Al-Qaeda e i gruppi a essa affiliati hanno aperto almeno 8 nuovi siti di addestramento in Afghanistan negli ultimi 3 anni, approfittando del ritorno dei talebani al potere a Kabul e del vuoto di sicurezza lasciato dal ritiro militare statunitense del 2021. Lo scrive il Washington Post, citando funzionari dei servizi d'intelligence americani ed europei e i rapporti dell'organismo delle Nazioni Unite incaricato di monitorare le reti terroristiche.
Anche altre organizzazioni terroriste hanno aperto nuovi campi, tra cui una filiale dello Stato Islamico, principale rivale di al-Qaeda. Nel complesso, i gruppi jihadisti sono oggi presenti in almeno 14 delle 34 province afghane, contro le 12 indicate nei rapporti dell'anno precedente. Un rapporto delle Nazioni Unite attribuisce questa espansione all'"ambiente permissivo" garantito dal rinnovato regime dei Talebani, che avrebbe consentito ad al-Qaeda di consolidarsi "con la presenza di case sicure e campi di addestramento in tutto l'Afghanistan".
Una rete concentrata soprattutto sui conflitti regionali
I gruppi che si addestrano oggi in Afghanistan sembrano però concentrati sui conflitti regionali più che sulla preparazione di nuovi attentati contro gli Stati Uniti o i loro alleati. I Talebani cercano inoltre di contenerne le ambizioni, per evitare di attirare nuovamente la reazione delle grandi potenze, e nessuna delle organizzazioni dispone oggi di una figura con la capacità di mobilitazione che ebbe a suo tempo Osama bin Laden.
"Non stanno seguendo lo schema pre-11 settembre per cercare di colpire il nemico lontano", ha spiegato al Washington Post Bruce Hoffman, esperto di antiterrorismo della Georgetown University. Secondo Hoffman, questi gruppi sperano che i successi locali e regionali consentano loro in futuro di ricostruire slancio e capacità: "Non si sono dimenticati di noi".
Nei nuovi campi si insegnano quindi l'uso delle armi e degli esplosivi e le tattiche di guerriglia, come negli anni Novanta, ma anche crittografia, intelligenza artificiale e impiego dei droni, strumenti che venticinque anni fa avevano un ruolo estremamente più marginale.
I militanti appartenenti al nucleo originario di al-Qaeda sarebbero probabilmente un centinaio o meno, secondo Colin Smith, coordinatore del gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite che segue la minaccia terroristica e l'applicazione delle sanzioni internazionali. Quel nucleo non dirige più direttamente le operazioni. "Abbiamo visto al-Qaeda agire come un servizio di consulenza per altri gruppi", ha spiegato Smith, fornendo "consigli e addestramento su aspetti come le operazioni clandestine e la sicurezza delle informazioni".
Il principale beneficiario di tutto questo sarebbe il Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP), un gruppo militante che punta a rovesciare il governo di Islamabad e a instaurare un altro Stato islamico fondamentalista. Il gruppo avrebbe fino a 7.000 combattenti in Afghanistan e avrebbe allestito campi in almeno 4 province afghane "con il coinvolgimento di al-Qaeda e dei Talebani", secondo i rapporti delle Nazioni Unite, che gli attribuiscono centinaia di attacchi transfrontalieri contro avamposti militari pachistani.
Un rapporto del 2024 riferiva inoltre che membri di al-Qaeda nella provincia di Kunar stavano "addestrando attentatori suicidi per il TTP". Gli analisti delle Nazioni Unite hanno indicato come responsabile di quei corsi Abu Ikhlas al-Masri, veterano egiziano di al-Qaeda detenuto per anni nella prigione statunitense di Bagram e liberato dopo la riconquista del potere da parte dei Talebani.
Lo Stato Islamico del Khorasan, la filiale che prende il nome dalla regione storica del Khorasan, avrebbe attirato invece circa 2.000 reclute e sta utilizzando il nord dell'Afghanistan come sua principale base per l'addestramento e la pianificazione di operazioni in tutta l'Asia centrale. Le due organizzazioni terroriste restano però forti rivali e si contendono la leadership del movimento jihadista.
Entrambe reclutano soprattutto in Afghanistan e nei Paesi vicini, a differenza degli anni Novanta, quando al-Qaeda attirava migliaia di combattenti stranieri dall'Arabia Saudita — Paese di provenienza di 15 dei 19 dirottatori dell'11 settembre — e da altri Stati del Medio Oriente.
"Quello che ho visto nei media di al-Qaeda suggerisce che in questo momento non stiano cercando altri combattenti stranieri", ha spiegato Sara Harmouch, esperta di terrorismo della George Washington University che studia la propaganda del gruppo. "Non vogliono gli occhi puntati addosso mentre cercano di ricostruire queste capacità".
Meno intelligence americana sul terreno
Per Washington, tuttavia, osservare ciò che accade in Afghanistan è diventato più difficile. La riduzione del personale della CIA e degli altri strumenti d'intelligence seguita al ritiro del 2021 ha limitato la capacità di sorvegliare i nuovi campi, mentre parte delle risorse è stata dirottata sulla guerra con l'Iran. L'uccisione di Ayman al-Zawahiri, diretto successore di bin Laden, in un attacco con drone a Kabul nel luglio 2022 ha però dimostrato che gli Stati Uniti conservano la capacità di individuare e colpire obiettivi di alto profilo.
Al-Qaeda è oggi considerata guidata de facto dall'egiziano Saif al-Adel, arrivato in Afghanistan nel 1988 e per anni responsabile dei campi di addestramento, che si ritiene continui a nascondersi nel vicino Iran.
I controlli sui viaggiatori introdotti dopo il 2001 renderebbero inoltre immediatamente sospetto chiunque si recasse nei campi afghani. Anche per questo al-Qaeda e lo Stato Islamico puntano soprattutto sul reclutamento online, incoraggiando i simpatizzanti nei Paesi occidentali a rimanere dove si trovano e ad agire autonomamente. Molti di questi progetti sono stati sventati: il mese scorso una donna di 35 anni è stata arrestata ad Albany, nello Stato di New York, e incriminata dal Dipartimento di Giustizia per un piano di attentato "ispirato all'ISIS" contro l'Assemblea statale.
Il ritorno nei luoghi in cui nacque l'11 settembre
Gli attentati del 2001 furono pianificati negli stessi luoghi in cui oggi i gruppi jihadisti stanno tornando ad addestrarsi. Secondo la Commissione d'inchiesta sull'11 settembre, il pianificatore degli attacchi Khalid Sheikh Mohammed propose per la prima volta già nel 1996 l'idea di utilizzare aerei dirottati contro edifici americani, durante un incontro con bin Laden in Afghanistan. Osama bin Laden approvò successivamente l'operazione nei pressi di Kandahar. Tutti e 19 i dirottatori passarono inoltre per campi di addestramento o case sicure in Afghanistan.
Funzionari dell'ONU e di altri servizi d'intelligence hanno verificato di recente anche le voci secondo cui al-Qaeda intenderebbe tornare a Tarnak Farms, il complesso vicino all'aeroporto di Kandahar utilizzato dal gruppo prima dell'11 settembre e dove uno dei primi voli di sorveglianza dei droni Predator della CIA riprese proprio bin Laden. L'analisi delle immagini satellitari condotta dal Washington Post, tuttavia, non ha rilevato segni visibili di nuove attività nel sito in questione.
