Biden torna in pubblico e attacca Trump, ma i Dem vogliono voltare pagina
L'ex presidente ha parlato a una cena del partito democratico del South Dakota, mentre il libro di Jill e i post del figlio Hunter riaprono ferite che molti nel partito speravano si fossero richiuse.
"Questo è il presidente più corrotto nella storia degli Stati Uniti d'America", ha detto venerdì sera Joe Biden parlando di Donald Trump. L'ex presidente ha pronunciato il discorso più politico dalla fine del mandato a Sioux Falls, nel South Dakota, davanti a qualche centinaio di democratici riuniti nella sala ricevimenti di un hotel Best Western.
Biden ha preso di mira quelli che ha chiamato "progetti di vanità spaventosi" del presidente Trump: trasformare la East Room della Casa Bianca in una sala da ballo "più adatta a Versailles", scrivere il proprio nome sul Kennedy Center, costruire un arco che "farebbe sembrare piccolo il Lincoln Memorial", trasformare la Reflecting Pool, la vasca riflettente del National Mall di Washington, in "qualcosa che vedresti in un parco a tema".
A tratti esitante e difficile da capire, a tratti urlante a piena voce, l'83enne Biden ha parlato in una sala grande come un piccolo hangar, in un edificio staccato sul retro di un vasto Best Western costruito negli anni Sessanta. Non c'erano quasi giornalisti, il discorso non è stato trasmesso in televisione e la sicurezza era ridotta al minimo: niente metal detector, niente agenti del Secret Service a perquisire borse.
Il discorso corona una settimana in cui l'intera famiglia Biden è riemersa con forza sulla scena pubblica, come racconta il New York Times. Jill Biden ha pubblicato il suo libro di memorie e ha avviato un tour promozionale, riaprendo ferite profonde nel partito con la sua versione di come la presidenza del marito sia arrivata alla dolorosa conclusione. Ex membri dello staff di Biden l'hanno contraddetta online e sui media, e lei ha risposto, rendendo il dibattito ancora più teso.
Il figlio Hunter è tornato attivo su X, dove scrive con prolificità. Il tono autoironico con cui descrive il suo passato di dipendenza dal crack e l'arguzia caustica che rivolge ai nemici della famiglia, democratici e repubblicani, gli hanno guadagnato un seguito che include anche sostenitori di Trump.
Molti democratici avrebbero preferito che tutto questo restasse nel passato. Le linee di battaglia per le elezioni di metà mandato del 2026 si stanno delineando e il partito sta cercando di puntare su volti nuovi. "Quando veniamo trascinati di nuovo nelle conversazioni sull'età e sulle elezioni del 2024, non è mai un buon posto per i democratici", ha detto Meghan Hays, che ha lavorato nell'amministrazione Biden, al programma "Ceasefire" di C-SPAN.
Andrew Bates, ex portavoce della Casa Bianca di Biden noto per la sua lealtà assoluta, ha detto al New York Post: "Avevamo il dovere di vincere e non l'abbiamo fatto. Ci penso in continuazione. Ma non vedo perché quella conversazione dolorosa per il partito dovesse essere riaperta pubblicamente proprio ora". Biden ha annunciato durante uno degli eventi del libro della moglie a New York che le sue memorie usciranno a settembre, anche se il suo portavoce TJ Ducklo ha precisato che l'ex presidente "sta continuando a lavorarci e la data di uscita non è ancora stata decisa".
Biden non è il primo ex presidente trattato come un peso dal suo stesso partito. Jimmy Carter, altro presidente di un solo mandato, si sentì maltrattato dai candidati democratici per decenni, finché Biden non lo riabilitò alla fine della sua vita. Nel 2004 molti democratici non volevano Bill Clinton in giro per la campagna elettorale. Nel 2018 i Clinton erano diventati radioattivi, mentre il partito cercava di lasciarsi alle spalle la sconfitta di Hillary contro Trump, proprio mentre la coppia decideva di lanciare un tour nazionale di conferenze.
Ma ciò che è accaduto con Biden, il declino esposto sul palco del dibattito televisivo sotto gli occhi di tutti e la lotta per il potere che ne è seguita, non ha precedenti. A Biden è stato poi diagnosticato un cancro che ha fatto metastasi alle ossa. Venerdì si muoveva lentamente e la sua voce era roca. Jill Biden non era con lui: un loro amico era morto, ha spiegato, "e doveva essere al funerale".
Nel suo discorso Biden ha parlato anche del fondo da 1,8 miliardi di dollari che Trump avrebbe voluto destinare, ha detto, ai rivoltosi del 6 gennaio 2021, e dei guadagni in criptovalute accumulati dal presidente da quando è tornato alla Casa Bianca. "Sono stato criticato tempo fa, quando ero ancora presidente, per aver detto che la nostra democrazia era a rischio", ha detto Biden, avvicinandosi più che mai a un "ve l'avevo detto".
La sua scommessa per la rielezione era che, avendo battuto Trump una volta, avrebbe potuto impedirne il ritorno. Parlava di Trump come di un'anomalia nella storia americana, un incidente di percorso. Ma è accaduto il contrario: Trump è la figura politica dominante di quest'epoca. L'anomalia era Biden.