Un cargo russo affondato in Spagna trasportava due reattori nucleari per la Corea del Nord

Lo ha rivelato agli inquirenti spagnoli il capitano dell'Ursa Major, affondato al largo di Cartagena nel dicembre 2024. Il carico potrebbe rappresentare il pagamento do Mosca per i soldati nordcoreani inviati a liberare il Kursk dai soldati ucraini.

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Un cargo russo affondato in Spagna trasportava due reattori nucleari per la Corea del Nord

Il cargo russo "Ursa Major", affondato il 23 dicembre 2024 al largo di Cartagena, in Spagna, trasportava componenti di due reattori nucleari destinati alla Corea del Nord. A rivelarlo agli inquirenti spagnoli sarebbe stato il capitano della nave, Igor Anisimov, in una testimonianza ricostruita da un'inchiesta della CNN. La nave era partita da San Pietroburgo l'11 dicembre 2024, scortata da due unità militari russe, e ufficialmente risultava diretta a Vladivostok. Secondo il capitano, però, la destinazione reale era il porto nordcoreano di Rason.

Quei componenti, ha spiegato Anisimov, sarebbero stati il pagamento concordato da Mosca con Pyongyang in cambio dei circa diecimila soldati nordcoreani inviati nell'autunno 2024 nella regione russa di Kursk, a sostegno delle truppe di Vladimir Putin. Sui documenti di bordo il carico appariva molto meno sensibile: due grandi "coperchi di boccaporto", 129 container vuoti e due gru Liebherr. Quando gli investigatori spagnoli gli hanno chiesto cosa fossero davvero quei "coperchi", Anisimov avrebbe ammesso che si trattava di parti di due reattori nucleari simili a quelli installati sui sottomarini russi.

Secondo gli inquirenti potevano essere reattori VM-4SG, utilizzati sui sottomarini nucleari sovietici di seconda generazione e capaci di alimentare unità armate con missili balistici. La CNN precisa, tuttavia, che non esistono prove definitive sulla loro esatta natura. Anisimov ha sostenuto che i reattori non contenessero combustibile nucleare. Il governo spagnolo, in una comunicazione al Parlamento, ha però precisato che questa versione non ha potuto essere verificata. Una fonte vicina all'inchiesta ha riferito alla CNN che il capitano temeva per la propria incolumità e per questo avrebbe evitato a lungo di parlare del carico.

Per gli investigatori, inoltre, era poco credibile che una nave intraprendesse un viaggio così lungo solo per trasportare container vuoti, due presunti coperchi e due gru: materiale che avrebbe potuto raggiungere l'Estremo Oriente russo molto più facilmente via ferrovia. Le gru, secondo questa ricostruzione, sarebbero servite a scaricare i componenti nucleari una volta arrivati a Rason.

A rafforzare i sospetti c'è anche un elemento precedente alla partenza. Nell'ottobre 2024, due mesi prima del viaggio, "Oboronlogistika", la società del Ministero della Difesa russo proprietaria dell'"Ursa Major", aveva annunciato di aver ottenuto la licenza per il trasporto di materiali nucleari. Un video girato il 4 dicembre nel porto di Ust-Luga, analizzato dalla CNN, mostra inoltre i container già sistemati nello scafo lasciando libero uno spazio compatibile con l'imbarco dei grandi "coperchi", caricati pochi giorni dopo a San Pietroburgo.

L'affondamento e le manovre russe sul relitto

La dinamica dell'affondamento resta opaca. Il 22 dicembre l'"Ursa Major" ha rallentato e si è inclinata improvvisamente, senza che a bordo venisse avvertita alcuna esplosione. 24 ore dopo, tre detonazioni nella sala macchine hanno ucciso 2 meccanici e costretto il capitano a lanciare l'SOS. I soccorritori spagnoli hanno evacuato i 14 membri dell'equipaggio rimasti. In seguito, sullo scafo è stato individuato un foro di circa 50 per 50 cm.

Gli inquirenti hanno preso in considerazione l'ipotesi di un siluro supercavitante "Barracuda", un'arma capace di viaggiare dentro una bolla di gas e superare i 370 chilometri orari, in dotazione solo a Stati Uniti, alcuni Paesi NATO, Russia e Iran. Ma l'ipotesi non convince tutti gli analisti consultati dalla CNN. Mike Plunkett, analista navale della società britannica "Janes", ritiene più plausibile l'uso di una mina-lapa, cioè una carica a effetto cumulativo applicata direttamente allo scafo.

Anche il comportamento delle unità russe dopo l'incidente ha attirato l'attenzione degli investigatori. La "Ivan Gren", una delle due navi militari di scorta, avrebbe cercato di tenere lontani i soccorritori spagnoli, intimando loro di non avvicinarsi a meno di 3,7 km dal cargo. Dopo l'evacuazione dell'equipaggio, avrebbe lanciato una serie di razzi rossi sul punto del naufragio. Subito dopo, i sismografi spagnoli hanno registrato quattro esplosioni compatibili con detonazioni di mine subacquee o cariche da cava.

Una settimana più tardi è arrivata nell'area anche la "Yantar", una nave di ricerca russa che la NATO considera un'unità di spionaggio. È rimasta sul posto per 5 giorni. Al termine della sua permanenza si sono verificate altre 4 esplosioni, forse dirette contro ciò che restava del cargo sul fondale. Secondo i dati di Kpler, la "Yantar" sarebbe tornata nella zona anche nel gennaio 2025.

Sul luogo dell'affondamento è passato due volte anche un WC-135R statunitense, l'aereo soprannominato "cercatore di scorie nucleari": la prima volta il 28 agosto 2025, la seconda il 6 febbraio di quest'anno. Il portavoce dell'aviazione americana Chris Pierce ha confermato alla CNN che la missione del velivolo è "garantire la raccolta e l'analisi di scorie nucleari". Madrid, tuttavia, non ha emesso alcuna allerta per contaminazione radioattiva.

La posta in gioco per Kim Jong-un

L'inchiesta della CNN si inserisce in un quadro già segnalato come preoccupante dai servizi sudcoreani nel 2025. Secondo quanto riferito ai parlamentari di Seul, nella prima metà dello scorso anno la Russia avrebbe consegnato alla Corea del Nord 2 o 3 moduli nucleari, comprendenti i noccioli attivi di altrettanti reattori, oltre a turbine e sistemi di raffreddamento smontati da sottomarini dismessi.

Per gli analisti sudcoreani si tratterebbe una svolta strategica: proprio il tipo di tecnologia che Kim Jong-un cerca da anni per dotare la Corea del Nord di una flotta sottomarina a propulsione nucleare. Se confermata, la vicenda dell'"Ursa Major" mostrerebbe quindi un salto di qualità nella cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang: non più solo munizioni, missili o truppe, ma anche il possibile trasferimento diretto di tecnologia nucleare militare navale in cambio del sostegno nordcoreano alla guerra russa in Ucraina.

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