Trump voleva dichiarare morte 2,7 milioni di persone

L'ex dirigente Jeremiah Schofield ha rifiutato di eseguire il piano e lo ha denunciato al Senato. Tra le persone da dichiarare morte c'erano cittadini americani, residenti, anziani e adolescenti.

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Trump voleva dichiarare morte 2,7 milioni di persone
Official White House Photo by Molly Riley

L'Amministrazione Trump aveva un piano per dichiarare morte 2,7 milioni di persone viventi, tra cui cittadini americani e residenti regolari, per spingerle a lasciare gli Stati Uniti. A rivelarlo è Jeremiah Schofield, ex dirigente della Social Security con 25 anni di carriera alle spalle, in una denuncia di 49 pagine presentata ai senatori democratici Elizabeth Warren e Richard Blumenthal di cui il Washington Post ha preso visione.

Il piano, che secondo l'agenzia non è mai stato attuato, prevedeva di inserire i nomi nel Death Master File, il database usato da banche, datori di lavoro e agenzie governative per verificare se una persona è in vita. Finire in quell'elenco significa essere cancellati dal sistema finanziario: niente conto corrente, niente carta di credito, niente assicurazione sanitaria, nessun modo di ricevere uno stipendio o pagare un affitto.

Inchiesta · La denuncia del whistleblower

Morti sulla carta: il piano per cancellare 2,7 milioni di persone vive

L'Amministrazione Trump voleva inserire 2,7 milioni di persone viventi nel registro federale dei decessi per spingerle a lasciare gli Stati Uniti. Il piano, mai attuato, è descritto nella denuncia dell'ex dirigente della Social Security, Jeremiah Schofield.

Nella lista
2,7 mln
di cui
Campione verificato
25 su 25
Persone da dichiarare morte nel database federale dei decessi
Nominativi controllati da Schofield: tutti vivi
L'agenzia afferma che la lista non è mai stata inserita nel database
Esplora l'inchiesta
La morte civile

Cosa perde chi finisce nel Death Master File

Il registro dei decessi è usato da banche, datori di lavoro e agenzie governative per verificare se una persona è ancora in vita. Chi vi compare viene cancellato dal sistema finanziario americano.

i
Conto corrente bancario
Nessuna banca apre o mantiene un conto a un intestatario risultato deceduto
ii
Carte di credito
L'accesso al credito si interrompe: niente prestiti, niente affitto di un appartamento
iii
Assicurazione sanitaria
Le polizze decadono per chi risulta morto nei registri federali
iv
Stipendio
I datori di lavoro non possono pagare uno stipendio ad un dipendente registrato come deceduto
v
Pensioni e sussidi
Ogni prestazione pubblica viene sospesa automaticamente
L'obiettivo dichiarato

Un funzionario del DOGE lo ha spiegato a Schofield al telefono: rendere la vita degli immigrati così difficile da spingerli ad andarsene da soli — oppure a presentarsi agli sportelli della Social Security per chiedere aiuto, dove le forze dell'ordine li avrebbero arrestati.

La verifica interna

Schofield ha controllato 25 nomi della lista: erano tutti vivi

Prima di rifiutarsi di collaborare, il dirigente ha analizzato un campione dei 2,7 milioni di nominativi che il Dipartimento per la Sicurezza Interna chiedeva di dichiarare deceduti.

25 nominativi verificati · 25 persone vive
25
Nominativi analizzati
25
Risultati in vita
0
Decessi reali riscontrati
Chi c'era nel campione
Cittadini americani Residenti legali Adolescenti Anziani Una vedova
Cronologia

Dal primo esperimento alla denuncia al Senato

Tocca un evento per i dettagli.

