Le preoccupazioni sollevate dagli esperti di intelligenza artificiale "devono essere prese sul serio": non sono fake news, come sostengono alcuni. Lo ha detto Papa Leone XIV lunedì, parlando con i giornalisti sul volo da Metz a Roma, al termine di un viaggio di quattro giorni in Francia. Il Pontefice ha precisato di non essere nel panico, ma ha invitato a non "chiudere gli occhi" davanti ai possibili rischi.
Leone XIV non ha nominato Donald Trump. Le sue parole si discostano però da quelle del presidente statunitense, che ha definito i timori per la sicurezza dell’IA come una "bufala" e una "cospirazione malata". Un funzionario della Casa Bianca ha spiegato ad Axios che Trump si riferiva, in particolare, al presunto uso di questi timori da parte dei democratici per ottenere vantaggi politici.
Il confronto con Nvidia
Il Papa ha citato un nuovo software con cui Nvidia punta a rendere più sicuri gli agenti di IA, programmi capaci di svolgere compiti con un certo grado di autonomia. Ha poi osservato che l’amministratore delegato dell’azienda, Jensen Huang, è "lo stesso uomo" che si oppone a limiti e regolamentazioni governative. Leone XIV ha chiesto che leader politici, aziende e organizzazioni sociali discutano insieme ciò che sta già accadendo e i rischi futuri.
Huang ha più volte criticato gli allarmi sui rischi più gravi dell’IA, sostenendo anche che possano favorire gli affari del settore della sicurezza informatica. In un’intervista alla CBS News ha giudicato esagerate le previsioni catastrofiche e si è detto d’accordo con Trump sulla mancanza di necessità di nuove regole per il settore.
Primo papa statunitense, Leone XIV ha posto le conseguenze dell’IA tra i temi del suo pontificato. Nella sua enciclica pubblicata a maggio ha avvertito che la tecnologia può indebolire il giudizio umano, accentuare le disuguaglianze e destabilizzare la democrazia.
