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Gli Stati Uniti accusano Cuba di alimentare da decenni l'estremismo di sinistra
Cubadebate, 2016, Flickr, CC BY-NC-SA 2.0
Politica estera 15 min di lettura

Gli Stati Uniti accusano Cuba di alimentare da decenni l'estremismo di sinistra

In un rapporto di 100 pagine il Dipartimento di Stato attribuisce all'Avana una rete di spionaggio e legami con i movimenti radicali americani, dai Black Panthers ad Antifa, ma senza rivelazioni nuove

Il Dipartimento di Stato, il Ministero degli Esteri americano, ha pubblicato ieri un rapporto di 100 pagine in cui accusa Cuba di alimentare da oltre sessant'anni l'estremismo di sinistra negli Stati Uniti e di aver costruito una rete di spionaggio arrivata a infiltrare i "massimi livelli" del governo federale. Il documento definisce Cuba la "capitale del comunismo del XXI secolo" e descrive una "campagna di sovversione" progettata per "rivoltare l'America contro se stessa", fatta di propaganda, reclutamento di attivisti e sostegno a "un'ondata senza precedenti di terrorismo di sinistra sul suolo americano".

"Per più di sei decenni il regime cubano è stato il principale sponsor del radicalismo di sinistra e del terzomondismo negli Stati Uniti", ha scritto su X il Segretario di Stato Marco Rubio, figlio di immigrati cubani e da sempre tra i critici più duri del governo dell'Avana. Il rapporto esce pochi giorni dopo nuove sanzioni contro il ministero del Turismo cubano e diverse aziende statali, mentre l'amministrazione aumenta la pressione sul regime perché faccia riforme economiche e politiche.

Stati Uniti · Cuba

Il dossier di Washington contro Cuba, «capitale del comunismo del XXI secolo»

Il Dipartimento di Stato accusa l’Avana di alimentare da oltre sessant’anni l’estremismo di sinistra negli Stati Uniti e di aver costruito una rete di spie arrivata ai vertici del governo federale.

Le cifre del rapporto
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anni di sostegno al «radicalismo di sinistra» americano che Washington attribuisce al regime cubano
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pagine del documento pubblicato il 20 luglio
«gruppi di solidarietà» nel mondo collegati all’ICAP, l’ente dell’Avana descritto come operazione di intelligence

Dalle proteste per George Floyd all’attivismo nei campus: per il rapporto «molti degli sconvolgimenti più significativi» della storia politica americana recente sono riconducibili in qualche forma all’influenza cubana.

La rete

Venticinque anni di spie cubane scoperte negli Stati Uniti

L’anno indica quando ogni caso è venuto alla luce. Tocca ogni nome per i dettagli.

Agente della Wasp Network, la rete di spie smantellata dall’FBI nel 1998, ha scontato 15 anni di carcere negli Stati Uniti. Oggi guida l’ICAP ed è stato sanzionato a giugno da Washington insieme alla sua agenzia di viaggi Amistur.

Analista della Defense Intelligence Agency, il servizio di intelligence militare del Pentagono. Per anni, fino all’arresto nel 2001, ha passato all’Avana informazioni riservate sulla politica americana verso Cuba.

Ex analista del Dipartimento di Stato: per circa trent’anni ha lavorato in segreto per l’intelligence cubana insieme alla moglie, fino all’arresto nel 2009.

Ex ambasciatore americano in Bolivia, arrestato nel 2023: ha ammesso di aver lavorato in segreto per l’Avana per oltre quarant’anni, uno dei casi di infiltrazione più lunghi mai scoperti.

Per il rapporto i servizi cubani «pensano in decenni»: reclutano americani vicini al regime per convinzione ideologica e li indirizzano verso università, agenzie federali e carriere diplomatiche prima ancora che abbiano accesso a informazioni riservate.

L’escalation

La pressione americana cresce da mesi

Le tappe della linea dura di Washington sull’Avana. Tocca ogni tappa per i dettagli.

Trump riporta l’isola nella lista nera nel 2021 e di nuovo nel 2025. Ne derivano nuove sanzioni, che si sommano a un embargo in vigore da oltre sessant’anni.

Trump definisce Cuba una «minaccia insolita e straordinaria» per la sicurezza nazionale e amplia le sanzioni. Il direttore della CIA John Ratcliffe incontra funzionari cubani e ribadisce l’ipotesi di una risposta militare, fino a una possibile invasione.

Colpita anche dal blocco petrolifero americano, la rete elettrica cubana collassa di nuovo per mancanza di carburante e lascia l’intera isola al buio.

L’ambasciatore americano alle Nazioni Unite accusa inoltre Cina e Russia di «raccogliere informazioni intorno alle nostre basi militari» operando dall’isola.

Il Tesoro americano sanziona il ministero del Turismo e diverse aziende statali cubane, colpendo uno dei pilastri dell’economia dell’isola.

Il Dipartimento di Stato pubblica il documento e Rubio lo rilancia su X: «Per più di sei decenni il regime cubano è stato il principale sponsor del radicalismo di sinistra negli Stati Uniti».

Il contesto

Il rapporto si basa su fonti pubbliche e non contiene rivelazioni nuove, come scrive il Miami Herald. Per l’analista Andy Gomez serve soprattutto a tenere viva, in una parte della comunità cubano-americana, la richiesta di un cambio di regime all’Avana. Il governo cubano ha sempre negato di rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti.

Fonte Dipartimento di Stato USA, «Cuba: The Capital of 21st Century Communism» (20 luglio 2026); Miami Herald; Local 10; AFP.

