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Vance chiama i Dem "il partito dell'odio" e la platea lo acclama come erede di Trump
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Vance chiama i Dem "il partito dell'odio" e la platea lo acclama come erede di Trump

Alla convention di Dallas il vicepresidente ha parlato di famiglia e di Charlie Kirk, ha attaccato i candidati democratici e ha chiesto agli indecisi di non abbandonare i repubblicani.

Il vicepresidente JD Vance ha definito il Partito Democratico "il partito dell'odio" nel discorso che ha chiuso la seconda serata della convention repubblicana di Dallas, mentre dalla platea partivano i cori "48" che lo indicano come successore di Donald Trump. Vance ha detto che i democratici non sono più il partito di Franklin D. Roosevelt e di John F. Kennedy né quello di Bill Clinton. "I democratici sono il partito dell'odio. Sono il partito che disprezza l'America e le persone che l'hanno costruita".

Vance è salito sul palco dell'American Airlines Center poco dopo le 21:30 di giovedì ora di Washington (le 3:30 di venerdì in Italia) e ha parlato per circa 40 minuti prima di lasciare la chiusura al presidente. Era il discorso principale della convention di metà mandato, la prima mai organizzata dai repubblicani, voluta da Trump per mobilitare i suoi elettori a poco più di 50 giorni dal voto del 3 novembre. Per Vance, 42 anni, è stato uno dei momenti di maggiore visibilità da quando è vicepresidente e il primo grande appuntamento in vista delle presidenziali del 2028, la cui corsa comincerà subito dopo le midterm.

Il vicepresidente ha aperto ricordando Charlie Kirk, l'attivista conservatore ucciso esattamente un anno fa, di cui era amico. Kirk era stato tra i più convinti sostenitori della scelta di Vance come vice di Trump nel 2024. Rivolgendosi ai figli di Kirk, Vance ha detto: "La storia ricorderà che vostro padre è stato un grande uomo". Poi ha ripreso un'idea cara all'attivista, secondo cui per un giovane uomo non c'è vocazione più alta che innamorarsi, formare una famiglia e diventare padre. Vance l'ha legata alla nascita del suo quarto figlio, Alec, arrivato a luglio. La moglie Usha non era a Dallas: quando le è stato chiesto se volesse presentarlo sul palco, ha raccontato Vance, ha risposto "col cavolo, ho quattro figli di cui occuparmi".

Da lì Vance ha costruito il discorso intorno all'idea di un "diritto di nascita" degli americani. Citando la lettera di San Paolo ai Romani, secondo cui i figli di Dio sono anche suoi eredi, ha detto che i padri fondatori hanno costruito la nazione su una promessa simile: "Ogni bambino americano nasce erede, nasce con il diritto di ereditare le benedizioni del più grande paese della Terra, non per chi sono i suoi genitori, non per il suo aspetto o per il luogo da cui viene, ma perché è americano e questo è il nostro paese". La scelta delle parole non è passata inosservata, perché l'amministrazione Trump ha cercato di limitare la cittadinanza per nascita, il principio per cui chiunque nasca negli Stati Uniti diventa automaticamente cittadino americano.

Il vicepresidente ha poi descritto il paese in cui vuole crescere i figli: acqua pulita e "cibo vero", un paese dove "non serve un dottorato in chimica per capire la lista degli ingredienti" dei prodotti al supermercato, dove i medici rispondono ai genitori e non ai "burocrati di estrema sinistra", dove le ragazze gareggiano "su un campo equo" senza dover cedere trofei, borse di studio e spogliatoi a un uomo, un riferimento alle atlete transgender, e dove le aziende assumono lavoratori americani. Subito dopo è passato all'attacco contro la sinistra: "Ai radicali che vogliono abolire la mia famiglia o qualsiasi altra, diciamo: state alla larga dai miei figli". La frase ha fatto alzare in piedi il pubblico.

Sull'immigrazione Vance ha detto che "il nostro paese ci è stato rubato e poi consegnato a degli estranei" e ha rivendicato le indagini che guida sulle frodi ai danni dei programmi pubblici. A un certo punto il discorso è stato interrotto da un contestatore con una bandiera che Vance ha descritto come messicana. "Amico mio, se ami così tanto il Messico, porta il culo laggiù. Ti pago io il biglietto aereo", ha risposto il vicepresidente, tra i cori "USA" e "JD" della platea. Poco dopo ha definito il manifestante un "idiota" che avrebbe dovuto sventolare la bandiera americana. La sicurezza lo ha accompagnato fuori dall'arena.

Una parte del discorso è stata dedicata ai candidati democratici alle midterm, descritti come estremisti. Vance ha chiamato James Talarico, candidato al Senato in Texas, "Talafreako", il soprannome inventato da Trump che gioca sulla parola inglese freak, squilibrato. Ha detto che alcuni candidati democratici avrebbero bisogno di "un biglietto di sola andata per un ospedale psichiatrico" e che bisogna "mandare a casa questi pazzi". Ha attaccato anche Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan, per un commento sulla sua famiglia arrivato dopo un discorso di agosto in cui Vance aveva parlato del nonno: "Ecco cosa pensa di mio nonno", ha detto, prima di passare all'accusa del "partito dell'odio".

A metà discorso il pubblico ha cominciato a scandire "48", in riferimento al prossimo presidente degli Stati Uniti: Trump è il 47° e i cori chiedevano a Vance di candidarsi per succedergli. Il vicepresidente ha sorriso e ha scosso la testa. "Dobbiamo sbrigare le cose da fare a novembre. Poi ci preoccuperemo di quello che verrà dopo", ha detto. Vance non ha ancora annunciato se correrà per la nomination repubblicana, ma è davanti a tutti in molti dei primi sondaggi.

