Jeffco Public Schools, il secondo distretto scolastico del Colorado per dimensioni, ha fatto martedì causa all'amministrazione Trump per impedire al Dipartimento dell'Istruzione di togliergli più di 50 milioni di dollari di fondi federali. Il governo minaccia il taglio da mesi, sostenendo che le politiche del distretto a favore degli studenti transgender discriminino le ragazze.
Il giorno prima i dipartimenti dell'Istruzione e della Giustizia avevano annunciato iniziative contro altri due distretti, in Maryland e Michigan, accusati di nascondere ai genitori l'identità di genere dei figli. Il governo ha minacciato tagli ai fondi per i distretti di tutto il paese che sostengono gli studenti transgender, definendo queste politiche discriminatorie verso le ragazze.
Il Dipartimento dell'Istruzione accusa Jeffco di violare il Title IX, la legge federale del 1972 che vieta le discriminazioni in base al sesso nell'istruzione, perché consente agli studenti transgender di gareggiare nelle squadre femminili e di usare i bagni e le sistemazioni riservati alle ragazze, anche nelle gite con pernottamento. La prima contestazione è arrivata a marzo, con dieci giorni di tempo per cambiare le regole, la seconda a giugno. Dopo quest'ultima il consiglio scolastico ha autorizzato i legali ad andare in tribunale.
L'indagine su Jeffco era partita l'anno scorso, dopo che nel 2024 una famiglia aveva denunciato il distretto sostenendo che la figlia avesse dovuto condividere il letto con una ragazza transgender durante una gita scolastica.
Il distretto contesta le conclusioni federali. L'accusa secondo cui più di 60 studenti maschi gareggerebbero nelle squadre femminili si baserebbe su un'affermazione "erronea": i ragazzi presenti negli elenchi di quelle squadre sono collaboratori o mascotte, non atleti. I dirigenti scolastici dicono inoltre di rispettare la legge anti-discriminazione del Colorado, che a loro giudizio è in conflitto con l'attuale interpretazione federale del Title IX.
La causa, depositata al tribunale federale del Colorado, chiede a un giudice di stabilire quale delle due leggi il distretto debba seguire. "Quando i requisiti statali e federali sono in conflitto, i tribunali sono il luogo appropriato per fare chiarezza", ha spiegato il sovrintendente ad interim Rob Stein. Il procuratore generale del Colorado Phil Weiser ha detto che "le tattiche di intimidazione dell'amministrazione Trump e la scelta di prendere di mira persone vulnerabili sono vergognose".
I fondi a rischio finanziano tra l'altro l'educazione speciale e le mense scolastiche. Il distretto ha un bilancio di quasi un miliardo di dollari e ha appena tagliato spese per 45 milioni (compresi 139 posti di lavoro), ma dovrà comunque usare 13 milioni delle riserve per chiudere il bilancio 2026-27.
Indagini simili riguardano altri due distretti del Colorado. Denver Public Schools è sotto inchiesta per i bagni senza distinzione di genere e per un'insegnante accusata di aver fatto baciare tra loro alcune studentesse, mentre Cherry Creek Schools è indagato per programmi definiti "razzialmente discriminatori".
Il distretto di Anne Arundel County, nel Maryland, classifica invece l'identità di genere degli studenti come "informazione medica riservata". Per i dipartimenti dell'Istruzione e della Giustizia questa regola viola la FERPA (la legge federale che garantisce ai genitori l'accesso ai documenti scolastici dei figli). Quando i genitori di una studentessa hanno chiesto spiegazioni sulla "transizione di genere" della figlia, si legge nel comunicato congiunto, il preside si è rifiutato di fornire dettagli e la vicepreside di consegnare i documenti.
I genitori, rimasti anonimi, avevano citato in giudizio il distretto l'8 luglio. Sostengono che il personale della scuola superiore abbia aiutato la figlia a compiere di nascosto una "transizione sociale" presentandola a scuola come maschio. Se ne sono accorti da un'email che si riferiva alla ragazza con pronomi maschili.
Il distretto ha risposto di aver saputo delle accuse federali dal comunicato stampa e di non aver ricevuto né una comunicazione formale né prove a sostegno delle conclusioni.
Ad Ann Arbor, in Michigan, il governo contesta la regola che vieta al personale scolastico di rivelare ai genitori l'identità di genere degli studenti, oltre alla scelta di conservare i documenti sul tema in un archivio separato. Il distretto ha tempo fino al 10 agosto per convincere i due dipartimenti a non procedere, mentre per Anne Arundel la minaccia comprende "procedimenti giudiziari applicabili e potenziale perdita dei fondi federali".
La segretaria all'Istruzione Linda McMahon ha detto che i due dipartimenti useranno "ogni strumento disponibile" per chiamare i distretti a rispondere. Harmeet Dhillon, procuratrice generale aggiunta al Dipartimento di Giustizia, ha avvertito che "la FERPA non è facoltativa" e che chi prova ad aggirarla deve aspettarsi "un'azione federale immediata".
La stessa legge è già servita a far cadere politiche di California e Maine che negavano ai genitori l'accesso ai documenti sull'identità di genere dei figli. Già nel marzo 2025 l'ufficio del Dipartimento che si occupa della privacy degli studenti aveva scritto ai provveditori statali per ricordare gli obblighi della legge, criticando in particolare la pratica di nascondere l'identità di genere. La Corte Suprema ha inoltre bloccato una politica della California che voleva vietare le notifiche automatiche alle famiglie quando uno studente cambia identità di genere a scuola.
