Rubio in missione a Roma e in Vaticano per ricucire i rapporti
Il segretario di Stato americano è atteso il 7 e 8 maggio. Incontrerà il cardinale Parolin, i ministri Tajani e Crosetto, forse anche papa Leone XIV e la presidente del Consiglio.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà a Roma e in Vaticano il 7 e 8 maggio per una missione diplomatica che punta a ricomporre i rapporti tra Washington, la Santa Sede e il governo italiano dopo le tensioni delle ultime settimane.
Rubio, di fede cattolica, dovrebbe incontrare il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano e numero due della Santa Sede. In programma anche colloqui con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Resta da chiarire se il segretario di Stato vedrà di persona papa Leone XIV. Secondo una fonte del governo italiano citata dall'AFP, Rubio ha chiesto anche un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche se l'agenda non è ancora stata definita.
La visita arriva poche settimane dopo gli attacchi del presidente Donald Trump contro il pontefice e contro la presidente del Consiglio italiana. Leone XIV, primo papa americano della storia, ha assunto negli ultimi mesi una posizione sempre più critica verso la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran e verso le politiche restrittive dell'amministrazione Trump in materia di immigrazione. Il pontefice ha definito inaccettabile la minaccia di Trump di distruggere l'Iran e ha invitato i cittadini americani a chiedere ai loro parlamentari di lavorare per la pace.
Il presidente ha risposto sui social network insultando il pontefice. In un post su Truth Social Trump ha definito Leone XIV debole sulla criminalità e pessimo in politica estera, accusandolo di assecondare la sinistra radicale e di danneggiare la Chiesa cattolica. In un'altra occasione ha aggiunto di non gradire un papa che ritiene accettabile il possesso dell'arma nucleare da parte dell'Iran. Trump ha anche condiviso un'immagine generata con l'intelligenza artificiale che lo ritraeva come una figura cristologica, salvo poi rimuoverla dopo le critiche arrivate da ambienti religiosi e da alcuni alleati politici.
Il pontefice ha replicato dicendo di non avere paura della Casa Bianca e di sentire il dovere morale di parlare contro la guerra. In un discorso pronunciato in Camerun ha attaccato i tiranni che devastano il pianeta, precisando in seguito che il testo era stato scritto prima della polemica e di non voler riaprire lo scontro con il presidente americano. La comunità cristiana ha espresso solidarietà a Leone XIV.
La presidente del Consiglio italiana ha definito inaccettabili le parole di Trump contro il papa. La reazione di Meloni, considerata una delle alleate europee più vicine al presidente americano, ha provocato un raffreddamento dei rapporti personali tra i due. In un'intervista al Corriere della Sera Trump ha detto di essere rimasto deluso da Meloni, di averla creduta coraggiosa e di essersi sbagliato. Il presidente l'ha anche accusata di non aver aiutato gli Stati Uniti all'interno della Nato e ha minacciato di ritirare le truppe americane dall'Italia, sostenendo che Roma non ha fornito alcun supporto nella guerra contro l'Iran. Avvertimenti simili sono stati rivolti alla Spagna.
Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha detto che probabilmente dovrebbe valutare anche una riduzione delle truppe in Italia, sostenendo che il paese non si è dimostrato utile e che la Spagna si è comportata in modo pessimo. Il presidente ha anche affermato che gli Stati Uniti non hanno bisogno dello Stretto di Hormuz perché dispongono di abbondanti riserve di petrolio, a differenza degli alleati europei.
Sul fronte militare, il Pentagono ha annunciato venerdì il ritiro di cinquemila soldati americani dalla Germania, dove si trova la più grande presenza statunitense in Europa. Trump ha poi precisato che la riduzione sarà ben più ampia di quella inizialmente comunicata. Al 31 dicembre 2025 in Italia erano presenti 12.662 militari americani in servizio attivo, distribuiti su sei basi, mentre in Spagna se ne contavano 3.814 e in Germania 36.436. La prospettiva di un disimpegno parziale o totale degli Stati Uniti dal continente preoccupa numerosi responsabili politici e militari europei, che temono un indebolimento della sicurezza europea di fronte alle crescenti tensioni in Medio Oriente e alle minacce ibride. Alcuni analisti ritengono che questa strategia di pressione possa anche minare la coesione dell'Alleanza atlantica, già attraversata da dubbi sul proprio ruolo.
Rubio aveva incontrato Leone XIV per la prima volta nel maggio 2025, insieme al vicepresidente JD Vance. I due avevano partecipato alla messa di insediamento del nuovo pontefice in piazza San Pietro e il giorno successivo erano stati ricevuti in udienza privata. Il pontefice celebrerà venerdì il primo anniversario della sua elezione, avvenuta l'8 maggio 2025 dopo la morte di papa Francesco. Leone XIV, settant'anni, guida una comunità di un miliardo e quattrocento milioni di cattolici nel mondo.
Trump ha più volte elogiato pubblicamente Rubio per le sue capacità diplomatiche e di mediazione, definendolo nel discorso sullo stato dell'Unione di inizio anno il miglior segretario di Stato della storia americana. La missione romana del capo della diplomazia statunitense rappresenta ora il primo tentativo concreto di riportare il dialogo su un terreno meno conflittuale, in un momento in cui gli equilibri tra Washington e i suoi alleati europei appaiono più fragili che in passato.