Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
I casi di morbillo negli Stati Uniti ai livelli più alti degli ultimi 35 anni
Photo by Fusion Medical Animation / Unsplash
Salute 2 min di lettura

I casi di morbillo negli Stati Uniti ai livelli più alti degli ultimi 35 anni

Sono 2.295 dall'inizio dell'anno, oltre il totale del 2025. La maggior parte riguarda persone non vaccinate e il paese rischia di perdere lo status di territorio che ha eliminato il virus.

I casi di morbillo negli Stati Uniti hanno raggiunto quota 2.295 dall'inizio dell'anno, il livello più alto degli ultimi 35 anni. La cifra ha già superato il totale di tutto il 2025, secondo un contatore della Johns Hopkins University, una delle principali università americane, che raccoglie i dati delle autorità sanitarie statali e locali.

Il conteggio ha già superato quello dell'intero 2025 di nove casi, secondo lo stesso contatore. Si tratta di un ritorno del virus dopo decenni in cui la malattia sembrava sotto controllo. L'ultima volta che i casi erano stati più numerosi risale al 1991, quando gli Stati Uniti ne contarono 9.643.

La maggior parte dei contagi riguarda persone non vaccinate. Il tasso di vaccinazione complessivo resta relativamente alto, ma le autorità sanitarie avvertono che deve restare sopra il 95 per cento per mantenere l'immunità di gregge, cioè quella soglia di popolazione immunizzata che protegge indirettamente anche chi non è vaccinato, rendendo difficile la circolazione del virus.

Gli stati con più casi segnalati sono South Carolina, Utah, Texas, Florida e Arizona. I Centers for Disease Control and Prevention, l'agenzia federale americana che sorveglia le malattie infettive, hanno registrato 2.260 casi confermati nel loro ultimo aggiornamento del 16 luglio e hanno segnalato 34 nuovi focolai nel corso dell'anno.

Il morbillo si manifesta con tosse, febbre alta e congiuntivite, oltre alla caratteristica eruzione cutanea, ma può degenerare in complicazioni come gravi infezioni all'orecchio, polmonite ed encefalite, cioè un'infiammazione del cervello che può portare a danni cerebrali permanenti e anche alla morte. In media la malattia uccide tra 1 e 3 bambini contagiati ogni mille.

La ripresa dei contagi minaccia lo status di paese che ha eliminato il morbillo, un riconoscimento internazionale che certifica l'interruzione della trasmissione continua del virus sul territorio nazionale. Gli Stati Uniti rischiano ora di perderlo e la loro posizione sarà riesaminata a novembre. Il ritorno della malattia si concentra nelle aree con bassa copertura vaccinale ed è l'ultimo segnale di un virus che sta tornando a circolare dove le vaccinazioni sono meno diffuse.

Il rimbalzo dei casi arriva in un momento in cui diverse posizioni chiave della sanità pubblica americana restano vacanti, compresi il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention e il surgeon general, la più alta autorità sanitaria del governo federale. Il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. in un primo momento aveva minimizzato la pericolosità del virus. In seguito ha detto che il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia è il modo più efficace per prevenire la diffusione della malattia, pur precisando che vaccinarsi resta una scelta personale.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.