I Dem lanciano alla Camera un gruppo contro la corruzione mirato a Trump

Crow, Ocasio-Cortez e Levin guidano il nuovo End Corruption Caucus, con cinque priorità legislative e una risoluzione che condanna la corruzione. Nessun repubblicano ha aderito.

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I Dem lanciano alla Camera un gruppo contro la corruzione mirato a Trump
Gage Skidmore

Tre deputati democratici della Camera degli Stati Uniti hanno lanciato un nuovo gruppo parlamentare dedicato alla lotta alla corruzione, chiamato End Corruption Caucus. L'iniziativa, i cui dettagli sono stati anticipati alla testata MS NOW, nasce dalla crescente irritazione dei parlamentari verso il presidente Donald Trump, accusato di usare la propria carica per arricchirsi.

A guidare il gruppo sono Jason Crow del Colorado, Alexandria Ocasio-Cortez di New York e Mike Levin della California, tre deputati che coprono lo spettro del partito dall'ala centrista a quella progressista. Al momento hanno aderito sei parlamentari, tutti democratici: oltre ai tre promotori, anche Wesley Bell del Missouri, Chris Deluzio della Pennsylvania e Chris Pappas del New Hampshire. Nessun repubblicano si è unito al gruppo.

Alla base dell'iniziativa ci sono due motivi di frustrazione concreti. Il primo è un fondo da 1,8 miliardi di dollari destinato a finanziare accordi giudiziari, voluto da Trump. Il secondo sono le migliaia di operazioni in borsa effettuate dal presidente, per un valore complessivo di centinaia di milioni di dollari.

Il gruppo indica cinque priorità legislative in una lettera che ne illustra gli obiettivi: porre fine all'influenza del denaro opaco, dei comitati di azione politica aziendali e dei gruppi di interesse; rafforzare i meccanismi di responsabilità nel governo; chiudere le porte girevoli che permettono a chi lascia incarichi pubblici di diventare lobbista; vietare le interferenze straniere nelle elezioni; fermare l'uso politico degli apparati dello Stato. I tre promotori presentano anche una risoluzione parlamentare che condanna la corruzione in ogni sua forma.

"La corruzione sta avvelenando la nostra politica", ha dichiarato Crow. "Dalla disastrosa sentenza Citizens United fino al presidente che usa la sua carica per arricchire sé stesso e la sua famiglia, la nostra democrazia sta cedendo sotto l'influenza dei donatori miliardari e dei gruppi di interesse." Crow ha aggiunto che combattere la corruzione serve a "abbassare i prezzi, ristabilire la fiducia e aiutare le famiglie che lavorano".

Ocasio-Cortez ha collegato il tema alla sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. "L'influenza dei grandi capitali in politica è una delle ragioni principali per cui gli americani comuni faticano a fidarsi delle nostre istituzioni e del nostro lavoro al Congresso", ha detto. "È tempo di mettere al primo posto gli americani e di lavorare seriamente per ripristinare la fiducia e l'integrità del nostro modo di legiferare."

Levin ha usato toni ancora più netti. "In nessun altro momento della storia americana abbiamo visto una corruzione così dilagante nella nostra politica", ha affermato. "Abbiamo un presidente che usa la carica per arricchire sé stesso, la sua famiglia e i suoi amici." Per Levin occorre "affrontare questa corruzione a viso aperto, chiamare i potenti a rispondere delle loro azioni e fare in modo che il governo torni a lavorare per i cittadini".

Il caucus riprende una versione precedente del gruppo anticorruzione, nato nel 2020 e rimasto inattivo per anni. La lotta alla corruzione è uno dei punti centrali della campagna democratica in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Il gruppo anticipa le priorità legislative e di controllo che i democratici intenderebbero perseguire se conquistassero la maggioranza alla Camera.

Dal ritorno di Trump alla Casa Bianca i democratici hanno ripetutamente denunciato quella che considerano una corruzione diffusa nell'amministrazione. Le accuse vanno dall'uso del Dipartimento di Giustizia contro avversari politici, come la procuratrice generale di New York Letitia James, ai casi di conflitto di interessi all'interno della famiglia presidenziale, a partire dal genero Jared Kushner, che è al tempo stesso imprenditore e inviato di pace degli Stati Uniti. Alcuni resoconti hanno inoltre sollevato il sospetto di abuso di informazioni privilegiate, dopo che il presidente ha effettuato negli ultimi mesi una serie di operazioni in borsa su società direttamente toccate dalle decisioni della sua amministrazione. La Casa Bianca ha ripetutamente sostenuto che tutto è regolare.

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