Un americano su quattro pensa che gli attentati a Trump siano stati inscenati
Un nuovo sondaggio NewsGuard rivela che il 24% dei cittadini adulti statunitensi crede alla messinscena della sparatoria di aprile alla Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca. Forte divario partitico tra le risposte.
Quasi un americano su quattro pensa che la sparatoria avvenuta ad aprile alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca sia stata inscenata. Lo rivela un sondaggio di NewsGuard, società che valuta l'affidabilità delle testate online, pubblicato lunedì e ripreso dal Washington Post.
L'indagine, condotta da YouGov su 1.000 cittadini adulti statunitensi tra il 28 aprile e il 4 maggio, mostra un divario politico molto marcato. Il 24% degli intervistati ritiene falso l'episodio del Washington Hilton, il 45% lo considera autentico, mentre il 32% si dice incerto. A credere alla messinscena è circa un democratico su tre, contro un repubblicano su otto. Anche gli under 30 risultano più inclini dei cittadini più anziani a dubitare della versione ufficiale.
Un americano su quattro crede che gli attentati a Trump siano stati inscenati
Il sospetto attraversa gli schieramenti, ma il divario politico è netto: secondo un sondaggio YouGov per NewsGuard, crede alla messinscena un democratico su tre, contro un repubblicano su otto.
inscenato
autentico
incerto
Quanti credono che ogni tentato attentato sia stato inscenato
La quota di chi dubita varia da evento a evento, ma il divario tra elettori democratici e repubblicani resta costante e profondo.
Chi crede che tutti e tre gli attentati siano stati simulati
Il sospetto di una messinscena attraversa tutto lo spettro politico, ma con un'intensità sette volte maggiore tra elettori democratici rispetto ai repubblicani.
Storicamente più diffuse a destra, le teorie del complotto trovano oggi terreno fertile anche a sinistra: sull'attentato di Butler i democratici che dubitano sono sei volte più numerosi dei repubblicani. Anche gli under 30 risultano più scettici delle generazioni più anziane.
Come gli esperti spiegano la diffidenza
L'incriminazione e le teorie online
La scorsa settimana un gran giurì federale di Washington ha incriminato il presunto attentatore, Cole Tomas Allen, con 4 capi d'imputazione, tra cui il tentato omicidio del presidente Donald Trump. Subito dopo l'arresto, online si sono diffuse teorie secondo cui l'Amministrazione Trump avrebbe orchestrato l'episodio per rafforzare il consenso attorno al presidente e al Partito Repubblicano. Nessun elemento sostiene queste ricostruzioni.
La diffidenza riguarda anche i due altri tentati attentati subiti da Trump nel 2024: quello al comizio di Butler, in Pennsylvania, e quello al Trump International Golf Club di West Palm Beach, in Florida. Il 24% degli americani ritiene falso l'episodio di Butler, con un divario politico ancora più ampio: il 42% dei democratici contro il 7% dei repubblicani. Sull'attentato al golf club, la quota dei dubbiosi scende al 16%, con il 26% dei democratici e il 7% dei repubblicani convinti della messinscena. Nel complesso, il 21% degli elettori democratici crede che tutti e tre gli eventi siano stati simulati, contro l'11% degli indipendenti e il 3% dei repubblicani.
"Il complottismo è diventato un riflesso"
"È molto sorprendente", ha dichiarato al Washington Post Sofia Rubinson, redattrice di NewsGuard. Secondo Rubinson, i risultati riflettono uno scetticismo crescente verso governo e stampa: "Sempre più persone in ogni parte dello spettro politico diffidano di questa Amministrazione e dei media", ma finiscono per affidarsi a informazioni non verificate trovate online.
La Casa Bianca ha ovviamente respinto tutte le teorie del complotto. "Chiunque pensi che il presidente Trump abbia inscenato i suoi attentati è un perfetto idiota", ha dichiarato il portavoce Davis Ingle in una nota di aprile al Washington Post.
Per Joan Donovan, docente alla Boston University e studiosa di manipolazione dei media, i dati raccontano anche il peso della spettacolarizzazione nella presidenza Trump. "Sembra incredibilmente hollywoodiano immaginare che sia stato tutto inscenato", ha osservato. "L'intero apparato del governo è stato trasformato in un reality show". Donovan non si è detta sorpresa dalla maggiore diffidenza dei democratici: a sinistra, ha aggiunto, cresce una corrente cospirazionista alimentata dalla sfiducia nelle istituzioni governate dai repubblicani.
Sulla stessa linea Jared Holt, ricercatore del gruppo Open Measures, che monitora l'estremismo online: "Questi numeri non mi sorprendono affatto. Sono cupi, certo. Il pensiero cospirazionista ha infettato il corpo politico al punto da diventare un riflesso istintivo per una fetta sempre più ampia della popolazione".