Gli americani non si fidano di Trump sui temi chiave

Su 21 questioni sondate da YouGov in 17 almeno metà degli intervistati non si fida per nulla del presidente, e la sfiducia investe anche FBI, ICE, Corte suprema e Congresso

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Gli americani non si fidano di Trump sui temi chiave
Official White House Photo by Daniel Torok

La maggioranza degli americani non si fida del presidente Donald Trump sulla quasi totalità dei principali temi di politica nazionale. Su 21 questioni sottoposte agli intervistati di un sondaggio YouGov di fine febbraio e inizio marzo, in 17 almeno la metà degli americani dichiara di non fidarsi "per nulla" del presidente. Lo segnala un'analisi della newsletter The Trendline della testata di sondaggi FiftyPlusOne, curata da Mary Radcliffe e G. Elliott Morris, che colloca il dato in una più ampia caduta della fiducia nelle istituzioni federali.

I temi su cui la sfiducia raggiunge i livelli più alti sono i diritti LGBTQ e le questioni transgender, dove il 58% degli intervistati dichiara di non fidarsi "per nulla" di Trump. Seguono la tutela dell'ambiente e le relazioni razziali al 57%, l'aborto e la democrazia al 55%, l'inflazione al 54%, la sanità, la Corte suprema e l'istruzione al 54-53%, le armi e la sicurezza sociale al 53%, il conflitto Ucraina-Russia al 52%. Anche sulle materie economiche la sfiducia è netta: il 51% non si fida sul commercio estero, il 50% sull'economia in generale, sulle tasse e sulla politica estera.

I quattro temi sui quali Trump regge meglio, ossia gli unici in cui la quota di chi non si fida "per nulla" scende sotto la metà degli intervistati, sono l'immigrazione (47%), la criminalità (48%), l'Iran (49%) e il conflitto israelo-palestinese (49%). L'immigrazione è anche l'unica materia in cui una quota significativa di intervistati, il 39%, dichiara di fidarsi "molto" del presidente, contro il 34% sulla criminalità e il 33% sulla politica estera.

Sondaggio · Stati Uniti
Su 17 dei 21 temi chiave la maggioranza degli americani non si fida per nulla di Trump
Fine febbraio - inizio marzo 2026 · YouGov
Non si fida per nulla
Si fida un po'
Si fida molto
Diritti LGBTQ
58%
25%
Questioni transgender
58%
28%
Relazioni razziali
57%
25%
Ambiente
57%
23%
Aborto
55%
25%
Democrazia
55%
31%
Inflazione
54%
28%
Sanità
54%
25%
Corte suprema
54%
24%
Armi
53%
29%
Istruzione
53%
26%
Previdenza sociale
53%
25%
Conflitto Ucraina-Russia
52%
26%
Commercio estero
51%
32%
Politica estera
50%
33%
Economia
50%
32%
Tasse
50%
30%
Iran
49%
30%
Conflitto israelo-palestinese
49%
30%
Criminalità
48%
34%
Immigrazione
47%
39%
Elaborazione di Focus America su dati YouGov. Quote di intervistati che dichiarano di non fidarsi per nulla, di fidarsi un po' o di fidarsi molto del presidente Donald Trump sulla gestione di ciascun tema. La linea tratteggiata indica il 50%.

Sempre nello stesso sondaggio YouGov, il 54% degli intervistati ritiene che l'aggettivo "corrotto" si applichi "molto" a Trump e un altro 15% che si applichi "un po'": in totale sette americani su dieci associano il presidente al concetto di corruzione.

Un sondaggio dell'ottobre 2025 di Tavern Research per il Searchlight Institute, citato da FiftyPlusOne, mostra che la sfiducia è radicata e investe l'intera classe politica: il 71% degli elettori ritiene "probabile" che un tipico politico sia corrotto, contro il 16% che pensa il contrario. La definizione del termine resta però vaga: alla domanda su cosa intendano con "corruzione", solo il 31% indica spontaneamente "l'uso della carica pubblica per un guadagno personale".

Un sondaggio YouGov/Economist condotto tra il 15 e il 18 maggio rileva che il 59% degli intervistati ritiene che il presidente stia usando la propria carica per ottenere vantaggi economici personali, contro il 30% che è del parere opposto.

Un sondaggio RMG Research per Napolitan News Service del 18-19 maggio ha chiesto agli elettori quanto si fidino del governo federale per "fare la cosa giusta": solo il 5% lo fa "praticamente sempre", il 19% "la maggior parte delle volte". Il 43% si fida "solo qualche volta" e il 31% "raramente o mai". Quasi tre americani su quattro, in altre parole, sono diffidenti verso il proprio governo nazionale.

Un sondaggio Atlas Intel del 4-7 maggio estende la mappa della sfiducia alle principali istituzioni del paese. Maggioranze di americani dichiarano di avere poca o nessuna fiducia nell'ICE, l'agenzia federale per il controllo dell'immigrazione, nell'FBI, nelle università, nei principali media tradizionali, nella Corte suprema, nel Congresso e nelle grandi aziende tecnologiche. L'unica istituzione con un saldo netto positivo, e comunque modesto, sono le forze di polizia locali, con un vantaggio di 18 punti tra chi si fida e chi non si fida.

Un'indagine di Data for Progress condotta dal 17 al 20 aprile colloca i politici sul fondo della scala della fiducia: solo il 27% degli elettori probabili dichiara di fidarsi "abbastanza" o "molto" della classe politica, mentre il 69% dice di non fidarsi "molto" o "per nulla", per un saldo netto di meno 42 punti. Le aziende, nello stesso sondaggio, hanno un saldo negativo di 24 punti.

In un sondaggio dell'Università del Maryland condotto tra l'11 e il 19 marzo, il 78% degli intervistati ritiene che il governo di Washington "sia gestito da pochi grandi interessi che pensano a sé stessi", contro il 22% che lo vede "gestito a beneficio di tutti i cittadini". Un sondaggio di Navigator Research del 13-16 maggio indica che il 75% degli americani considera la democrazia statunitense "completamente o parzialmente rotta".

Nello stesso sondaggio dell'Università del Maryland il 62% degli intervistati afferma che i membri del Congresso "spesso o quasi sempre" antepongono gli interessi dei propri finanziatori elettorali al bene del paese. Eppure, alla domanda successiva, il 52% dichiara "abbastanza o molto probabile" che "nei prossimi decenni i leader del governo americano serviranno il bene comune più di quanto facciano oggi". Una piccola apertura di fiducia che, scrive FiftyPlusOne, "potrebbe semplicemente riflettere il fatto che quando si è al fondo l'unica direzione possibile è verso l'alto".

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