Un gruppo bipartisan di senatori ha presentato ieri un disegno di legge per attribuire al presidente Donald Trump il potere di imporre dazi fino al 100% ai cinque maggiori acquirenti di energia russa, a cominciare da Cina e India. Il provvedimento, denominato Sanctioning Russia Act of 2026, porta la firma del defunto senatore Lindsey Graham e punta a privare Mosca delle entrate utilizzate per finanziare l'invasione dell'Ucraina.
Il testo prende di mira i cinque principali Paesi importatori di petrolio e gas russi. Secondo il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal, che lo ha elaborato insieme a Graham, grazie a questo provvedimento Trump potrebbe colpire anche le persone che favoriscono la vendita di energia russa. Il testo di legge prevede inoltre nuove sanzioni contro soggetti russi attivi nei settori della difesa, dell'energia e della finanza, oltre che contro la cosiddetta "flotta ombra", la rete di vecchie petroliere utilizzata da Mosca per aggirare le restrizioni internazionali.
Da parte sua Blumenthal ha indicato Cina, India, Slovacchia, Ungheria e Azerbaigian come i cinque principali importatori di greggio russo nel 2025. Per il gas naturale, invece, i primi cinque acquirenti sono stati Cina, Francia, Giappone, Ungheria e Belgio. Gli ultimi quattro Paesi sarebbero però esentati, perché stanno riducendo le importazioni dalla Russia e ciascuno di loro ha acquistato meno del 15% del gas complessivamente esportato da Mosca.
Dazi fino al 100% a chi compra l’energia russa: l’ultima legge di Lindsey Graham
Un gruppo bipartisan di senatori ha presentato il Sanctioning Russia Act of 2026: darebbe a Trump il potere di colpire con i dazi i cinque maggiori importatori di petrolio e di gas russi, a cominciare da Cina e India, per privare Mosca delle entrate che finanziano l’invasione dell’Ucraina.
Se approvata, sarebbe la prima volta che il Congresso autorizza esplicitamente i dazi come strumento di pressione geopolitica, e non come risposta a pratiche commerciali considerate sleali.
Due leve per prosciugare le entrate di Mosca
La legge combina dazi contro i Paesi che comprano energia russa e sanzioni dirette contro l’economia di guerra del Cremlino.
Trump potrebbe imporli ai cinque maggiori acquirenti di petrolio e di gas russi, per spingerli a interrompere i rapporti energetici con Mosca. Nel mirino anche le persone che favoriscono la vendita di energia russa.
Nuove misure contro i soggetti russi attivi in tre settori chiave:
Colpita anche la rete di vecchie petroliere con cui Mosca aggira le restrizioni internazionali.
Colpiti i grandi importatori, esentati i Paesi che riducono gli acquisti
I cinque principali acquirenti di greggio e di gas russi nel 2025, indicati dal senatore Richard Blumenthal.
Esentato chi ha comprato meno del 15% del gas esportato da Mosca e sta riducendo gli acquisti.
Un percorso in salita tra Camera e dubbi sui poteri di Trump
Perché l’approvazione non è scontata. Tocca ogni passaggio per i dettagli.
L’approvazione sarebbe anche un omaggio a Graham, morto a 71 anni per una dissezione aortica. Il leader della maggioranza: «Lindsey era l’uomo che guidava tutto questo, la forza trainante».
Secondo la Costituzione, le leggi che generano entrate tramite dazi o altri strumenti fiscali devono avere origine alla Camera dei Rappresentanti, dove l’esito della misura resta incerto.
Alcuni democratici particolarmente vicini all’Ucraina temono che la legge attribuisca a Trump un potere troppo ampio: dopo la bocciatura, da parte della Corte Suprema, dei poteri d’emergenza usati per i dazi del «Liberation Day», il testo gli darebbe una base legale più solida.
Una svolta legislativa per il Congresso
Se approvata, la legge rappresenterebbe una svolta: si tratterebbe, infatti, della prima volta che il Congresso autorizza esplicitamente l'impiego dei dazi come strumento di pressione geopolitica, anziché come risposta a pratiche commerciali considerate sleali.
