L’Aeronautica militare statunitense aveva inizialmente comunicato a Libby Klinner che al marito, il maggiore Alex Klinner, non spettavano le indennità legate al servizio in combattimento perché il Congresso non aveva mai dichiarato formalmente guerra all’Iran. Una spiegazione che i funzionari hanno poi riconosciuto come errata: quei compensi non dipendono da una dichiarazione di guerra e risultavano già inclusi, sebbene registrati in modo inesatto, nell’ultima busta paga del militare.
Klinner, 33 anni, era uno dei sei membri dell’equipaggio di un aereo cisterna KC-135 precipitato nell’Iraq occidentale il 12 marzo durante l’operazione Epic Fury, la campagna militare americana contro l’Iran. Dall’inizio del conflitto, poco più di sei mesi fa, sono morti 18 militari americani e oltre 790 sono rimasti feriti, secondo l’ultimo aggiornamento del Pentagono.
“Mio marito ha perso la vita perché siamo in guerra. E poi mi è stato detto che, siccome tecnicamente non è una guerra, non otterremo un’indennità in più”, ha dichiarato la vedova all’Associated Press. “È tutta una questione di principio”. Secondo le prime informazioni ricevute dalla famiglia, erano stati esclusi l’indennità per pericolo imminente, il compenso per l’esposizione al fuoco nemico e le agevolazioni fiscali previste per il servizio in una zona di combattimento.
Dopo che il suo sfogo online è diventato virale, l’Aeronautica ha però chiarito che l’ultimo stipendio del maggiore comprendeva sia la cosiddetta “paga di combattimento”, pari a 225 dollari al mese, sia le agevolazioni fiscali. I funzionari hanno ammesso di aver fornito informazioni inesatte alla famiglia e spiegato che il compenso era stato registrato sotto una voce errata. Il diritto alle diverse indennità dipende da fattori come il luogo di servizio e il tipo di missione: condizioni che possono cambiare nel corso dell’anno e rendere più complessa la gestione delle buste paga.
Il Pentagono corregge il tiro
"Questa esperienza mi ha fatto capire quanto possa essere difficile per una famiglia in lutto orientarsi tra classificazioni, terminologia e procedure amministrative proprio nel momento in cui si è meno attrezzati per farlo", ha detto Klinner in una nota. "Nessuna famiglia Gold Star dovrebbe diventare esperta di linguaggio burocratico per capire a cosa ha diritto". Negli Stati Uniti, l'espressione Gold Star indica i familiari di militari morti durante il servizio.
Il Pentagono ha fatto sapere di continuare a "piangere la tragica perdita" del maggiore John "Alex" Klinner e che i suoi funzionari hanno contattato la famiglia per verificare che abbia ricevuto tutto ciò che le spetta. "Siamo impegnati a garantire alla moglie e ai figli del maggiore Klinner un sostegno continuo e senza interruzioni", ha scritto online Anthony Tata, sottosegretario alla Difesa per il personale e la prontezza operativa.
Vance e Trump evitano la parola "guerra"
Intanto giovedì, alla Casa Bianca, il vicepresidente JD Vance, interpellato sul caso, ha detto di voler essere "il più utile possibile" e di volersi assicurare che la vedova riceva tutto ciò che le spetta. Rispondendo a un'altra domanda, però, ha evitato di definire "guerra" le operazioni americane in corso contro l'Iran, sostenendo che non vi sia "alcun combattimento in corso": Stati Uniti e Israele, ha osservato, hanno condotto raid aerei senza inviare truppe di terra nel Paese.
Il presidente Donald Trump ha più volte usato in passato la parola guerra parlando delle operazioni militari contro l'Iran, ma venerdì si è schierato con il suo vicepresidente, descrivendo i raid americani come "intermittenti". "Molti non la chiamano guerra. Io la chiamo conflitto militare, perché per noi è roba da poco", ha detto il presidente. "Non è una cosa grossa".
Alcune famiglie di militari accusano anche il Pentagono di minimizzare la gravità delle ferite riportate dai loro parenti e di non considerarli feriti in combattimento, un'accusa respinta dal Dipartimento della Difesa. Le autorità militari sono in genere lente a comunicare il numero complessivo dei feriti, anche perché il Comando Centrale degli Stati Uniti non è tenuto a diffondere sistematicamente questi dati, soprattutto quando il personale torna in servizio poco dopo. Alcuni conteggi indipendenti, che comprendono anche casi esclusi dal registro ufficiale delle perdite, indicano però oltre 900 feriti.