Secondo il documento, a partire dagli anni Sessanta Fidel Castro coltivò i legami con i radicali neri americani, tra cui Huey Newton, il fondatore del Black Panther Party, e Assata Shakur, militante della Black Liberation Army, un gruppo di guerriglia urbana marxista-leninista. Quella rete avrebbe poi plasmato "una quota sproporzionata dei movimenti estremisti più famosi e influenti d'America" e oggi, sostiene il rapporto, "molti degli sconvolgimenti più significativi della storia politica americana recente, dalle rivolte per George Floyd all'ascesa di Antifa fino all'esplosione dell'attivismo pro-terrorista nei campus universitari, possono essere ricondotti in un modo o nell'altro all'influenza cubana".

Al centro del sistema descritto dal rapporto c'è l'Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP), un ente con sede all'Avana presentato come un'operazione di intelligence collegata a più di 2.000 "gruppi di solidarietà" in tutto il mondo. L'istituto è guidato da Fernando Gonzalez Llort, un ex agente che ha scontato 15 anni di carcere negli Stati Uniti per il suo ruolo nella Wasp Network, la rete di spie cubane smantellata dall'FBI nel 1998, ed è stato sanzionato da Washington il mese scorso insieme alla sua agenzia di viaggi Amistur.

Il rapporto elenca poi come "gruppi di facciata e compagni di strada" del regime diverse organizzazioni e figure della sinistra americana contemporanea: i Democratic Socialists of America, l'organizzazione socialista in piena ascesa di cui è membro il sindaco di New York Zohran Mamdani, le organizzazioni Code Pink e People's Forum, lo streamer Hasan Piker, il fondatore del sindacato dei lavoratori di Amazon Chris Smalls, la giornalista Amy Goodman e Isra Hirsi, figlia della deputata democratica Ilhan Omar. Dei Democratic Socialists of America il rapporto scrive che mantengono verso la causa cubana un impegno "feroce, quasi religioso", non perché siano controllati da agenti dell'Avana ma perché quell'impegno "è ormai semplicemente l'ortodossia politica di fatto dell'estrema sinistra americana".

Il documento cita anche un piano della National Network on Cuba, una rete americana di gruppi di solidarietà con l'isola, che prevede proteste coordinate in tutto il paese davanti a edifici federali, basi militari e strutture dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, nel caso in cui gli Stati Uniti attacchino militarmente Cuba.

Il rapporto ripercorre anche i casi più noti di agenti cubani scoperti negli Stati Uniti: Victor Manuel Rocha, un ex ambasciatore americano in Bolivia che ha ammesso di aver lavorato in segreto per l'Avana per oltre 40 anni, Ana Belén Montes, analista della Defense Intelligence Agency, il servizio di intelligence militare del Pentagono, e Walter Kendall Myers, ex analista del Dipartimento di Stato. Secondo il documento i servizi segreti cubani sono "molto più abili e sofisticati" di quanto sia mai stato il KGB sovietico: "pensano in decenni", reclutano americani vicini ideologicamente al regime invece di comprare segreti e indirizzano studenti e attivisti promettenti verso università, agenzie governative e carriere diplomatiche prima ancora che abbiano accesso a informazioni riservate. Le informazioni raccolte, sostiene il rapporto, arrivano anche a Russia, Cina e Iran.

Il documento accusa inoltre Cuba di aver sostenuto per decenni le guerriglie marxiste latinoamericane, dalle FARC colombiane ai Sandinisti in Nicaragua fino a Sendero Luminoso in Perù, e di operare oggi come "vettore" per Iran, Russia e Cina. Ufficiali militari cubani si sarebbero consultati con esperti iraniani sull'uso dei droni d'attacco in una guerra asimmetrica in vista di un potenziale conflitto con gli Stati Uniti, mentre la Dirección General de Inteligencia, il servizio segreto dell'Avana, avrebbe legami con Hamas, Hezbollah e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Per il rapporto la carriera del presidente uscente della Colombia, Gustavo Petro, un ex guerrigliero marxista, dimostra che "le impronte di quest'era di terrore sostenuto da Cuba sono ancora impresse sulla politica latinoamericana".

A maggio il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che amplia le sanzioni e definisce Cuba una "minaccia insolita e straordinaria" per la sicurezza nazionale, dopo averla riportata nel 2021 e di nuovo nel 2025 nella lista degli stati sponsor del terrorismo. Nello stesso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha incontrato funzionari cubani per ribadire l'avvertimento del presidente di una possibile invasione o di una risposta militare contro l'isola. All'inizio di luglio l'ambasciatore alle Nazioni Unite Mike Waltz ha definito Cuba una minaccia per la sicurezza nazionale e ha accusato Cina e Russia di "raccogliere informazioni intorno alle nostre basi militari" sull'isola. Cuba, sotto embargo americano da più di sessant'anni e ora colpita anche da un blocco petrolifero, ha subito all'inizio del mese il terzo blackout nazionale in sei mesi.

Il documento si basa su fonti pubbliche e non contiene rivelazioni nuove, come scrive il Miami Herald, che ne ha ottenuto il testo prima della pubblicazione. Andy Gomez, ex direttore dell'istituto di studi cubani e cubano-americani dell'Università di Miami, ha detto all'emittente televisiva Local 10 che il rapporto non stabilisce nuove connessioni e serve soprattutto a tenere viva in una parte della comunità cubano-americana la richiesta di un cambio di regime all'Avana. Il governo cubano ha sempre negato di rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti.

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