La Casa Bianca sta esaminando un messaggio in cui Ric Grenell, uno dei principali consiglieri di Donald Trump, avrebbe promesso a un miliardario turco l'accesso al presidente e alla sua Amministrazione in cambio di una donazione al Kennedy Center, il centro per le arti dello spettacolo di Washington che all'epoca dirigeva. Grenell nega di averlo mai inviato e definisce le accuse come "false".
Il testo, datato 3 maggio 2025 e visionato da Axios, recita: "Quando il denaro arriverà alla società qui, organizzerò la donazione al Kennedy Centre: potrai partecipare agli eventi VIP e avere accesso all'Amministrazione, persino al presidente". Nel messaggio compare la sigla POTUS, che indica il presidente degli Stati Uniti.
Il messaggio è un elemento centrale dell'indagine interna ordinata da Trump per accertare se Grenell abbia abusato della sua fiducia e si sia appropriato di denaro destinato al Kennedy Center. Il destinatario è l'imprenditore turco Turhan Mildon, marito di Alina Habba, ex procuratrice federale del New Jersey e a sua volta consigliera di Trump. Il 9 ottobre Habba si è presentata nello Studio Ovale accusando Grenell di aver raggirato il marito, inducendolo a versare una donazione mai arrivata al centro. "Ric ha rubato i soldi", avrebbe esclamato.
Dopo aver ascoltato le accuse, Trump ha convocato il consigliere legale della Casa Bianca, Will Scharf, e gli ha chiesto di verificare le accuse. I due hanno poi telefonato a Grenell, che però ha negato tutto: se avesse saputo di una possibile donazione da 17 milioni di dollari, ha sostenuto, avrebbe immediatamente informato tutti. "Non è possibile che sia vero. È una follia", avrebbe detto al presidente.
Il bonifico dal Congo e la donazione mai arrivata
Al centro della vicenda c'è un'operazione legata al software di una società privata del settore della difesa con sede a Houston e a un contratto nella Repubblica Democratica del Congo. Mildon sostiene di aver versato, su indicazione di Grenell, 17,6 milioni di dollari a Texas Armament & Technology, nota come TXAT: una parte sarebbe servita per l'operazione in Congo, quasi 6 milioni sarebbero stati destinati al Kennedy Center.
I suoi avvocati hanno consegnato all'ufficio legale della Casa Bianca il messaggio, che menziona sia la donazione sia il "software" per il Congo, un'email richiamata nel testo e un documento bancario del 29 maggio 2025 che attesta il bonifico. Secondo quanto Habba ha riferito a Trump, Mildon avrebbe scoperto soltanto circa 17 mesi dopo che il Kennedy Center non aveva ricevuto la somma che riteneva destinata alla donazione.
Restano però diversi punti da chiarire: l'oggetto del contratto in Congo, il suo rapporto con il Kennedy Center e la ripartizione del denaro. Il messaggio non riporta importi, anche se, secondo una fonte informata, questi figurano in altri documenti consegnati alla Casa Bianca.
Soprattutto, il bonifico non sembrerebbe provenire da un conto di Mildon, come Habba aveva inizialmente lasciato intendere a Trump. Secondo un funzionario della Casa Bianca, i 17,6 milioni sarebbero stati trasferiti a TXAT dal ministero delle Finanze congolese, a Kinshasa, dove Mildon ha interessi economici e accesso a finanziamenti. "Stiamo cercando di capire di chi siano questi soldi", ha detto il funzionario.
Anche l'importo della presunta donazione è cambiato nel racconto di Habba: inizialmente aveva parlato di 17 milioni di dollari, poi, dopo essersi consultata con il marito, di circa 6 milioni. La cifra esatta sembrerebbe essere 5,6 milioni.
Il Kennedy Center ha dichiarato al New York Times di aver avviato una verifica interna sulle donazioni promesse e sui fondi ricevuti, i cui risultati saranno condivisi con il consiglio di amministrazione.
Le smentite di Grenell e i punti ancora da chiarire
Grenell, che non ha voluto commentare per l'articolo di Axios, aveva già definito le accuse "assurde". "Non ho mai chiesto che un solo centesimo venisse mandato altrove facendo credere che fosse destinato al Kennedy Center. E non ho mai ricevuto alcun pagamento da lui", aveva dichiarato. "Che dimostri ciò che sostiene, invece di lanciare queste accuse assurde".
Al Times ha detto di aver lavorato come consulente per TXAT nel 2024, ma di non avere più rapporti con la società al momento del bonifico indicato da Mildon. Secondo una fonte informata sulla sua posizione, Grenell contesta anche la grafia usata nel messaggio: sostiene di non averlo scritto perché "center" compare nella forma britannica "centre".
I suoi alleati hanno inoltre sollevato dubbi sulle attività imprenditoriali e sulle frequentazioni di Mildon, sulla sua età — ha 29 anni, ma alcuni documenti gliene attribuiscono 25 — e sul matrimonio da 10 milioni di dollari celebrato il mese scorso con Habba, 42 anni, con cui ha iniziato una relazione nel 2025.
Grenell era anche inviato speciale di Trump per il Venezuela, dove Mildon aveva contratti. "Dobbiamo fare di te il volto americano laggiù, in Venezuela", si legge nello stesso messaggio. I due erano in buoni rapporti dal 2024, ma hanno rotto mentre il Times indagava sulle attività dell'imprenditore nel Paese. Il quotidiano aveva già riportato alcuni passaggi del messaggio relativi al Venezuela e informazioni sul denaro proveniente dal Congo.
Mildon ha conosciuto Habba nel 2025 proprio al Kennedy Center. Grenell ha lasciato la guida del centro a marzo, mantenendo l'incarico di inviato presidenziale per le missioni speciali.
Secondo una fonte, Scharf aveva cominciato a dubitare del racconto di Habba all'inizio della settimana scorsa, perché lei e gli avvocati di Mildon tardavano a fornire la documentazione richiesta, consegnata poi venerdì. Ora intende verificare l'autenticità del messaggio attraverso i dati digitali.
Un funzionario dell'amministrazione ha riferito che Habba si era presentata al presidente "senza avere tutte le carte in ordine" e che "i fatti continuano a cambiare". "Questo non significa che Ric sia fuori pericolo. La vicenda sembra davvero losca", ha aggiunto.
Alcune persone che lavorano al Kennedy Center hanno intanto raccontato alla Casa Bianca di aver visto spesso Mildon agli eventi esclusivi, anche nel palco del vicepresidente, accanto a quello presidenziale. Una presenza che, ai loro occhi, indicava che fosse un importante donatore.
"Mildon ha effettivamente ottenuto quell'accesso. Ma perché? Faceva affari in Congo con Ric? Perché tanto accesso se la donazione non è mai stata versata?", si è chiesto un funzionario dell'amministrazione. "Ci sono molte domande. E il presidente vuole risposte".
