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Trump non esclude che il governo possa entrare nel capitale di OpenAI e Anthropic
Donald Trump con Jensen Huang e Mark Zuckerberg durante l'incontro sull'intelligenza artificiale alla Casa Bianca, il 29 settembre 2026. Credito: Daniel Torok / Casa Bianca — opera del governo degli Stati Uniti, pubblico dominio, foto ritagliata.
Tecnologia 55 min di lettura

Trump non esclude che il governo possa entrare nel capitale di OpenAI e Anthropic

Nell'intervista a TIME il presidente dice che potrebbe chiedere quote delle aziende dell'IA, come con Intel, e che a sorvegliarle bastano Dipartimento di Giustizia e FBI. E liquida i timori degli americani sull'IA come "Trump derangement syndrome".

Donald Trump non esclude che il governo americano possa entrare nel capitale di OpenAI e Anthropic, come ha già fatto con Intel. Lo ha detto a TIME nell'intervista concessa il 28 settembre nello Studio Ovale e pubblicata giovedì 1° ottobre. Alla domanda sul perché non replicare con le aziende di intelligenza artificiale l'operazione conclusa con Intel, il presidente ha risposto: "Potrei. Forse potrei farlo. Ho fatto molti accordi del genere".

Trump ha raccontato di aver chiesto all'amministratore delegato di Intel una quota del 10% dell'azienda per gli Stati Uniti in cambio della soluzione di un problema, sostenendo che il governo abbia guadagnato "60 o 70 miliardi di dollari". L'operazione, annunciata nell'agosto 2025, ha destinato all'acquisto di azioni 8,9 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici già assegnati ma non ancora erogati, per ottenere una partecipazione iniziale del 9,9%. Alla chiusura di Borsa del 30 settembre, quelle azioni valevano circa 52 miliardi, con un guadagno sulla carta di circa 43 miliardi. Il presidente ha ricordato anche di aver preteso una quota dei ricavi delle vendite di Nvidia in cambio dell'autorizzazione a esportare un chip in Cina.

Secondo un'inchiesta del Financial Times ripresa a luglio da CNBC e Reuters, OpenAI aveva discusso con l'amministrazione la possibilità di cedere al governo il 5% del proprio capitale. Quanto ad Anthropic, una fonte informata aveva dichiarato a Reuters il 2 luglio che, fino a quel momento, non si erano svolte discussioni analoghe con l'Amministrazione. L'idea però incontra resistenze tra i repubblicani al Congresso. Già a giugno il senatore Ted Cruz aveva detto a NOTUS: "Non credo che il governo federale debba fare l'azionista di aziende private".

Trump ha invece escluso la nazionalizzazione delle aziende dell'IA, sostenendo di avere già uno strumento per contenerne gli eventuali abusi: "Sapete qual è l'argine? Il Dipartimento di Giustizia. Se fanno cose sbagliate, ho un Dipartimento di Giustizia, ho un FBI. Quello è il vostro argine, e l'ho già usato due volte, con grande efficacia".

