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Gli Stati Uniti hanno accolto 16 mila rifugiati nel 2026: solo 5 non erano sudafricani
Donald Trump durante un comizio alla Dream City Church di Phoenix, in Arizona, il 17 aprile 2026. Foto d'archivio. Credito: Gage Skidmore / Flickr — CC BY-SA 4.0.
Immigrazione 69 min di lettura

Gli Stati Uniti hanno accolto 16 mila rifugiati nel 2026: solo 5 non erano sudafricani

Quasi tutti i posti disponibili dell'anno fiscale 2026 sono andati ai sudafricani bianchi, accolti in nome di un "genocidio" che un tribunale ha definito immaginario. Il tetto del 2027 resta a 17.500, ancora riservato agli afrikaner.

Nell'anno fiscale 2026, concluso il 30 settembre, gli Stati Uniti hanno accolto 16.292 rifugiati: di questi ben 16.287 provenivano dal Sudafrica e 5 dall'Afghanistan. I dati federali, analizzati da Axios, mostrano come il programma di reinsediamento sia diventato quasi esclusivamente un canale d'ingresso per i sudafricani bianchi, soprattutto afrikaner, la comunità di lingua afrikaans discendente dei coloni europei. I nuovi arrivati si sono stabiliti principalmente in Texas, Florida e California, seguiti da Michigan e New York.

Per l'anno fiscale 2026 l'Amministrazione Trump aveva inizialmente fissato un tetto di 7.500 ingressi, il più basso dalla nascita del programma nel 1980. A maggio Donald Trump lo ha più che raddoppiato, portandolo a 17.500 attraverso la procedura prevista dalla legge per rispondere a un'emergenza imprevista. Nel provvedimento, il presidente sosteneva che gli afrikaner fossero vittime di una crescente "violenza a sfondo razziale", alimentata dal governo e dai leader dei principali partiti sudafricani, e che la loro situazione sollevasse "gravi preoccupazioni umanitarie".

Anche per l'anno fiscale 2027, iniziato il 1° ottobre, il limite resterà di 17.500 ingressi, destinati principalmente agli afrikaner sudafricani. Lo stabilisce il nuovo provvedimento presidenziale firmato il 25 settembre.

Il programma per i rifugiati
Gli Stati Uniti hanno accolto 16.292 rifugiati in un anno: 16.287 venivano dal Sudafrica
Nell’anno fiscale 2026, chiuso il 30 settembre, il programma di reinsediamento è diventato un canale d’ingresso quasi riservato ai sudafricani bianchi, soprattutto afrikaner. Dall’Afghanistan sono arrivate cinque persone.
Rifugiati accolti nell’anno fiscale 2026, per Paese d’origine
Bandiera del SudafricaSudafrica 16.287
contro
Bandiera dell’AfghanistanAfghanistan 5
I cinque afghani sono lo 0,03% del totale. Nel 2024, con Joe Biden, gli afghani accolti erano stati 14.708, il secondo gruppo per numero.
Dal 1980 a oggi
Il tetto agli ingressi non è mai stato così basso: gli arrivi sono crollati dopo il picco del 2024
Rifugiati accolti e tetto fissato dal presidente per ogni anno fiscale, dal 1980 al 2026. Tocca o passa sul grafico per leggere i valori di ogni anno.
Rifugiati accoltiTetto agli ingressi
Rifugiati accolti: 207.116 nel 1980, 22.491 nel 2018, 11.411 nel 2021 (minimo storico), 100.034 nel 2024, 16.292 nel 2026. Il tetto del 2026 era di 7.500 ingressi, poi alzato a 17.500.
L’anno fiscale 2026
Trump ha alzato il tetto quando gli arrivi stavano per raggiungerlo
Arrivi di ogni mese e totale da inizio anno, da ottobre 2025 a settembre 2026. A maggio la Casa Bianca ha portato il limite da 7.500 a 17.500 ingressi, ricorrendo alla procedura per le emergenze impreviste.
Arrivi del meseTotale da inizio annoTetto agli ingressi
Per l’anno fiscale 2027, iniziato il 1° ottobre, il tetto resta di 17.500 ingressi, destinati soprattutto agli afrikaner.
Da dove arrivano
Un anno prima i rifugiati arrivavano da molti Paesi. Ora quasi solo da uno
Rifugiati accolti per Paese d’origine. Nell’anno fiscale 2025 quasi tutti gli arrivi risalgono ai mesi della presidenza Biden, prima della sospensione del programma a gennaio.
Nel 2025: Afghanistan 6.758, Rep. Dem. del Congo 5.672, Venezuela 4.559, Siria 4.553, Birmania 3.599, Somalia 2.496, altri Paesi 10.465. Nel 2026: Sudafrica 16.287, Afghanistan 5.
Il Sudafrica e la riforma agraria
I bianchi sono il 7,1% dei sudafricani, ma possiedono il 72% dei terreni agricoli intestati a persone fisiche
La concentrazione della terra è al centro della legge sugli espropri contestata da Washington. Scegli che cosa misurare.
7,1%
dei sudafricani è bianco, secondo le stime ufficiali del 2025.
Il 72% viene dal censimento fondiario del governo del 2017 e riguarda solo i 37 milioni di ettari intestati a persone fisiche, su 111 milioni di ettari di aziende agricole: sono esclusi trust, società e terre dello Stato.
Popolazione: neri 81,8%, meticci 8,4%, bianchi 7,1%, indiani e asiatici 2,5%. Terreni agricoli intestati a persone fisiche: bianchi 72%, meticci 15%, indiani e asiatici 5%, neri 4%, altri 4%.
Dove si sono stabiliti
Texas, Florida e California hanno accolto più di un quarto dei nuovi arrivati
Rifugiati arrivati in ogni Stato nell’anno fiscale 2026. Tutti i 50 Stati hanno accolto almeno un sudafricano. Tocca uno Stato per leggere il dato.
I primi cinque Stati: Texas 2.095, Florida 1.197, California 1.171, Michigan 759, New York 726.
Fonte: Dipartimento di Stato, Refugee Processing Center (dati al 30 settembre 2026); Migration Policy Institute; Statistics South Africa, stime 2025; governo sudafricano, Land Audit 2017; mappa U.S. Census Bureau.
L’anno fiscale federale va dal 1° ottobre al 30 settembre: il 2026 è iniziato il 1° ottobre 2025.

