Il pubblico di Truth Social, il social network fondato da Donald Trump, si sta riducendo. Secondo un’analisi della società di dati digitali Similarweb ripresa dal Washington Post, nei 12 mesi conclusi a settembre il traffico sulla piattaforma è calato di oltre il 30%. A settembre gli utenti giornalieri sono stati in media circa 260.000, contro il picco di 420.000 raggiunto nel giugno 2025. Il calo prosegue mentre il presidente continua a pubblicare numerosi messaggi ogni giorno.
Trump, di gran lunga l’utente con più follower di tutta la piattaforma, usa Truth Social per intervenire sulla guerra in Iran, annunciare decisioni politiche e condividere video di se stesso generati con l’intelligenza artificiale. Questa settimana ha pubblicizzato un investimento nel settore dei semiconduttori, rilanciato articoli favorevoli su di sé e condiviso un video cruento che mostra un uomo aggredito da una tigre, per poi pubblicare un secondo video generato con l'IA di lui che manda la tigre in fuga.
Alla piattaforma è legata anche la nuova portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia: prima della nomina era infatti consulente per la comunicazione di Truth Social, la stessa piattaforma dove aveva pubblicato migliaia di messaggi. Trump aveva lanciato il suo social tra il primo e il secondo mandato, dopo che Facebook, YouTube e Twitter avevano sospeso il suo account in seguito all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Con il suo ritorno alla Casa Bianca, la piattaforma è diventata anche una fonte di controversie sui conflitti d’interesse del presidente.
L’accesso a pagamento e i conti in perdita
Ad agosto Trump Media ha lanciato Truth API, un servizio che offre agli investitori un accesso più rapido ai messaggi del presidente, con abbonamenti che possono arrivare a 100.000 dollari al mese. Il vantaggio è particolarmente rilevante per gli operatori finanziari, perché gli annunci di Trump possono provocare oscillazioni immediate sui mercati.
Il sito d’informazione The Intercept e l’organizzazione non profit Freedom of the Press Foundation hanno fatto causa al presidente, definendo il sistema "straordinario, corrotto e incostituzionale". Contestano, in particolare, che l’accesso tempestivo agli annunci ufficiali del governo possa dipendere dal pagamento di un abbonamento a una società privata legata al presidente.
A sostegno della causa, 53 ex procuratori e agenti federali hanno presentato un documento al tribunale nel quale sostengono che la vendita di un accesso anticipato ai messaggi possa violare diverse norme penali federali. Alla Camera, anche i democratici della commissione Giustizia, guidati da Jamie Raskin, hanno avviato un’indagine sul servizio.
Intanto, i conti dell’azienda restano in profondo rosso. Nel secondo trimestre del 2026 Trump Media ha registrato ricavi per appena 1,67 milioni di dollari, in crescita dell’89% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e una perdita netta di circa 238 milioni. A pesare sono state soprattutto le perdite contabili legate alla diminuzione del valore delle criptovalute detenute dalla società.