Trump e l’intelligenza artificiale
Trump non esclude di entrare nel capitale di OpenAI e Anthropic, come ha fatto con Intel
La quota pubblica in Intel vale quasi sei volte quello che è costata, anche se meno di quanto sostiene il presidente. Intanto tre americani su quattro guardano all’intelligenza artificiale con paura.
Il precedente di Intel
Il governo ha pagato 8,9 miliardi una quota di Intel che oggi ne vale 52
Investiti, agosto 2025
8,9mld $
Valore, 30 settembre 2026
52,1mld $
Fondi pubblici già assegnati e convertiti nel 9,9% di Intel
433,3 milioni di azioni a 120,23 dollari l’una
8,9 mld di fondi pubblici convertiti in azioni
43,2 mld di guadagno sulla carta al 30 settembre
60-70 mld di guadagno secondo Trump, nell’intervista a TIME
Il presidente sovrastima il guadagno di 17-27 miliardi: la cifra che indica supera persino il valore dell’intera quota.
OpenAI ha discusso di cedere il 5% al governo, con Anthropic non ci sono state trattative
«Potrei. Forse potrei farlo»
Donald Trump a TIME, alla domanda se replicherà con l’IA l’operazione Intel
5%
La quota del capitale che OpenAI ha discusso di cedere al governo, secondo il Financial Times
Vale circa 42,6 mld $ alla valutazione di marzo, 852 miliardi
Nessuna
Al 2 luglio non c’erano state trattative con l’Amministrazione, secondo una fonte di Reuters
Il 27 settembre l’amministratore delegato Dario Amodei ha cenato alla Casa Bianca con Trump
«Non credo che il governo federale debba fare l’azionista di aziende private»
Ted Cruz, senatore repubblicano, a NOTUS
Trump difende i data center con l’esempio di Loudoun, la contea della Virginia dove coprono il 39% del bilancio
Tasse dai data center
1,2mld $
pagate sugli immobili e sulle attrezzature nell’anno fiscale 2026
Peso sul bilancio
39%
del bilancio della contea di Loudoun
Ma nel Paese
71%
degli americani si oppone a un data center nella propria zona
Tre americani su quattro guardano all’intelligenza artificiale con paura
75%Paura e preoccupazione
25%Speranza ed entusiasmo
Di cui il 43% con convinzioneDi cui il 7% con convinzione
Sono preoccupati da un’IA più intelligente dell’uomo
88%
Sono preoccupati dal moltiplicarsi dei data center
87%
Pensano che il governo non faccia abbastanza per regolare l’IA
71%
Si oppongono a un data center nella propria zona
71%
«Non affosserò qualcosa sulla base di minacce inventate»
Donald Trump a TIME, sui timori legati all’intelligenza artificiale
FonteDipartimento del Commercio e Intel (agosto 2025), Nasdaq (chiusura del 30 settembre 2026); TIME; Financial Times; Reuters; CNN/SSRS (16-17 settembre 2026, 1.206 adulti); Gallup (maggio 2026); Contea di Loudoun (anno fiscale 2026). Mappa: U.S. Census Bureau.

Gli incontri con i dirigenti e le regole volontarie

L'intervista si è svolta il giorno dopo la cena alla Casa Bianca con Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, e alla vigilia dell'incontro con i vertici del settore. "Mi sono piaciuti molto lui e sua moglie", ha detto Trump, descrivendo Amodei come "un tipo molto intelligente, forse un po' diverso da come pensavo". Alla domanda se si fidi di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha risposto: "Mi piace. Se mi fido? Di chi mi fido?".

I giornalisti gli hanno chiesto anche degli agenti di intelligenza artificiale di OpenAI che, secondo il New York Times, hanno interagito in modo anomalo con i siti del Dipartimento del Commercio, della SEC, l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari, e del Dipartimento dell'Istruzione. L'azienda non considera quegli episodi come violazioni. Trump ha prima chiesto "Chi li ha violati?", poi ha aggiunto che le aziende "non sono autorizzate a farlo" e potrebbero subire "sanzioni che non saranno accettabili per loro".

Il 30 settembre il Washington Post ha riferito dell'apertura di un'indagine della Federal Trade Commission sulla sicurezza dei sistemi di OpenAI e Anthropic. Nell'intervista a TIME, Trump ha però ribadito: "Non devo distruggere questo settore. Stiamo facendo un sacco di soldi con questo settore. È come la rivoluzione industriale, ma più grande. È come internet, ma molto più grande".

Il 29 settembre il presidente e i dirigenti di sei grandi aziende tecnologiche hanno firmato alla Casa Bianca un accordo sulla "super intelligenza", che Trump ha definito una "costituzione" e soltanto "moralmente vincolante". L'intesa affida alle aziende il compito di darsi regole in autonomia sulla sicurezza, secondo un approccio che privilegia l'autoregolamentazione rispetto a nuovi controlli pubblici. Secondo un funzionario presente, Amministrazione e imprese hanno concordato di evitare "sorprese se dovesse succedere qualcosa". Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha accolto favorevolmente l'accordo, ma vorrebbe comunque tradurre in legge alcune tutele.