La teoria del "genocidio bianco" alla base della scelta

La decisione si fonda sulla teoria del "genocidio bianco", rilanciata da Elon Musk, nato in Sudafrica, e da altre figure dell'estrema destra. Secondo questa tesi, gli attacchi agli agricoltori bianchi farebbero parte di una campagna di sterminio. Alcuni episodi di violenza hanno ricevuto grande attenzione mediatica, ma i ricercatori indipendenti escludono che sia in corso una persecuzione contro di loro e men che meno un genocidio. Nel febbraio 2025 anche l'Alta Corte del Capo Occidentale, pronunciandosi su un lascito testamentario destinato a un'organizzazione suprematista bianca, aveva definito il presunto genocidio "chiaramente immaginario e non reale".

La controversia riguarda anche la legge sudafricana sugli espropri, concepita anche per contribuire a correggere le disuguaglianze ereditate dall'apartheid. La norma consente allo Stato di espropriare proprietà per finalità pubbliche o nell'interesse pubblico, anche nell'ambito della riforma agraria, prevedendo in determinate circostanze la possibilità di non corrispondere un indennizzo. I bianchi rappresentano il 7,1% della popolazione ma, secondo il censimento fondiario governativo del 2017, possiedono il 72% dei terreni agricoli intestati a persone fisiche. La concentrazione della proprietà fondiaria resta uno dei fattori delle disuguaglianze economiche del Paese.

La Casa Bianca difende, però, la propria linea. In una dichiarazione inviata ad Axios, la portavoce Anna Kelly ha sostenuto che il governo sudafricano e molti media abbiano minimizzato le terribili esperienze vissute da questa comunità. Ha poi affermato che l'amministrazione continua a esaminare le domande di protezione perché il presidente ha "un cuore umanitario". La priorità riservata agli afrikaner è ora formalizzata nel provvedimento sugli ingressi per il 2027. Una scelta coerente con una visione dell'immigrazione che, tra i repubblicani, privilegia chi è bianco e cristiano.

Le critiche delle organizzazioni umanitarie

Le organizzazioni che assistono i rifugiati contestano fortemente questi criteri di selezione. "I rifugiati hanno bisogno dell'America e l'America ha bisogno dei rifugiati", ha dichiarato all'inizio di ottobre Hans Van de Weerd, vicepresidente dell'International Rescue Committee (IRC). Secondo Van de Weerd, il programma dovrebbe accogliere le persone più vulnerabili: gli afghani che hanno rischiato la vita per sostenere la missione americana, le minoranze religiose ed etniche perseguitate e i rifugiati separati dai familiari ancora in pericolo. L'IRC aveva già segnalato che oltre 100.000 persone avevano superato tutti i controlli e restavano in attesa di partire.

Le critiche arrivano anche dal mondo evangelico. In un comunicato del 6 ottobre, World Relief ha denunciato che nell'anno fiscale 2026 gli Stati Uniti non hanno accolto alcun rifugiato cristiano proveniente dai Paesi indicati da Open Doors tra quelli con le peggiori persecuzioni contro i cristiani. L'organizzazione ha inoltre precisato che i 5 rifugiati arrivati dall'Afghanistan non appartenevano a minoranze religiose. Hannah Daniel, responsabile dei rapporti con il governo di World Relief, si è detta "molto delusa" dalla conferma del limite agli ingressi.

Già a giugno i senatori democratici Dick Durbin e Alex Padilla avevano scritto all'Amministrazione, contestando l'esistenza in Sudafrica di un'emergenza imprevista tale da giustificare l'aumento dei posti riservati ai rifugiati e indicando come ben più gravi le crisi in Sudan, Myanmar e Haiti. La riduzione degli ingressi era però iniziata già durante il primo mandato di Trump. Per l'anno fiscale 2018 il presidente aveva fissato un limite di 45.000 ammissioni, allora il più basso nella storia del programma. Gli arrivi effettivi erano stati circa 22.500, contro quasi 54.000 dell'anno precedente. Con Joe Biden, nell'anno fiscale 2024, gli ingressi avevano invece superato i 100.000.

Oggi il programma accoglie quasi esclusivamente cittadini di un solo Paese, mentre molti rifugiati che hanno già superato i controlli, compresi afghani che avevano lavorato con gli americani, restano in attesa.

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