Sedici dei venti maggiori donatori politici americani hanno versato denaro a candidati e gruppi repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato, secondo un'analisi del Financial Times sugli ultimi rendiconti depositati. Sul fronte democratico, l'unico finanziatore di peso comparabile è George Soros. Altri grandi donatori hanno invece indirizzato i propri fondi verso candidati favorevoli a una regolamentazione più leggera delle criptovalute e del gioco d'azzardo o allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Soprattutto, più di un terzo dei 2,8 miliardi di dollari raccolti per il ciclo elettorale 2025-2026 proviene dai venti maggiori donatori. I più ricchi si stanno schierando soprattutto con i repubblicani proprio mentre, a livello nazionale, il partito è sempre più indietro rispetto ai democratici nei sondaggi. Nel 2024 era accaduto il contrario sul piano finanziario: Kamala Harris ha raccolto e speso molto più di Donald Trump, ma poi ha perso le elezioni. "Quello che si vede è uno scarto rispetto alle attese", ha spiegato al Financial Times Adam Bonica, politologo di Stanford che analizza le donazioni dei più abbienti a partire dal 1980. Non è insolito che i grandi donatori pendano a destra, ma questa volta, secondo Bonica, lo squilibrio è particolarmente marcato.
Un terzo della spesa arriva dai grandi donatori
La raccolta di denaro segue soprattutto tre canali. Alcuni grandi donatori finanziano direttamente candidati e comitati elettorali, altri concentrano le proprie risorse in fondi legati a specifici settori industriali, mentre altri ancora si affidano a reti di Super PAC, i comitati che possono raccogliere e spendere somme senza limiti, purché non si coordinino formalmente con le campagne dei candidati. Il peso di questi finanziatori è particolarmente evidente in oltre trenta sfide per la Camera e il Senato: più di un terzo della spesa sostenuta da gruppi esterni alle campagne è arrivato da organizzazioni che ricevevano almeno l’80% dei propri fondi da grandi donatori, cioè persone che avevano versato almeno 5 milioni di dollari ciascuna.
I principali donatori repubblicani hanno versato milioni di dollari anche a MAGA Inc., il Super PAC che ha sostenuto Trump nel 2024 e che ora dispone di un fondo elettorale di circa 400 milioni di dollari. La cifra è in linea con i 400-500 milioni che il presidente ha detto di voler destinare alle midterm. Al momento della rilevazione del Financial Times, MAGA Inc. ne aveva spesi però soltanto 10,8 milioni per sostenere i candidati repubblicani vicini a Trump in Texas, Tennessee e South Carolina.
Un nuovo gruppo, No Going Back PAC Inc., costituito il 1° settembre, aveva già prenotato più di 89 milioni di dollari di spazi pubblicitari in circa una ventina di sfide per Camera e Senato, con almeno 10 milioni impegnati nei giorni immediatamente precedenti all'analisi del quotidiano britannico. Una settimana prima, le prenotazioni note ammontavano a 74 milioni, distribuiti su quindici collegi della Camera e sei Stati con competizioni aperte per il Senato. MAGA Inc. non ha confermato formalmente alcun legame con il nuovo comitato, ma i due condividevano il tesoriere, Charles Gantt, l'indirizzo e la banca depositaria.
Anche Elon Musk, che nel 2024 ha speso oltre 250 milioni di dollari per sostenere Trump, sta aumentando il proprio impegno nelle midterm. L'uomo più ricco del mondo ha versato circa 50 milioni di dollari ad America PAC, quasi tutti nel 2025. Il comitato ha praticamente esaurito quei fondi entro la fine di giugno, ma all'inizio di settembre ha lanciato una campagna di spot elettorali da oltre 8 milioni di dollari, di cui circa 2,6 milioni destinati alla sfida per il Senato in Texas. Secondo la stampa americana, il patron di Tesla e SpaceX potrebbe arrivare a spendere 100 milioni di dollari nel ciclo elettorale del 2026.
Criptovalute e IA mobilitano centinaia di milioni
Tra i settori che hanno accumulato le maggiori risorse c'è quello delle criptovalute, che sta sfruttando il peso politico acquisito sotto l'Amministrazione Trump per sostenere candidati a lei favorevoli. Il Super PAC Fairshake ha raccolto oltre 99 milioni di dollari in contributi individuali, secondo i dati della Federal Election Commission, e ha già trasferito 65 milioni ad altri comitati impegnati a sostenere candidati di entrambi i partiti favorevoli a questo settore, dall'Illinois all'Alabama fino al Texas. Tra i principali finanziatori figurano Coinbase, Ripple e Andreessen Horowitz.
Il flusso di denaro non riguarda però soltanto le criptovalute. Cameron e Tyler Winklevoss hanno donato circa 11 milioni di dollari, Marc Andreessen e Ben Horowitz, insieme ai rispettivi coniugi, ne hanno versati 18 ed il cofondatore di OpenAI Greg Brockman e sua moglie Anna hanno contribuito con 25 milioni. Diversi miliardari hanno inoltre finanziato più comitati, creando un ulteriore livello di intermediazione tra sé e i candidati che intendono sostenere. La famiglia Uihlein, che ha fatto fortuna nella distribuzione e nelle forniture aziendali nel Midwest, ha finanziato quasi interamente due gruppi concentrati sulle primarie repubblicane in Wisconsin e Kentucky.
JB Pritzker, governatore democratico dell'Illinois, miliardario e possibile candidato alla presidenza nel 2028, ha fornito quasi l'80% delle risorse di un Super PAC che ha speso circa 9 milioni di dollari per sostenere Juliana Stratton nella corsa al Senato. Ken Griffin, amministratore delegato di Citadel, ha invece utilizzato diversi veicoli in varie parti del Paese: è l'unico finanziatore di Fighting for Wyoming e American Patriots, sue gruppi attivi rispettivamente in Wyoming e Tennessee, e ha fornito circa un terzo dei fondi raccolti da un gruppo che ha speso 2,8 milioni di dollari contro lo sfidante democratico del senatore repubblicano dell'Alaska Dan Sullivan.
La concentrazione del denaro è ancora più evidente nelle primarie dei collegi considerati sicuri per uno dei due partiti, dove la competizione interna può di fatto determinare chi entrerà al Congresso. In Illinois, i fondi riconducibili a Pritzker hanno contribuito alla vittoria di Stratton nelle primarie democratiche. In Texas, invece, il Lone Star Rising PAC ha speso oltre 15 milioni di dollari in interventi indipendenti nella corsa al Senato. Tra i suoi principali finanziatori figurava Reid Hoffman, che durante le primarie ha versato 1,5 milioni di dollari al comitato.