A metà settembre Trump aveva anche annunciato una "AI Force", che ora vuole rinominare "SI Force". L'iniziativa rientra nel tentativo di sostituire l'espressione "intelligenza artificiale" con "super intelligenza", formalizzato con un ordine esecutivo il 29 settembre. Alla domanda su cosa farà il gruppo, ha risposto: "Sarà super intelligente". Sollecitato a chiarire, ha spiegato che sarà composto da dirigenti del settore incaricati di consigliarlo.

"Non affosserò qualcosa sulla base di minacce inventate", ha aggiunto, accostando i timori sull'IA al riscaldamento globale e all'indagine sulla Russia, che ancora oggi considera come bufale. Alla domanda su chi alimenti questa presunta bufala, ha risposto: "L'intero Paese si basa su cose false, perché queste persone soffrono della Trump derangement syndrome", l'ossessione anti-Trump che il presidente attribuisce ai suoi rivali. Non ha escluso che anche Amodei rientri in questa categoria: "Potrebbe essere. Non lo so".

Le paure degli americani e la fiducia in Grok

Gli americani mostrano un atteggiamento decisamente diverso da quello del presidente. Secondo un recente sondaggio della CNN, il 75% guarda all'IA con più paura e preoccupazione che entusiasmo, mentre la richiesta di maggiori controlli da parte del governo federale raccoglie un ampio consenso tra gli elettori di entrambi i partiti. TIME ha ricordato al presidente che il 71% degli americani è contrario alla costruzione di centri dati nella propria zona e il 57% ritiene che l'IA farà più male che bene.

"Potrei non riuscirci, non lo so", ha quindi ammesso Trump quando gli è stato chiesto se riuscirà a convincere gli americani a sostenere la sua posizione. Ha però poi difeso i data center citando le entrate fiscali che generano nella contea di Loudoun, in Virginia, e il rischio che, senza nuove costruzioni negli Stati Uniti, gli investimenti in questo settore si spostino in Cina.

Il 31 agosto, dopo aver visto un servizio televisivo sulle proteste, aveva scritto su Truth Social che l'unico motivo per non volere i data center è "restare arretrati e poveri". Pochi giorni dopo, i collaboratori gli avevano mostrato le rilevazioni del suo sondaggista di fiducia, Tony Fabrizio, dai quali emergevano timori diffusi: la perdita di posti di lavoro, l'aumento dei costi e la possibilità che la tecnologia sfugga al controllo umano. "Sembrava proprio che non gliene importasse", ha detto a TIME un suo collaboratore. "Vuole fare quello che vuole. È abituato a suscitare indignazione e poi a vedere tutti tornare da lui strisciando".

Secondo il ritratto che accompagna l'intervista, l'attrazione di Trump per l'IA è cresciuta insieme ai suoi rapporti con i dirigenti del settore. Nel dicembre 2025 Elon Musk è tornato nello Studio Ovale per un incontro riservato. Secondo un funzionario presente, il presidente passò ore a interrogare Grok, il chatbot dell'azienda di Musk, sulla propria presidenza e sull'eredità che avrebbe lasciato.

All'epoca Trump stava ordinando attacchi missilistici contro imbarcazioni venezuelane che accusava di trasportare droga. Chiese così a Grok come avrebbero reagito i venezuelani se gli Stati Uniti avessero catturato Nicolás Maduro. Il chatbot rispose che molti avrebbero festeggiato. Il mese successivo, dopo la cattura di Maduro, ci furono effettivamente festeggiamenti, soprattutto tra i venezuelani all'estero. Secondo alcuni funzionari, Trump si convinse così che Grok fosse geniale. Le conversazioni con Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, hanno rafforzato anche un'altra convinzione del presidente: la Cina potrebbe ottenere un vantaggio decisivo sugli Stati Uniti se sviluppasse per prima un'IA più potente e lui non ha alcuna intenzione di permetterglielo.

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