Vance loda l'enciclica di Leone XIV sull'intelligenza artificiale

Il vicepresidente cattolico ha definito "profonde" alla NBC le parole del papa. Il documento è stato presentato con un co-fondatore di Anthropic, azienda bandita dall'amministrazione Trump

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Vance loda l'enciclica di Leone XIV sull'intelligenza artificiale
Vicepresident

Il vicepresidente JD Vance ha elogiato la prima enciclica di papa Leone XIV, un testo teologico pieno di avvertimenti sugli sviluppi senza freni dell'intelligenza artificiale. In un'intervista esclusiva alla NBC News Vance, cattolico ma allo stesso tempo un convinto sostenitore dell'AI, ha definito "profonde" le parole del pontefice, pur ammettendo di aver letto solo "pezzi" del documento e i suoi riassunti.

L'enciclica, la prima di Leone XIV dall'insediamento dello scorso anno, invita a una moderazione che non blocca il progresso ma funziona come "esercizio di una cura responsabile per la famiglia umana". Il papa ha presentato il testo insieme a Christopher Olah, uno dei co-fondatori di Anthropic. Il coinvolgimento del colosso americano dell'intelligenza artificiale era stato visto come un possibile motivo di tensione con la Casa Bianca, dopo che l'amministrazione del presidente Donald Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali di smettere di usare Anthropic. L'azienda aveva infatti rifiutato di concedere alle forze armate statunitensi un accesso senza restrizioni alle proprie tecnologie.

"Quello che ho letto sembra molto profondo, esattamente il tipo di cosa che ci si aspetta e si spera da un leader della chiesa", ha detto Vance. "Sulla morale, i principi non cambiano mai, ma il modo in cui li applichi sì, perché il mondo cambia". Per il vicepresidente le nuove tecnologie e i nuovi modi di interagire tra esseri umani impongono un aggiornamento della dottrina della "guerra giusta" e un ripensamento dell'intera dottrina sociale cattolica.

Vance ha letto come un segnale anche la scelta del nome del nuovo pontefice. "Penso che sia stato un cenno a Leone XIII, che diventò papa all'inizio dell'era industriale", ha detto. "Penso che Leone XIV stia diventando papa all'inizio dell'era dell'intelligenza artificiale, e sospetto che se attraverseremo questo passaggio con successo sarà in larga parte perché il papa e la chiesa sono in grado di offrire la leadership morale di cui abbiamo bisogno".

L'intervista era la prima dedicata alla presentazione del libro di Vance, Communion, in uscita il 16 giugno per HarperCollins. Il volume ripercorre il percorso di fede del vicepresidente: un'educazione protestante, una deriva verso l'ateismo e, nei mesi più recenti, la conversione al cattolicesimo. Battezzato nel 2019, Vance è il secondo cattolico a ricoprire la carica di vicepresidente dopo Joe Biden e il primo convertito al cattolicesimo nel ruolo. Fu fra le ultime persone a incontrare papa Francesco prima della sua morte lo scorso anno e tornò in Vaticano poche settimane dopo per l'insediamento di Leone XIV, primo pontefice nato negli Stati Uniti.

Vance ha confermato di aver eliminato X dal proprio telefono per la Quaresima, come aveva rivelato il mese scorso il sito Semafor. La Quaresima è terminata il 2 aprile ma il vicepresidente, noto per la sua tendenza a partecipare direttamente alle discussioni e ai dibattiti sui social, non ha ancora reinstallato l'applicazione, pur dicendo di volerlo fare prima o poi. "Non averla come distrazione mi ha reso molto più produttivo, non scorri continuamente quando hai cinque minuti, posso davvero leggere qualcosa", ha detto. Il suo account è rimasto attivo perché continua a scrivere molti dei post che vengono poi pubblicati dal suo staff.

La posizione di Vance sull'intelligenza artificiale, largamente favorevole al suo sviluppo e diffidente verso la regolamentazione pubblica, è stata plasmata in parte dal suo passato nel venture capital della Silicon Valley e dai rapporti coltivati con alcuni dei principali esponenti delle grandi aziende tecnologiche americane. Davanti a sondaggi che mostrano un'opinione pubblica preoccupata per l'avanzata dell'AI, il vicepresidente ha però iniziato di recente a esprimere più scetticismo in pubblico, insistendo per esempio sulla necessità che i nuovi modelli proteggano imprese e consumatori dalle vulnerabilità informatiche.

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