Gli Stati Uniti frenano sui Tomahawk alla Germania per timore di Mosca
Gli Stati Uniti si preparano a cancellare l'intesa siglata da Biden per la fornitura di missili Tomahawk alla Germania, per paura della reazione di Mosca. Berlino, in attesa di risposta da un anno e mezzo, resterà così senza i missili a lungo raggio che ritiene indispensabili.
Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per il dispiegamento di missili Tomahawk in Germania, anche per il timore che la Russia lo consideri come un'escalation. Lo riporta in esclusiva Politico, che cita due funzionari europei e uno statunitense. Se confermato, si tratterebbe di una netta marcia indietro rispetto all'intesa raggiunta durante l'Amministrazione Biden per la loro fornitura con uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Europa.
Secondo i funzionari citati, Washington teme ora una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump decidesse di schierare missili di precisione nel cuore del continente europeo. La rinuncia alla loro fornitura, però, lascerebbe Berlino senza poter far conto su sistemi che i leader tedeschi considerano essenziali per rafforzare la propria deterrenza contro la Russia.
Tomahawk negati: la retromarcia americana lascia Berlino senza missili
Il Pentagono si prepara a cancellare il piano dell'era Biden per fornire missili cruise alla Germania. Pesano il timore di una ritorsione russa e le scorte già consumate nella guerra con l'Iran.
Dall'annuncio dell'era Biden alla cancellazione attesa
La fornitura dei Tomahawk era il pilastro dell'intesa sulla deterrenza europea. Passo dopo passo, Washington l'ha svuotata di significato.
Due ragioni dietro la marcia indietro del Pentagono
La cancellazione attesa non nasce solo dal calcolo politico verso Mosca: pesa anche un arsenale sempre più ridotto dopo la guerra con l'Iran.
Washington teme una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump dovesse fornire missili di precisione al Paese nel cuore del continente europeo. La cautela ribalta la logica dell'intesa originaria, nata proprio per scoraggiare la Russia.
Gli Stati Uniti hanno impiegato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Per il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, ricostituire le scorte di munizioni richiederà diversi anni.
La rinuncia alla fornitura di Tomahawk è un tassello del disimpegno Usa dalla NATO
In pochi mesi Washington ha ridotto truppe, caccia, droni e unità navali presenti in Europa, chiedendo agli alleati europei di assumersi la difesa convenzionale del continente.
Secondo il Pentagono, la riduzione serve a dare agli alleati la chiarezza necessaria perché assumano la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa, mentre mezzi e truppe americane vengono ricollocati altrove.
La Germania resta esposta ai missili russi alle sue porte
Senza i Tomahawk, con gittata superiore ai 1.600 km, Berlino perde un tassello chiave della sua capacità di risposta a lungo raggio che considera essenziale di fronte agli arsenali missilistici già schierati da Mosca.
A capacità nucleare, dispiegati da tempo nell'exclave incastonata tra Polonia e Lituania, a ridosso del territorio NATO.
Ipersonici a medio raggio, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti partendo dal territorio bielorusso.
Berlino valuta ora alternative europee per i missili di precisione a lungo raggio di cui ha bisogno. Ma molti analisti temono che il ritiro americano costringa l'Europa a colmare le proprie lacune più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.
Il disimpegno americano dalla NATO
Il ripensamento sulla fornitura dei Tomahawk si inserisce in un disimpegno americano più ampio dall'Alleanza Atlantica. In primavera il Pentagono ha ordinato il rientro di circa 5.000 soldati dalla Germania, una decisione che ha sorpreso i funzionari europei e i falchi repubblicani, riportando la presenza militare statunitense ai livelli precedenti allo scoppio della guerra in Ucraina. Questa settimana, durante una conferenza dei vertici militari, gli Stati Uniti hanno annunciato ulteriori riduzioni della presenza di caccia, droni e unità navali, come riportato da WELT.
L'Europa "deve farsi avanti ora e nel breve termine", ha detto ai leader militari dei Paesi NATO il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della NATO e capo delle forze americane in Europa, spiegando che gli Stati Uniti "ricollocheranno" mezzi e truppe altrove. Un funzionario del Dipartimento della Difesa ha spiegato a Politico che l'obiettivo è dare agli alleati la chiarezza necessaria affinché assumano "la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa".
Sul ripensamento pesa probabilmente anche la riduzione delle scorte americane. Gli Stati Uniti hanno consumato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ammesso al Congresso il mese scorso che serviranno "diversi anni" per rimpiazzare le munizioni utilizzate.
Berlino senza risposta da un anno e mezzo
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva già messo in conto questo scenario. Il mese scorso ha dichiarato alla televisione pubblica tedesca di non aspettarsi più la fornitura dei Tomahawk, missili cruise con una gittata superiore ai 1.600 km, perché disponibili in numero limitato: "Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento".
Da parte sua, il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha rivelato che la Germania ha presentato "un anno e mezzo fa" una richiesta ufficiale per acquistare i Tomahawk, senza però ricevere risposta. "A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze", ha detto. Pistorius aveva manifestato interesse anche per il sistema missilistico terrestre americano Typhon, in grado di lanciare i Tomahawk, durante una visita a Washington lo scorso luglio.
Per Berlino il problema però è concreto e immediato. La Russia ha da tempo dispiegato missili Iskander a capacità nucleare a Kaliningrad, exclave russa che si trova tra Polonia e Lituania, così come missili a medio raggio ipersonici Oreshnik in Bielorussia, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti. I funzionari tedeschi stanno ora valutando alternative europee per dotarsi di missili di precisione a lungo raggio in risposta a queste minacce russe. Molti analisi temono però che il ritiro americano costringa l'Europa a dover colmare le proprie lacune militari più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.