Senatori di entrambi i partiti e rappresentanti della Casa Bianca hanno lavorato al provvedimento per oltre un anno. Le prime versioni erano molto più severe e prevedevano dazi fino al 500% sui beni provenienti da qualsiasi Paese che acquistasse petrolio, gas, uranio o altri prodotti russi. La Casa Bianca si è però opposta a meccanismi automatici imposti dal Congresso, chiedendo che fosse lasciata a Trump la massima libertà negoziale.
La versione definitiva nasce quindi da un compromesso che, secondo fonti vicine al dossier, ha alla fine ottenuto il sostegno di repubblicani, democratici e Casa Bianca. I senatori intendono approvare la misura anche per rendere omaggio a Graham, morto a 71 anni per una dissezione aortica, secondo quanto stabilito dai medici legali. Lo staff presidenziale ha fatto sapere che Trump sostiene il disegno di legge, anche se il presidente, interpellato direttamente, si è limitato a rispondere: "Ne stiamo ancora discutendo".
I dubbi sull'uso dei nuovi poteri
Il testo però fornirebbe anche a Trump una base legislativa più solida per imporre nuovi dazi, dopo che quest'anno la Corte Suprema aveva bocciato il ricorso alla legge sui poteri d'emergenza utilizzata dal presidente nell'aprile 2025 per introdurre unilateralmente i dazi del cosiddetto "Liberation Day".
Alcuni esperti temono che gli ampi poteri attribuiti alla Casa Bianca possano quindi essere utilizzati per finalità diverse da quelle immaginate dal Senato. "Potrebbero non essere usati come dovrebbero, cioè per fare pressione sulla Russia, ma piuttosto come uno strumento per scatenare nuove guerre commerciali contro amici e nemici", ha, ad esempio, dichiarato al Wall Street Journal Edward Fishman, ex alto funzionario statunitense responsabile delle sanzioni e oggi direttore del programma di geoeconomia del Council on Foreign Relations.
Secondo Fishman, se l'obiettivo fosse davvero quello di danneggiare Mosca, sarebbe più efficace imporre sanzioni secondarie agli acquirenti del greggio russo e agli intermediari che rendono possibili gli scambi, come raffinerie, banche e operatori petroliferi. I dazi secondari previsti dalla proposta di legge colpirebbero invece tutte le importazioni provenienti da un determinato Paese, con l'obiettivo di spingerlo a interrompere i rapporti energetici con Mosca. "Sospetto che la Casa Bianca abbia infine deciso di sostenere il testo perché si è resa conto che concederà a Trump un margine di manovra molto più ampio sui dazi", ha aggiunto.
Gli esponenti democratici favorevoli al provvedimento sostengono che siano stati proprio i dazi secondari imposti all'India lo scorso anno a ridurne gli acquisti di energia russa. Fishman ritiene invece che abbiano inciso soprattutto le sanzioni varate nel 2025 dall'Amministrazione Trump contro Rosneft e Lukoil, due delle maggiori compagnie petrolifere russe, insieme alla minaccia di colpire con sanzioni secondarie le banche e le raffinerie indiane.
Il difficile passaggio al Congresso
Se la versione precedente del provvedimento godeva di un vasto consenso bipartisan, il nuovo testo potrebbe invece incontrare l'opposizione di alcuni esponenti democratici particolarmente vicini all'Ucraina, preoccupati proprio del fatto che la legge possa attribuire a Trump un potere eccessivo nell'impiego dei dazi.
A complicare l'iter parlamentare c'è anche la cosiddetta regola del blue slip: secondo la Costituzione, le proposte di legge che generano entrate attraverso dazi o altri strumenti fiscali devono avere origine alla Camera dei Rappresentanti. Il destino della misura dipenderà quindi anche dalla Camera, dove il suo esito resta incerto.
Il leader della maggioranza al Senato, il repubblicano del South Dakota John Thune, ha comunque dichiarato di stare valutando quando portare il testo in aula. "Lindsey era l'uomo che guidava tutto questo, la forza trainante. Ma ci sono altri senatori fortemente interessati, quindi sarebbe importante riuscire a trovare una strada per arrivare fino in fondo", ha detto.