Primavera 2025
Il precedente: 6.100 immigrati dichiarati morti
La Social Security inserisce 6.100 immigrati nel Death Master File. Alcuni si presentano agli sportelli per dimostrare di essere vivi e vengono reinseriti nei registri. Diversi funzionari lanciano l'allarme.
Aprile 2025
Da Noem arriva la lista da 2,7 milioni di nomi
La ex Segretaria per la Sicurezza interna Kristi Noem invia due memorandum al commissario facente funzione Leland Dudek: chiede di impedire a "sospetti terroristi presenti illegalmente" di usare i numeri di previdenza sociale.
2025
I legali dell'agenzia: falsificare i registri è illegale
L'ufficio legale conferma che dichiarare morte persone viventi viola la legge federale. La vice commissaria Doris Diaz condivide le preoccupazioni di Schofield, ma lascia l'agenzia nel giro di due settimane.
2025
La telefonata che conferma l'obiettivo del piano
Davanti ai risultati del campione, il vice commissario Stephen Evangelista chiama in vivavoce Jon Koval, ex funzionario DOGE passato alla Sicurezza Interna: l'obiettivo è spingere le persone ad auto-espellersi o a farsi arrestare agli sportelli.
Ottobre 2025
Schofield lascia la Social Security dopo 25 anni
Il dirigente, che ha rifiutato di collaborare al progetto, esce dall'agenzia. Per mesi resta in silenzio osservando le ritorsioni contro altri dipendenti federali che hanno parlato.
Giugno 2026
La denuncia di 49 pagine arriva al Senato
Schofield presenta la denuncia ai senatori democratici Elizabeth Warren e Richard Blumenthal, che scrivono alla Social Security e ai tre ex esponenti del DOGE coinvolti. Il Washington Post pubblica la surreale storia il 5 giugno.
I protagonisti

Chi ha ideato il piano, chi lo ha fermato, chi ora sta indagando

Tocca un nome per il ruolo nella vicenda.

Jeremiah Schofield
Ex dirigente Social Security, 25 anni di carriera
Whistleblower
Si rifiuta di collaborare al progetto e verifica di persona un campione della lista. Lascia l'agenzia nell'ottobre 2025 e porta la sua denuncia al Senato: "Non è giusto che facciano questo", dice al Washington Post.
Kristi Noem
Ex Segretaria per la Sicurezza Interna
L'origine
Nell'aprile 2025 invia alla Social Security due memorandum e la lista dei 2,7 milioni di nomi da inserire nel database dei decessi, presentandoli come "sospetti terroristi presenti illegalmente" sul territorio americano.
Leland Dudek
Ex commissario facente funzione della Social Security
L'aggiramento
Per superare l'ostacolo legale rinomina il database sostituendo la parola "morte" con "ineligibile". La sua spiegazione al Washington Post: "La morte è uno stato di ineligibilità".
Jon Koval
Ex DOGE, poi al Dipartimento per la Sicurezza interna
L'obiettivo
In una telefonata in vivavoce conferma senza esitazione lo scopo dell'operazione: spingere le persone dichiarate morte ad auto-espellersi o a farsi arrestare presso gli uffici della Social Security.
Warren e Blumenthal
Senatori democratici, destinatari della denuncia
L'indagine
Per Warren si tratta di un tentativo illegale di usare la Social Security come arma dell'agenda anti immigrazione. I due senatori hanno scritto all'agenzia e ai tre ex membri del DOGE coinvolti per chiedere spiegazioni.
Fonte Denuncia whistleblower di Jeremiah Schofield al Senato (49 pagine, giugno 2026), visionata dal Washington Post. La Social Security afferma di non aver inserito la lista nel Death Master File. Infografica del 6 giugno 2026.

Schofield si è rifiutato di collaborare al progetto dopo che gli avvocati dell'agenzia avevano avvertito che dichiarare morte persone viventi avrebbe violato la legge federale. Per capire chi fossero i 2,7 milioni di nominativi sulla lista, ne ha analizzato un campione di 25: erano tutti vivi. Tra loro c'erano cittadini americani, residenti legali permanenti, adolescenti, anziani e una vedova che riceveva regolarmente la pensione di reversibilità.

L'obiettivo dell'operazione è stato esplicitato senza giri di parole da un funzionario del Doge, il Dipartimento per l'efficienza governativa guidato da Elon Musk. In una telefonata descritta nella denuncia, il funzionario ha spiegato che lo scopo era rendere la vita così difficile agli immigrati da spingerli ad andarsene da soli, oppure a presentarsi presso un ufficio della Social Security per chiedere aiuto, dove le forze dell'ordine li avrebbero arrestati. "Quella telefonata è stata una delle più deludenti della mia carriera di 25 anni", ha dichiarato Schofield al Washington Post. "Ero scioccato. Non potevo credere a quello che sentivo."

