Una giuria federale boccia Musk: contro OpenAI ha aspettato troppo per fare ricorso

I giurati di Oakland hanno stabilito all'unanimità che il fondatore di Tesla ha presentato la denuncia oltre il termine di 3 anni previsto dalla legge. Musk chiedeva 150 miliardi di dollari di danni e la rimozione di Sam Altman come CEO di OpenAI.

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Una giuria federale boccia Musk: contro OpenAI ha aspettato troppo per fare ricorso

Elon Musk ha perso la sua causa contro OpenAI. Una giuria federale di Oakland, in California, ha respinto oggi all'unanimità la denuncia con cui il fondatore di Tesla accusava la società e i suoi vertici di aver tradito la missione originaria dell'organizzazione per inseguire il profitto. I 9 giurati non sono entrati nel merito delle accuse, ma dopo 3 settimane di udienze e meno di 2 ore di camera di consiglio, hanno stabilito che Musk ha aspettato troppo prima di agire in tribunale, superando il termine di prescrizione di 3 anni previsto dalla legge americana.

La giuria aveva un ruolo consultivo, ma la giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha fatto propria la decisione e ha respinto formalmente le accuse. La sentenza libera da ogni responsabilità Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, e Greg Brockman, presidente della società. Anche Microsoft, principale partner finanziario di OpenAI e co-imputata nel procedimento, è stata scagionata.

L'accusa di Musk e la partita sull'AI

Musk aveva depositato la causa nel febbraio 2024. Chiedeva 150 miliardi di dollari di danni, la rimozione di Altman dal Consiglio di Amministrazione e l'annullamento della trasformazione di OpenAI in società a scopo di lucro, passaggio considerato decisivo in vista di una possibile quotazione in borsa. Al centro della denuncia c'era l'accusa secondo cui Altman e Brockman avrebbero "rubato un ente di beneficenza", affiancando una struttura commerciale alla startup nata come organizzazione non profit e raccogliendo miliardi di dollari da Microsoft.

Secondo i giurati, però, Musk era già a conoscenza dei comportamenti contestati almeno dal 2021: per questo, i 3 anni utili per fare causa erano scaduti prima del deposito della denuncia. Per la stessa ragione sono state respinte anche le accuse relative alla gestione del trust, rivolte contro OpenAI, Altman, Brockman e Microsoft.

La portata economica della controversia era enorme: OpenAI viene valutata 852 miliardi di dollari, punta ora a una possibile offerta pubblica iniziale e lavora a un piano di espansione dei data center che potrebbe costare centinaia di miliardi. Una vittoria di Musk avrebbe potuto riaprire l'intero assetto del settore dell'intelligenza artificiale, coinvolgendo anche concorrenti come Google, Anthropic e DeepSeek. Lo stesso Musk controlla xAI, laboratorio rivale a scopo di lucro.

La reazione delle parti e l'ipotesi appello

Nessuno dei protagonisti era presente in aula al momento della lettura del verdetto. Fuori dal tribunale, William Savitt, principale avvocato di OpenAI, si è detto "felicissimo" e ha dichiarato al New York Times di essere "molto, molto fiducioso" sulla solidità della posizione della società. Marc Toberoff, uno dei legali di Musk, ha invece reagito con una sola parola: "Appello". Steven Molo, capo del collegio difensivo, ha poi confermato alla giudice l'intenzione di ricorrere.

Microsoft, in una nota, ha sostenuto che i fatti e la cronologia del caso "sono sempre stati chiari" e ha accolto con favore l'archiviazione della causa perché tardiva. Restano però ancora formalmente aperti alcuni capi di imputazione. La denuncia includeva infatti anche accuse di pratiche anticoncorrenziali contro Microsoft e OpenAI, che avrebbero dovuto essere discusse in una seconda fase del processo. La giudice Gonzalez Rogers aveva però già lasciato intendere che quella fase difficilmente si terrà, ritenendo il mercato dell'intelligenza artificiale già fortemente competitivo.

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