Gli americani danno la colpa a Trump per il caro vita
Un sondaggio di Strength In Numbers e Verasight: il 58% pensa che le scelte del presidente abbiano peggiorato l'economia. Il 41% lo ritiene il principale responsabile dei prezzi alti.
Il 58% degli americani ritiene che le scelte politiche del presidente Donald Trump abbiano peggiorato l'economia da quando si è insediato, contro il 21% che pensa il contrario. È quanto emerge da un sondaggio di Strength In Numbers e Verasight, condotto su 1.520 adulti tra il 18 e il 19 maggio 2026 con un margine di errore di 2,7 punti.
Il dato politicamente più rilevante è lo spostamento delle responsabilità. Il 41% degli intervistati indica Trump e la sua amministrazione come i principali responsabili del caro vita, contro il 16% che incolpa ancora Joe Biden e l'amministrazione precedente. Seguono le grandi aziende e i loro dirigenti, citati dall'11%, poi i democratici al Congresso con l'8% e i repubblicani al Congresso con il 4%.
Sull'economia il giudizio è nettamente negativo. Il 35% approva l'operato del presidente e il 60% lo disapprova. La sua valutazione su prezzi e inflazione ha toccato un minimo storico nelle rilevazioni dello stesso istituto. Il 39% degli intervistati indica i prezzi come il singolo problema più importante del Paese, la quota più alta mai registrata per qualsiasi tema, e il 62% li colloca tra i tre principali problemi.
Il conto economico di Trump, secondo gli americani
Il 58% dice che le sue scelte hanno peggiorato l'economia. E ormai la colpa del caro vita non è più di Biden: è diventata sua. Un malessere che diventa personale — e politico.
Sull'economia il bilancio è peggiore delle attese, per quasi tutti
Alla domanda se Trump stia facendo meglio o peggio del previsto, la risposta è nettamente negativa — e non risparmia neppure la sua base elettorale.
La colpa si è spostata: oggi il responsabile è Trump, non più Biden
A inizio mandato gli americani attribuivano ancora a Biden la responsabilità dell'inflazione. Nel 2026 l'opinione pubblica si è capovolta.
Trump viene ritenuto responsabile del caro vita più del doppio rispetto a Biden. Un giudizio che si è consolidato mese dopo mese: dazi ed espulsioni di massa hanno spinto al rialzo i prezzi proprio dei beni che le famiglie acquistano ogni giorno.
Il malessere è diventato personale: quasi metà degli americani sta peggio di prima
Rispetto a quando Trump si è insediato, la bilancia delle finanze familiari pende nettamente verso il «peggio».
Gli americani chiedono più redistribuzione. La legge voluta da Trump va nella direzione opposta
Le misure più popolari tra gli elettori favoriscono ceto medio e lavoratori. La One Big Beautiful Bill, secondo il CBO, trasferisce invece i benefici soprattutto verso l'alto.
Anche rispetto alle aspettative iniziali il bilancio è negativo. Solo il 30% ritiene che Trump stia facendo meglio del previsto sull'economia, mentre il 64% dice peggio, di cui il 45% molto peggio. Tra gli elettori indipendenti il giudizio negativo sale al 71%. Persino tra i repubblicani il 29%, quasi uno su tre, afferma che il presidente sta facendo peggio delle attese, una crepa significativa nella sua base.
Il malessere riguarda anche le finanze personali. Il 47% afferma di stare peggio rispetto a quando Trump si è insediato, mentre solo il 23% sta meglio e il 28% è nella stessa situazione. Il 23% dichiara di stare molto peggio, circa il triplo dell'8% che dice di stare molto meglio. Il 61% si dice preoccupato per la situazione finanziaria della propria famiglia e il 51% è più in ansia rispetto a un anno fa. Più di due terzi, il 69%, hanno rinunciato a un acquisto nell'ultimo mese a causa del costo.
Tra le spese che pesano di più ci sono i generi alimentari. L'82% degli americani è in qualche misura preoccupato per il loro prezzo, con il 49% che li indica come una fonte di forte stress. Seguono le utenze domestiche, che preoccupano il 73%, poi la sanità e l'assicurazione sanitaria con il 68%, i risparmi con il 65% e la casa con il 60%.
I dati non sono isolati. Quinnipiac ha rilevato un'approvazione sull'economia al 33%, il minimo storico per Trump nei suoi due mandati, Fox News una disapprovazione sull'economia al 71% e il New York Times insieme al Siena College una disapprovazione del 64%. Un sondaggio di CBS e YouGov ha trovato il 14% di americani che si sente personalmente avvantaggiato dalle politiche del presidente e il 57% che si sente penalizzato.
Lo spostamento delle responsabilità verso Trump si è consolidato nel tempo. Nei primi mesi del secondo mandato gli americani attribuivano ancora più colpe a Biden per l'inflazione. Già da aprile 2025 la maggioranza indicava le politiche di Trump come principali responsabili dello stato dell'economia e in autunno il distacco si era ampliato. Nel 2026 l'opinione pubblica si è stabilizzata su questo giudizio.
Sul fronte delle soluzioni, gli americani chiedono soprattutto prezzi più bassi al supermercato. L'84% pensa che generi alimentari più economici aiuterebbero, di cui il 64% molto. Seguono salari più alti, indicati dal 47%, affitti e costi della casa più bassi con un altro 47%, premi assicurativi sanitari più bassi con il 44% e un taglio delle tasse federali con il 42%.
Quando si passa dalle aspettative alle politiche concrete, le preferenze vanno verso la redistribuzione. Il 35% indica un taglio delle tasse per le famiglie del ceto medio e dei lavoratori, il 29% un aumento delle tasse sui redditi alti e sulle aziende e il 23% una regolamentazione più severa contro gli aumenti ingiustificati dei prezzi. Più indietro ci sono la riduzione del deficit con il 20%, un salario minimo federale più alto con il 16% e gli investimenti pubblici nell'edilizia popolare con il 14%.
Queste preferenze sono quasi l'opposto di quanto approvato dai repubblicani con la legge di bilancio della scorsa estate, la One Big Beautiful Bill. Secondo le stime del Congressional Budget Office, la legge aumenterebbe la ricchezza dei più abbienti e ridurrebbe quella dei più poveri. Il 10% più ricco guadagnerebbe il 2,7% di reddito al netto delle imposte entro il 2034, mentre il 10% più povero perderebbe il 3,1%. L'ufficio stima anche 10,9 milioni di americani in più senza assicurazione sanitaria entro la fine del decennio.
Alla domanda su quale partito si preoccupi di più "di persone come loro", il 38% indica il Partito democratico e il 27% quello repubblicano, mentre il 23% non sceglie nessuno dei due. Nel sondaggio i democratici sono in vantaggio di dieci punti sul voto per la Camera in vista delle elezioni di medio termine di novembre.
Quando Trump si è insediato nel gennaio 2025 aveva ereditato un'economia in ripresa, con inflazione in calo e mercato del lavoro solido. Da allora i dazi globali hanno fatto salire il prezzo dei beni importati e le espulsioni di massa hanno ridotto la manodopera in agricoltura, edilizia e ristorazione, facendo aumentare i costi proprio nei settori più percepiti dalle famiglie. La legge di bilancio ha inoltre tagliato mille miliardi di dollari di fondi per Medicaid, per i sussidi alimentari e per altri programmi federali. L'inflazione è risalita al 3,8% e la benzina è aumentata del 50% in un anno.