I Dem restano favoriti per vincere le midterm

L'analisi di Decision Desk HQ mostra come le recenti modifiche delle mappe elettorali in diversi Stati abbiano ridotto il margine di sicurezza dei democratici, pur lasciandoli in vantaggio.

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I Dem restano favoriti per vincere le midterm
The Democratic Party

I democratici restano favoriti per riconquistare la Camera dei rappresentanti nelle elezioni di metà mandato del novembre 2026, ma il margine si è ristretto a causa della serie di interventi sulle mappe dei collegi elettorali decisi nelle ultime settimane. È la conclusione di un'analisi pubblicata da Decision Desk HQ, società americana specializzata in dati elettorali, e firmata dall'analista Geoffrey Skelley.

Negli Stati Uniti il ridisegno dei collegi elettorali, chiamato redistricting, viene aggiornato periodicamente e può modificare in modo significativo l'equilibrio tra i due partiti. Negli ultimi giorni si sono concentrati tre eventi rilevanti: la sentenza della Corte Suprema federale nel caso Louisiana v. Callais, la decisione della Corte Suprema della Virginia che ha invalidato il voto del 21 aprile sul nuovo disegno dei collegi statali e una serie di interventi nei singoli Stati del Sud controllati dai repubblicani.

In Virginia la corte ha stabilito che la procedura usata per portare al voto la modifica dei collegi ha violato la costituzione statale. Lo Stato userà quindi nelle elezioni del 2026 la mappa attuale, che assegna ai democratici un vantaggio di 6 seggi a 5 nella delegazione alla Camera, e non quella nuova che avrebbe potuto produrre un 10 a 1 a favore dei democratici. Acuni esponenti democratici a livello nazionale hanno discusso una mossa estrema per mantenere comunque la mappa più favorevole: abbassare l'età di pensionamento obbligatoria dei giudici della Corte Suprema statale per rimuoverli tutti, sostituirli e poi rivedere il caso. I democratici della Virginia avrebbero però poco interesse a percorrere questa strada.

A queste vicende si sommano i ridisegni già completati in Florida e Tennessee, che hanno trasformato cinque seggi persi da Donald Trump nelle presidenziali del 2024 in seggi vinti da Trump. La Louisiana dovrebbe aggiungere un seggio fortemente repubblicano in più, a scapito di un seggio saldamente democratico. La South Carolina sembra vicina a modificare la propria mappa, mentre l'Alabama ha approvato un nuovo disegno che entrerà in vigore solo se la Corte Suprema federale rimuoverà l'ingiunzione di un tribunale federale che blocca il ridisegno.

Nonostante queste perdite, secondo l'analisi i democratici restano in vantaggio grazie al clima politico nazionale. Le elezioni di metà mandato premiano quasi sempre il partito che non è alla Casa Bianca, salvo nei casi in cui il presidente in carica gode di un'approvazione molto alta. Non è la situazione di Trump, il cui indice di approvazione si attesta intorno al 40 per cento nella media calcolata da Decision Desk HQ, contro un indice di disapprovazione vicino al 57 per cento.

Un altro indicatore utilizzato dagli analisti americani è il cosiddetto generic ballot, un sondaggio che chiede agli elettori per quale partito voterebbero alla Camera senza indicare i candidati specifici. Nella media di Decision Desk HQ i democratici sono avanti di circa 6 punti percentuali, 46 a 40, in linea con il trend degli ultimi mesi che li vede avanti di 4-6 punti dalla fine dello scorso anno. Tradotto in spostamento di voti rispetto al margine di Trump nel voto popolare del 2024, pari a 1,5 punti, significa un'oscillazione a favore dei democratici tra i 5,5 e i 7,5 punti.

