao, capo economista di Glassdoor, "le nubi dell'incertezza politica e del rincaro dell'energia restano all'orizzonte, ma per ora i datori di lavoro continuano ad ampliare gli organici".

Il punto debole resta il lavoro d'ufficio. Le assunzioni sono ferme, e in alcuni casi in calo, nei settori finanziario, dell'informazione e dei servizi professionali. Secondo Jason Pride, capo stratega degli investimenti di Glenmede, questo andamento "è coerente con una ristrutturazione in corso, compresi gli effetti di sostituzione dell'automazione e dell'intelligenza artificiale".

Salari sotto pressione e Fed più prudente

La guerra in Iran continua però a pesare sui salari. Le retribuzioni orarie medie sono cresciute del 3,4% nell'ultimo anno, quasi certamente meno dell'inflazione dello stesso periodo, attesa al 3,8% nel rapporto sui prezzi al consumo in uscita la prossima settimana. I salari reali quindi arretrano e continuano a comprimere i bilanci delle famiglie.

Il dato di oggi sull'occupazione arriva a pochi giorni di distanza dalla riunione della Federal Reserve del 16 e 17 giugno, la prima guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. Questa settimana alcuni funzionari della Banca Centrale hanno segnalato minori timori sull'andamento del mercato del lavoro e una maggiore attenzione all'inflazione, aggravata dal rincaro dell'energia legato al conflitto. I mercati finanziari prezzano così una probabilità crescente che la Fed alzi i tassi quest'anno, un cambiamento radicale rispetto alle precedenti attese di tagli.

"Sono sempre più convinta che tassi più alti possano rendersi necessari entro fine anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi", ha detto in un discorso la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.