Becerra avanza al ballottaggio in California, ma l'avversario è ancora incerto
L'ex ministro della Sanità si è assicurato un posto per novembre. Hilton è in vantaggio su Steyer per il secondo, ma il conteggio prosegue. Pan evita il lockout democratico nel sesto distretto.
Xavier Becerra, ex ministro della Sanità nell'amministrazione Biden, si è ufficialmente assicurato un posto al ballottaggio di novembre per il governatorato della California, ma a tre giorni dalla chiusura delle urne non sa ancora chi sarà il suo avversario. Con il 71 per cento dei voti scrutinati, Becerra ha il 27 per cento, l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton ha il 26 per cento e il miliardario Tom Steyer è al 21,3 per cento. Lo scrutinio in California richiede tempo perché lo Stato vota in larga parte per posta: le schede spedite entro il giorno delle elezioni possono arrivare nei giorni successivi e ogni firma va verificata prima del conteggio, che durerà fino al 10 luglio.
Il sistema elettorale californiano, noto come "top-two primary", prevede che tutti i candidati, di qualunque partito, compaiano su un'unica scheda e che i due più votati passino al ballottaggio, indipendentemente dall'appartenenza politica. Questo meccanismo, spiegato nel dettaglio alla vigilia del voto, può produrre risultati imprevedibili quando il campo è frammentato: per mesi i democratici hanno temuto che il voto progressista si disperdesse tra troppi candidati, regalando entrambi i posti del ballottaggio ai repubblicani.
L'identità dell'avversario di Becerra cambierà radicalmente la campagna elettorale. Se a passare sarà Hilton, repubblicano sostenuto dal presidente Donald Trump, Becerra non dovrebbe avere difficoltà a vincere a novembre: la California è uno Stato in cui i democratici hanno un vantaggio schiacciante e un candidato allineato con Trump parte con poche possibilità. Se invece Steyer riuscisse a superare Hilton man mano che il conteggio prosegue, la sfida diventerebbe competitiva e costosissima. Steyer ha già speso più di duecento milioni di dollari di tasca propria, presentandosi come un progressista outsider che vuole smantellare il potere delle grandi aziende, e un super PAC finanziato da società di servizi pubblici e imprenditori immobiliari ha investito decine di milioni per bloccarlo.
Uno scontro tra due democratici offrirebbe un contrasto netto tra Becerra, che ha impostato la campagna sulla sua esperienza tra Congresso e governo della California, e Steyer, che ha promesso politiche ambiziose come l'assicurazione sanitaria pubblica universale. Becerra ha promesso di congelare i premi assicurativi e le bollette per i californiani e di opporsi alle politiche del presidente. Se eletto, diventerebbe il primo governatore latino della California dell'era moderna: l'unico precedente risale al 1875, quando Romualdo Pacheco occupò la carica per dieci mesi senza mai essere eletto direttamente, e oggi i latinoamericani sono circa il 41 per cento della popolazione dello Stato.
L'incertezza del conteggio si estende anche ai seggi per la Camera dei rappresentanti. Nel sesto distretto, che comprende Sacramento e Placer County, l'ex senatore statale democratico Richard Pan ha ripreso il secondo posto superando il repubblicano Michael Stansfield, un candidato pressoché sconosciuto che la notte delle elezioni era sorprendentemente in vantaggio, come ha raccontato il Sacramento Bee. Pan ora ha quasi il 23 per cento contro il 21,2 di Stansfield, mentre il deputato Kevin Kiley, da poco diventato indipendente dopo anni nei repubblicani, è primo con il 25,4 per cento. Il sorpasso di Pan allontana lo scenario temuto dai democratici: la frammentazione del voto tra i tanti candidati progressisti rischiava di escludere il partito dal ballottaggio in un distretto disegnato per essergli favorevole.
Nel settimo distretto, la deputata democratica Doris Matsui si è assicurata l'accesso al ballottaggio con il 30,5 per cento dei voti. La favorita per il secondo posto è la progressista Mai Vang, che con il 28,5 per cento ha superato il repubblicano Zachariah Wooden, uno studente universitario di 24 anni, dopo essere rimasta indietro di poche centinaia di voti nella notte di martedì. Wooden è ora al 22,6 per cento, secondo il Sacramento Bee. Se Vang confermasse la seconda posizione, il ballottaggio sarebbe uno scontro tra due democratiche che incarna la frattura generazionale in corso nel partito: da un lato Matsui, pilastro dell'establishment che rappresenta il distretto dal 2005, dall'altro Vang, parte di un'ondata di giovani candidati progressisti che in tutto il Paese provano a scalzare i veterani moderati nei seggi considerati sicuri per i democratici.
Anche la corsa per il sindaco di Los Angeles resta aperta. La sindaca uscente Karen Bass, democratica, e il repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, sono in testa, ma la progressista Nithya Raman sta guadagnando terreno e il distacco è ancora ampio. Con centinaia di migliaia di schede ancora da contare in tutto lo Stato, i verdetti definitivi arriveranno solo nei prossimi giorni.