Calcolo seggi Camera USA 2026
Elezioni · USA · Midterm 2026
Camera USA 2026: i seggi in gioco a seconda dello spostamento dei voti
Distribuzione dei 435 seggi della Camera per margine di Trump nel 2024 nel collegio · Quanti seggi entrano in gioco per i democratici secondo il vantaggio nel generic ballot
Margine di Trump nel collegio (elezioni presidenziali 2024)
Seggi democratici
Seggi repubblicani
D+1 211 seggi dem
D+3,5 219 seggi dem
D+6 · oggi 223 seggi dem
D+8,5 232 seggi dem
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Per ottenere la maggioranza alla Camera servono 218 seggi. Con il vantaggio attuale dei democratici nel generic ballot, sarebbero in vantaggio in 223 collegi.
223
Seggi favorevoli ai dem oggi
212
Seggi favorevoli ai rep oggi
218
Soglia per la maggioranza
Elaborazione su dati Decision Desk HQ, analisi di Geoffrey Skelley · I dati tengono conto del ridisegno dei collegi in California, Florida, Missouri, North Carolina, Ohio, Tennessee, Texas e Utah, oltre alla nuova mappa della Louisiana · Non sono inclusi i possibili ridisegni in Alabama e South Carolina · Aggiornato all'11 maggio 2026

Skelley ricorda che il generic ballot si è rivelato un indicatore piuttosto affidabile in tre degli ultimi quattro voti di metà mandato. Un caso paragonabile al 2026 è quello del 2018, primo voto di metà mandato della prima presidenza Trump: alla vigilia di quelle elezioni lo spostamento implicito dal voto presidenziale del 2016 era poco meno di 7 punti, una grandezza simile a quella che emerge oggi.

Applicando uno spostamento di circa 7,5 punti a favore dei democratici ai risultati presidenziali del 2024 collegio per collegio, l'analisi stima che 223 seggi si collocherebbero a sinistra di questa soglia e 212 a destra. Uno spostamento di questa entità potrebbe permettere ad alcuni deputati democratici uscenti in collegi ridisegnati in senso più favorevole ai repubblicani di sopravvivere, tra cui Henry Cuellar in Texas, Marcy Kaptur in Ohio e Jared Moskowitz in Florida. I democratici potrebbero anche conquistare uno o due seggi alla periferia della loro lista di obiettivi, in distretti dove Trump aveva vinto con oltre 10 punti di vantaggio.

Un secondo modello usato nell'analisi applica lo spostamento direttamente al voto per la Camera del 2024, anziché a quello presidenziale. In quel caso i repubblicani erano avanti di 2,7 punti nel voto aggregato, più del vantaggio di Trump. Un margine democratico di 6 punti nel generic ballot equivarrebbe quindi a uno spostamento di quasi 9 punti, che porterebbe i democratici a essere in vantaggio in 225 seggi contro i 210 dei repubblicani. Con un vantaggio più ridotto, di 3,5 punti, i democratici sarebbero comunque davanti, ma solo in 220 seggi. Una giornata particolarmente positiva per i democratici, con 8,5 punti nel generic ballot, li porterebbe a 235 seggi. Viceversa, se i repubblicani riuscissero a contenere il vantaggio democratico a un solo punto, otterrebbero un margine di 223 a 212 e manterrebbero la Camera.

Lo spostamento dei voti non è mai uniforme tra i collegi, perché incidono fattori come la presenza di un uscente, la qualità dei candidati, l'affluenza e la composizione dell'elettorato locale. Tuttavia in genere il movimento va nella stessa direzione nella maggioranza dei collegi. Nelle elezioni di metà mandato del 2018 lo spostamento medio a favore dei democratici nei seggi contesi fu di oltre 9 punti rispetto al 2016. Nel 2006 si registrò un movimento simile a favore dei democratici rispetto al 2004. Nel 2014 i repubblicani guadagnarono in media 7 punti rispetto al 2012. Nel 2022, a causa del ridisegno generale dei collegi, non è stato possibile calcolare una media seggio per seggio, ma nel voto aggregato i repubblicani guadagnarono circa 6 punti rispetto al 2020.

Una Camera a maggioranza democratica dopo il 2026 resta lo scenario più probabile secondo Decision Desk HQ, anche se la maggioranza potrebbe essere molto ristretta, in linea con la tendenza recente a Camere quasi divise a metà. Se i repubblicani dovessero vincere un numero insolitamente alto di sfide in equilibrio, come accadde ai democratici nel 2024, potrebbero conservare il controllo dell'aula.

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