Il passaggio più delicato è stato il messaggio agli elettori indecisi, delusi dall'amministrazione per la guerra con l'Iran, per l'aumento dei prezzi o per altre scelte. "Non buttate via il bambino con l'acqua sporca, non consegnate il paese a un branco di pazzi solo perché non siete d'accordo con noi su qualche questione", ha detto. "Non chiedo a nessuno di condividere ogni singola politica dell'amministrazione. Vi chiedo di riconoscere, per contrasto, i radicali e i risultati degli ultimi 18 mesi". Vance ha portato ancora l'esempio di Kirk, che era contrario a un intervento militare contro l'Iran ma non ha mai abbandonato Trump: "Vi chiedo di fare quello che ha fatto Charlie". L'appello era rivolto soprattutto ai giovani uomini, tra i quali la frustrazione per la guerra è cresciuta.

Vance non ha mai nominato esplicitamente la guerra, che ha pesato sulla popolarità del presidente. In pubblico il vicepresidente ha difeso con cautela la campagna militare, ma secondo il New York Times in privato ha espresso dubbi. Nel discorso non ha parlato nemmeno dei 5.000 dollari che Trump ha promesso a ogni americano adulto se i repubblicani manterranno il controllo del Congresso. Intervistato da Fox News, Vance aveva detto ai conduttori: "Voi non ne avete bisogno. È per la classe media americana", anche se il presidente ha parlato di un pagamento a tutti i cittadini adulti.

Diverse affermazioni del discorso non reggono alle verifiche pubblicate dal New York Times. Vance ha ripetuto che durante la presidenza di Joe Biden sono entrati negli Stati Uniti 25 milioni di immigrati irregolari, una cifra più che doppia rispetto alle stime più attendibili. Ha detto che con Trump sono stati creati un milione di nuovi posti di lavoro, andati "al 100 per cento" a cittadini americani, mentre con Biden la maggior parte sarebbe andata agli irregolari. I dati ufficiali mostrano che tra gennaio 2025 e agosto 2026 gli occupati nati negli Stati Uniti sono aumentati di 1,3 milioni e quelli nati all'estero sono calati di quasi un milione, ma tra questi ultimi ci sono anche cittadini americani naturalizzati. Con Biden erano cresciuti entrambi i gruppi: di 8,1 milioni i nati negli Stati Uniti e di 5,1 milioni i nati all'estero. Gli economisti avvertono inoltre che queste stime derivano da sondaggi su campioni ridotti, falsati dal calo della partecipazione degli stranieri.

Vance ha anche rivendicato il divieto per i grandi investitori di comprare case. Trump ha firmato ordini esecutivi contro questa pratica ma non l'ha vietata: le restrizioni sono arrivate con una legge sulla casa approvata dal Congresso, che il presidente si è rifiutato di firmare per fare pressione su un'altra legge sul voto e che è entrata in vigore l'11 luglio senza la sua firma. Il vicepresidente ha poi accusato i democratici di non aver perseguito le frodi nei programmi di Medicaid, l'assicurazione sanitaria pubblica per chi ha redditi bassi, destinati alle donne incinte e ai senzatetto in Minnesota e Wisconsin. Il caso del Wisconsin però è emerso prima dell'arrivo di Trump e sono state proprio le autorità guidate dai democratici a sospendere i pagamenti e a denunciare le aziende coinvolte. Infine Vance ha detto che l'inflazione sotto Biden era la più alta "da 100 anni" e che i giornalisti lo correggevano parlando di "68 anni": in realtà l'inflazione ha toccato il 9,1 per cento a giugno 2022, il livello più alto da circa 40 anni, per poi scendere al 3 per cento a gennaio 2025.

Trump continua a mostrare di considerare Vance il suo erede, pur senza averlo sostenuto apertamente. Il Washington Post ha ottenuto l'audio di un incontro a porte chiuse con gli attivisti del partito, giovedì mattina, in cui Vance ha raccontato che il presidente lo aveva chiamato alle 6 in albergo, dopo il discorso di quasi due ore della sera prima, chiedendogli "JD, sei sveglio?" per parlare delle elezioni. Dopo il discorso di giovedì Trump ha detto dal palco "che lavoro ha fatto". Ad agosto lo stesso giornale aveva scritto che il presidente ha detto in privato ai donatori di volere Vance alla Casa Bianca nel 2028.

Il vicepresidente ha usato la convention anche per costruire la sua rete in vista delle presidenziali: ha incontrato i delegati di Ohio, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, quattro stati decisivi, e ha ospitato un pranzo di raccolta fondi che ha portato 2 milioni di dollari al Comitato nazionale repubblicano, di cui è responsabile finanziario. Il suo principale concorrente potenziale, il segretario di Stato Marco Rubio, era in viaggio in America Latina e questa settimana ha detto di non avere "nessun piano al momento" per candidarsi. Rubio è secondo dietro Vance nella maggior parte dei sondaggi e ha detto che lo sosterrà se deciderà di correre. Secondo il Wall Street Journal, Trump si è fissato sull'idea di candidare insieme i due, uno come presidente e l'altro come vice, una coppia che considera imbattibile. L'ipotesi è ritenuta improbabile dagli alleati di entrambi, perché nessuno dei due vorrebbe fare il vicepresidente.

Alla convention ha parlato prima di Vance anche il senatore del Texas Ted Cruz, che si sta muovendo per una possibile candidatura nel 2028 ed è stato di recente in Iowa, il primo stato del calendario delle primarie repubblicane. In una recente intervista Cruz ha detto di non credere che il partito abbia già scelto Vance. Ron Nehring, che fu portavoce della sua campagna presidenziale del 2016, ha detto al Washington Post di aspettarsi che la corsa alla nomination repubblicana entri nel vivo entro 60 giorni, subito dopo le midterm.

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