Gli Stati Uniti frenano sui Tomahawk alla Germania per timore di Mosca

Gli Stati Uniti si preparano a cancellare l'intesa siglata da Biden per la fornitura di missili Tomahawk alla Germania, per paura della reazione di Mosca. Berlino, in attesa di risposta da un anno e mezzo, resterà così senza i missili a lungo raggio che ritiene indispensabili.

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Gli Stati Uniti frenano sui Tomahawk alla Germania per timore di Mosca

Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per il dispiegamento di missili Tomahawk in Germania, anche per il timore che la Russia lo consideri come un'escalation. Lo riporta in esclusiva Politico, che cita due funzionari europei e uno statunitense. Se confermato, si tratterebbe di una netta marcia indietro rispetto all'intesa raggiunta durante l'Amministrazione Biden per la loro fornitura con uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Europa.

Secondo i funzionari citati, Washington teme ora una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump decidesse di schierare missili di precisione nel cuore del continente europeo. La rinuncia alla loro fornitura, però, lascerebbe Berlino senza poter far conto su sistemi che i leader tedeschi considerano essenziali per rafforzare la propria deterrenza contro la Russia.

Difesa · Europa

Tomahawk negati: la retromarcia americana lascia Berlino senza missili

Il Pentagono si prepara a cancellare il piano dell'era Biden per fornire missili cruise alla Germania. Pesano il timore di una ritorsione russa e le scorte già consumate nella guerra con l'Iran.

L'intesa
2024
La cancellazione
2026
L'Amministrazione Biden concorda con Berlino la fornitura dei Tomahawk
Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per timore della reazione di Mosca
Nel mezzo: una richiesta tedesca senza risposta da 18 mesi e 5.000 soldati Usa ritirati dalla Germania
Esplora in dettaglio
Due anni, una promessa ritirata

Dall'annuncio dell'era Biden alla cancellazione attesa

La fornitura dei Tomahawk era il pilastro dell'intesa sulla deterrenza europea. Passo dopo passo, Washington l'ha svuotata di significato.

Tocca un evento per i dettagli
Luglio 2024
Usa e Germania annunciano l'intesa sui missili a lungo raggio
L'Amministrazione Biden concorda con Berlino la fornitura alla Germania di missili di precisione, tra cui i Tomahawk, per rafforzare la deterrenza contro la Russia.
Fine 2024
Berlino presenta la richiesta ufficiale di acquisto
Il Ministro della Difesa Boris Pistorius rivela che la domanda formale per acquistare i Tomahawk risale a un anno e mezzo fa. Washington non ha mai risposto.
Luglio 2025
Pistorius a Washington chiede anche i lanciamissili Typhon
Durante la visita negli Stati Uniti, il Ministro tedesco manifesta interesse per il sistema missilistico terrestre americano Typhon in grado di lanciare i Tomahawk.
Primavera 2026
Il Pentagono ritira circa 5.000 soldati dalla Germania
La decisione sorprende i funzionari europei e i falchi repubblicani: la presenza militare americana torna così ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina.
Maggio 2026
Merz mette in conto la rinuncia, Hegseth ammette il problema scorte
Il cancelliere dichiara di non aspettarsi più la fornitura: i missili scarseggiano. Al Congresso, il Segretario alla Difesa ammette che ricostituire le munizioni dopo la guerra in Iran richiederà diversi anni.
4 giugno 2026
Politico rivela: il piano sta per essere cancellato
Due funzionari europei e uno statunitense confermano che il Pentagono si prepara a fare marcia indietro, anche per il timore che Mosca consideri la fornitura come un'escalation.
Perché Washington frena

Due ragioni dietro la marcia indietro del Pentagono

La cancellazione attesa non nasce solo dal calcolo politico verso Mosca: pesa anche un arsenale sempre più ridotto dopo la guerra con l'Iran.

1
Il timore della reazione russa

Washington teme una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump dovesse fornire missili di precisione al Paese nel cuore del continente europeo. La cautela ribalta la logica dell'intesa originaria, nata proprio per scoraggiare la Russia.

2
Le scorte consumate contro l'Iran

Gli Stati Uniti hanno impiegato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Per il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, ricostituire le scorte di munizioni richiederà diversi anni.

Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento.
Friedrich Merz · Cancelliere tedesco
Il quadro più ampio

La rinuncia alla fornitura di Tomahawk è un tassello del disimpegno Usa dalla NATO

In pochi mesi Washington ha ridotto truppe, caccia, droni e unità navali presenti in Europa, chiedendo agli alleati europei di assumersi la difesa convenzionale del continente.

5.000
Soldati ritirati dalla Germania in primavera
Pre-2022
Il livello a cui torna la presenza militare Usa
3
Le categorie di mezzi in riduzione: caccia, droni e unità navali
L'Europa deve farsi avanti ora e nel breve termine.
Gen. Alexus Grynkewich · Comandante supremo della NATO
L'obiettivo dichiarato

Secondo il Pentagono, la riduzione serve a dare agli alleati la chiarezza necessaria perché assumano la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa, mentre mezzi e truppe americane vengono ricollocati altrove.

Il problema concreto

La Germania resta esposta ai missili russi alle sue porte

Senza i Tomahawk, con gittata superiore ai 1.600 km, Berlino perde un tassello chiave della sua capacità di risposta a lungo raggio che considera essenziale di fronte agli arsenali missilistici già schierati da Mosca.

Kaliningrad · Exclave russa
Missili Iskander

A capacità nucleare, dispiegati da tempo nell'exclave incastonata tra Polonia e Lituania, a ridosso del territorio NATO.

Bielorussia
Missili Oreshnik

Ipersonici a medio raggio, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti partendo dal territorio bielorusso.

A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze.
Boris Pistorius · Ministro della Difesa tedesco
La corsa contro il tempo

Berlino valuta ora alternative europee per i missili di precisione a lungo raggio di cui ha bisogno. Ma molti analisti temono che il ritiro americano costringa l'Europa a colmare le proprie lacune più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.

Fonti Politico (4 giugno 2026, esclusiva con due funzionari europei e uno statunitense), WELT, dichiarazioni pubbliche di Merz, Pistorius, Hegseth e Grynkewich.

Il disimpegno americano dalla NATO

Il ripensamento sulla fornitura dei Tomahawk si inserisce in un disimpegno americano più ampio dall'Alleanza Atlantica. In primavera il Pentagono ha ordinato il rientro di circa 5.000 soldati dalla Germania, una decisione che ha sorpreso i funzionari europei e i falchi repubblicani, riportando la presenza militare statunitense ai livelli precedenti allo scoppio della guerra in Ucraina. Questa settimana, durante una conferenza dei vertici militari, gli Stati Uniti hanno annunciato ulteriori riduzioni della presenza di caccia, droni e unità navali, come riportato da WELT.

L'Europa "deve farsi avanti ora e nel breve termine", ha detto ai leader militari dei Paesi NATO il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della NATO e capo delle forze americane in Europa, spiegando che gli Stati Uniti "ricollocheranno" mezzi e truppe altrove. Un funzionario del Dipartimento della Difesa ha spiegato a Politico che l'obiettivo è dare agli alleati la chiarezza necessaria affinché assumano "la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa".

Sul ripensamento pesa probabilmente anche la riduzione delle scorte americane. Gli Stati Uniti hanno consumato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ammesso al Congresso il mese scorso che serviranno "diversi anni" per rimpiazzare le munizioni utilizzate.

Berlino senza risposta da un anno e mezzo

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva già messo in conto questo scenario. Il mese scorso ha dichiarato alla televisione pubblica tedesca di non aspettarsi più la fornitura dei Tomahawk, missili cruise con una gittata superiore ai 1.600 km, perché disponibili in numero limitato: "Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento".

Da parte sua, il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha rivelato che la Germania ha presentato "un anno e mezzo fa" una richiesta ufficiale per acquistare i Tomahawk, senza però ricevere risposta. "A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze", ha detto. Pistorius aveva manifestato interesse anche per il sistema missilistico terrestre americano Typhon, in grado di lanciare i Tomahawk, durante una visita a Washington lo scorso luglio.

Per Berlino il problema però è concreto e immediato. La Russia ha da tempo dispiegato missili Iskander a capacità nucleare a Kaliningrad, exclave russa che si trova tra Polonia e Lituania, così come missili a medio raggio ipersonici Oreshnik in Bielorussia, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti. I funzionari tedeschi stanno ora valutando alternative europee per dotarsi di missili di precisione a lungo raggio in risposta a queste minacce russe. Molti analisi temono però che il ritiro americano costringa l'Europa a dover colmare le proprie lacune militari più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.

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