Usa e Iran vicini alla firma dell'accordo di pace, ma sui dettagli è ancora scontro
Il testo del memorandum è sostanzialmente stato concordato e la firma potrebbe arrivare a Ginevra nel fine settimana. Restano da risolvere dettagli su uranio arricchito, fondi congelati e Stretto di Hormuz, mentre Teheran e Washington si accusano a vicenda di mentire sul contenuto dell'accordo.
Stati Uniti e Iran hanno sostanzialmente concordato il testo di un memorandum per estendere il cessate il fuoco e aprire la strada a nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce Axios, citando un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e un funzionario americano. Allo stesso tempo, anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato su X che "è stato raggiunto un testo finale e concordato dell'accordo di pace". L'intesa, mediata da Qatar e Pakistan, dovrebbe essere intitolata "Memorandum di Islamabad", come riconoscimento per il ruolo chiave del Paese asiatico nel processo negoziale.
Amid ongoing intense mediation efforts by Pakistan, we are fully aware of incessant misinformation campaign being waged by those who want to sabotage the peace deal. Setting aside the noise, we can confirm that a final, agreed upon text of the peace deal has been reached and…
— Shehbaz Sharif (@CMShehbaz) June 12, 2026
Il presidente statunitense Donald Trump punta ora a una cerimonia di firma già nel fine settimana. Intanto, 4 aerei C-17 dell'aeronautica americana sono partiti verso l'Europa per preparare un possibile viaggio del vicepresidente JD Vance a Ginevra, dove la firma potrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Teheran, però, frena ancora: il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che l'Iran "non ha ancora preso una decisione definitiva". Secondo due fonti citate da Axios, il testo sarebbe stato approvato ad alti livelli, ma probabilmente non avrebbe ancora ricevuto il via libera definitivo della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo una fonte americana citata sempre da Axios, sarebbe stato colto totalmente di sorpresa dall'annuncio di Trump di un accordo imminente e nei giorni scorsi avrebbe contattato alleati vicini alla Casa Bianca per raccogliere maggiori informazioni sul suo contenuto.
Cosa prevede il memorandum?
Secondo Axios, il memorandum prevede di estendere di 60 giorni il cessate il fuoco annunciato a inizio aprile, estendendolo anche al Libano, dove è in corso una guerra tra Israele ed Hebzollah. In questa finestra di tempo si dovranno tenere i negoziati sul futuro del programma nucleare, mentre lo Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall'Iran dall'inizio della guerra, dovrebbe riaprire subito e senza pedaggi, con un ritorno ai volumi di traffico precedenti al conflitto entro 30 giorni. In cambio, gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale imposto ai porti iraniani.
Per quanto riguarda il nucleare, l'Iran dovrebbe nuovamente impegnarsi per iscritto a non acquisire mai un'arma atomica e ad affrontare la questione dell'uranio arricchito attualmente in suo possesso nel corso dei negoziati. Un alto funzionario americano ha spiegato che una delle opzioni sul tavolo è la diluizione dell'uranio altamente arricchito all'interno del Paese, sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite. Ogni passo concreto dipenderà però dall'accordo, più dettagliato, che dovrà essere trovato sul programma nucleare.
Il Memorandum prevede anche che le sanzioni imposte contro l'Iran vengano alleggerite gradualmente: Teheran dovrebbe ricevere anche esenzioni temporanee per vendere petrolio per 60 giorni, con benefici crescenti legati al rispetto degli impegni previsti dal Memorandum. "Non c'è una data fissata per l'allentamento delle sanzioni, sarà tutto legato all'attuazione dell'accordo", ha detto una fonte diplomatica ad Axios.
Il nodo più delicato riguarda però i miliardi di dollari iraniani congelati all'estero. Teheran insiste per ricevere subito alla firma dell'accordo una parte dei fondi in oggetto, mentre Washington vuole sbloccarli a tranche, man mano che l'Iran rispetterà i patti. Secondo Axios, Stati Uniti, Iran e Qatar hanno già discusso un meccanismo che consentirebbe a Teheran di accedere subito a una parte dei fondi congelati in Qatar per acquistare beni umanitari.
Ma il vicepresidente Vance è intervenuto su X per smentire le voci circolate tra i repubblicani: "Gli iraniani non riceveranno alcun contante e nessun fondo sarà sbloccato solo per aver firmato un accordo o partecipato a una riunione". L'Amministrazione Trump vuole, infatti, evitare ogni paragone con l'accordo nucleare dell'era Obama, duramente criticato dai repubblicani a suo tempo anche per il rilascio di miliardi di asset congelati a Teheran.
Le due versioni divergenti e la reazione di Trump
Sul contenuto dell'accordo sono circolate oggi diverse versioni. L'agenzia di Stato iraniana IRNA ha, infatti, diffuso quella che descrive come una bozza dell'accordo, con termini alquanto diversi da quelli riportati da Axios: nella versione iraniana non sarebbe previsto nessun impegno da parte di Teheran sullo sblocco dello Stretto di Hormuz, che resterebbe "una questione regionale" da gestire con un accordo tra Iran e Oman. Inoltre il programma missilistico iraniano sarebbe escluso dai negoziati, così come il supporto iraniano ai proxy regionali (come Hezbollah e gli Houthi) e sarebbe previsto anche il rilascio immediato di una parte dei fondi iraniani attualmente congelati subito dopo la firma.
Trump ha reagito duramente su Truth Social alle indiscrezioni lasciate trapelare dai media statali iraniani: "I termini che l'Iran ha fatto trapelare alle Fake News non hanno NULLA a che vedere con quelli concordati per iscritto", ha detto, prima di accusare l'Iran di essere sleale e di non star negoziando in buona fede. Il presidente ha anche definito "totalmente inaccettabile" quello che descrive come un attacco con droni iraniani, respinto, contro navi indiane in uscita dallo Stretto.
Da Teheran, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto alle polemiche confermando che l'accordo "non è mai stato così vicino", ed invitando i media a non speculare sui contenuti. Allo stesso tempo l'ammiraglio Habibollah Sayyari, capo di Stato Maggiore dell'esercito iraniano, ha rivendicato il controllo militare iraniano sullo Stretto: "Oggi la nostra potenza è dominante nella regione di Hormuz, nessuna nave può più entrare nel Golfo senza il nostro permesso".