Prima di questo episodio, la Social Security aveva già inserito 6.100 immigrati nel Death Master File nella primavera del 2025. Alcune di quelle persone si sono poi presentate agli sportelli dell'agenzia per dimostrare di essere vive e sono state reinserite nei registri. Quell'operazione, su scala ridotta, aveva già suscitato l'allarme di diversi funzionari di carriera, che avevano messo in guardia sulle conseguenze catastrofiche di attribuire date di morte false a persone in vita.

Il piano per i 2,7 milioni di nominativi è nato nell'aprile 2025, quando l'allora segretaria per la Sicurezza interna Kristi Noem inviò due memorandum al commissario facente funzione della Social Security Leland Dudek, chiedendo di impedire a "sospetti terroristi presenti illegalmente" di usare i numeri di previdenza sociale. Insieme ai memo arrivò la lista da 2,7 milioni di nomi da inserire nel database dei decessi.

Schofield si rivolse all'ufficio legale dell'agenzia, che confermò l'illegalità di falsificare i registri federali. La sua superiore diretta, la vice commissaria Doris Diaz, concordò con le sue preoccupazioni ma lasciò improvvisamente l'agenzia nel giro di due settimane. Interpellato dal Washington Post, Dudek ha spiegato di aver aggirato il problema legale rinominando il database, sostituendo la parola "morte" con "ineligibile". "La morte è uno stato di ineligibilità", ha detto.

Quando Schofield presentò i risultati del suo campione al vice commissario per le operazioni Stephen Evangelista, quest'ultimo chiamò in vivavoce Jon Koval, il funzionario del Doge che nel frattempo era passato al Dipartimento per la Sicurezza interna. Koval confermò senza esitazione che l'obiettivo era spingere le persone ad auto-espellersi o a farsi arrestare negli uffici della Social Security. Schofield ha raccontato di essersi sentito sollevato per aver visto confermati i propri sospetti, ma anche rattristato nel sentirli enunciare con tanta freddezza.

La denuncia di Schofield ha provocato reazioni immediate tra i democratici al Senato. Elizabeth Warren, che guida il gruppo di lavoro del partito sulla Social Security, ha dichiarato in una nota al Washington Post che si tratta di "un tentativo illegale del Doge di usare la Social Security come arma per portare avanti la crudele agenda sull'immigrazione del presidente Trump". Richard Blumenthal ha aggiunto che la denuncia dimostra come l'amministrazione abbia usato il Doge "non solo per tagliare brutalmente i programmi pubblici, ma per trovare modi di fare deliberatamente del male alle persone, soprattutto agli immigrati". I due senatori hanno inviato lettere alla Social Security e ai tre ex membri del Doge coinvolti per chiedere spiegazioni.

Non è la prima volta che ex funzionari della Social Security sollevano allarmi sull'accesso del Doge ai dati sensibili. In passato, l'ex capo dei dati Charles Borges aveva denunciato che membri del Doge condividevano informazioni personali degli americani tramite servizi di terze parti, mentre un secondo whistleblower anonimo ha riferito che un membro del Doge avrebbe portato una chiavetta USB con dati riservati presso un'azienda privata, episodio attualmente al vaglio dell'ispettorato dell'agenzia.

Schofield, che ha lasciato la Social Security nell'ottobre 2025, ha spiegato di aver deciso di parlare pubblicamente perché gli americani devono sapere come i dati governativi possano essere usati in modo improprio e, in alcuni casi, lo siano già stati. "Non è giusto che ci facciano questo, e credo che dobbiamo sostenerci a vicenda in questo momento", ha dichiarato. I suoi avvocati, la nota esperta di whistleblower Debra Katz e l'organizzazione no profit Whistleblower Aid, hanno scelto di rivolgersi ai senatori democratici dopo le notizie di interferenze politiche negli uffici degli ispettori generali e per il timore di ritorsioni.

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