Trump minaccia la nuova presidente venezuelana: "Pagherete un prezzo altissimo se non farete la cosa giusta"
Donald Trump ha lanciato questa sera un duro avvertimento alla presidente ad interim del Venezuela Delsy Rodríguez, chiedendole di collaborare con Washington e minacciando conseguenze severe in caso contrario. Poi ha ribadito la necessità di controllare anche la Groenlandia.
Il presidente americano ha espresso chiaramente la sua intolleranza verso un eventuale "rifiuto provocatorio" da parte della presidente ad interim di cooperare con gli Stati Uniti. "Se non farà la cosa giusta, dovrà pagare un prezzo molto alto, probabilmente persino superiore a quello di Maduro", ha dichiarato Trump in un'intervista telefonica a The Atlantic.
In precedenza, parlando con il New York Post, aveva affermato che la presenza militare americana in Venezuela non sarebbe necessaria qualora Rodríguez "faccia ciò che vogliamo".
Nella stessa intervista, Trump ha ribadito che Washington necessita del controllo della Groenlandia per scopi difensivi. “Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia”, ha affermato, descrivendo l'isola, che fa parte della Danimarca, alleata della NATO, come “circondata da navi russe e cinesi”.
La situazione in Venezuela
La Corte Suprema del Venezuela ha nominato nella giornata di ieri la vicepresidente Delsy Rodríguez come presidente ad interim. La decisione è arrivata dopo che forze speciali americane hanno catturato a Caracas il presidente Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores, trasportandoli a New York, dove intendono processarli con l'accusa di "narcoterrorismo".
Durante la conferenza stampa sull'operazione militare a Caracas, Trump ha annunciato che l'Amministrazione americana avrebbe gestito temporaneamente il Venezuela, fino a una "transizione sicura, appropriata e ragionevole del potere". Il presidente ha sostenuto che Rodríguez avesse espresso privatamente la sua disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti.
Tuttavia, poco dopo la presidente ad interim è apparsa alla televisione di Stato venezuelana assieme agli altri leader di primo piano del regime condannando "l'aggressione militare degli Stati Uniti" e dichiarando Nicolás Maduro come unico presidente legittimo del paese.
Le condizioni di Rubio per la normalizzazione
Questa mattina il Segretario di Stato Marco Rubio aveva chiarito le richieste americane in un'intervista a NBC News, rivolgendosi direttamente a Rodríguez:
"Non potete trasformare il Venezuela in un centro operativo per Iran, Russia, Hezbollah, Cina o agenti dell'intelligence cubana. Questa situazione non può più continuare".
Rubio ha sottolineato che la nuova leadership venezuelana non può permettere che "le più grandi riserve petrolifere del mondo siano sotto il controllo degli avversari degli Stati Uniti". Il Segretario di Stato ha anche espresso perplessità sugli interessi di Pechino, Mosca e Teheran nel petrolio venezuelano:
"Perché la Cina ha bisogno del petrolio venezuelano? Perché ne ha bisogno la Russia? Perché l'Iran? Non si trovano nemmeno su questo continente".
Secondo Rubio, Washington continuerà a esercitare pressioni sul Venezuela se le nuove autorità non modificheranno le politiche adottate sotto Maduro. "Vogliamo che il Venezuela si muova in una direzione specifica", ha dichiarato. Il Segretario di Stato ha però respinto l'idea che Washington desideri il petrolio venezuelano, come sostenuto da Maduro e dai suoi collaboratori. Alla domanda sull'eventualità di elezioni nel prossimo mese, Rubio ha risposto che è "prematuro" parlarne.
Fonti di Bloomberg indicano che Rubio giocherà un ruolo centrale nella gestione del Venezuela da ora in poi, dopo aver in passato in passato criticato duramente sia Maduro che il suo predecessore Hugo Chávez.