Sentenza Voting Rights Act, anche i Dem puntano ora a ridisegnare nuove mappe elettorali

Cresce il pressing per nuovi ridisegni delle mappe elettorali in vista del 2028. Nel mirino, in particolare, Maryland, Illinois, New York, Colorado e California.

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Sentenza Voting Rights Act, anche i Dem puntano ora a ridisegnare nuove mappe elettorali

La sentenza con cui questa settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ulteriormente indebolito il Voting Rights Act sta cambiando anche i calcoli del Partito Democratico sui collegi elettorali. Secondo Axios, che ha raccolto le voci di oltre una ventina di parlamentari democratici federali e statali, la decisione apre la strada a possibili ridisegni delle mappe in diversi Stati a maggioranza democratica o considerati contendibili in vista del voto del 2028.

Il leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti, il deputato Hakeem Jeffries, in un'intervista a Politico, ha già indicato New York, Illinois, Colorado e Maryland come possibili obiettivi. Ma la lista potrebbe allargarsi. Il deputato Pete Aguilar, ha detto ad Axios che anche la California potrebbe intervenire di nuovo, dopo aver già ridisegnato la mappa in tempo per le midterm 2026. "Vedremo cosa faranno gli Stati del Sud in vista del 2028, quando la California risponderà come ha già fatto con il Texas", ha dichiarato. "Non ci tireremo indietro neppure da questa battaglia". Aguilar ha citato anche Washington e Oregon come possibili target, pur riconoscendo che lì la partita è più complicata.

La nuova battaglia delle mappe — FocusAmerica
Verso il 2028 · Mappe e seggi in ballo

La nuova battaglia delle mappe elettorali: dove i democratici intendono ridisegnare i distretti

Dopo la sentenza Louisiana v. Callais del 29 aprile 2026, che ha indebolito la Sezione 2 del Voting Rights Act, il Partito Democratico cerca di guadagnare seggi in cinque Stati a maggioranza democratica. Ma non tutti i fronti sono ugualmente percorribili.

Sentenza
Callais
6–3
Sentenza della Corte Suprema che ha indebolito la Sezione 2 del VRA
Stima NYT
seggi al Sud
+12
Seggi che il Partito Repubblicano potrebbe guadagnare nel Sud senza il VRA
Stati a maggioranza democratica
nel mirino
5
MD, IL, NY, CO, CA — tutti Stati dove i democratici valutano contromosse
Esplora l'analisi
Alta — pressione politica forte
Media — ostacoli da rimuovere
Bassa — ridisegno molto difficile
Lo scenario · Cinque Stati

Dove i democratici possono ridisegnare i collegi

Tocca uno Stato per leggere i dettagli. La fattibilità tiene conto degli ostacoli costituzionali, della presenza di commissioni indipendenti e degli equilibri politici interni.

Maryland
Pressione massima
7–1 8–0 Obiettivo

A febbraio la Camera statale ha già approvato una mappa che porterebbe i seggi a 8-0. Il presidente del Senato statale Bill Ferguson ha però bloccato il voto, ed è ora il principale ostacolo politico interno.

Ci sarà una pressione enorme affinchè il Maryland si unisca a Virginia e California.Jamie Raskin · deputato democratico
California
Già ridisegnata, ma ora si valuta di più
+5 ancora più aggressiva

Con la Proposition 50 approvata a novembre, gli elettori hanno sospeso la Commissione bipartisan che si occupava di disegnare i distretti fino al 2032: così già nel 2026 i democratici possono mettere nel mirino 5 dei 9 seggi repubblicani. Ora alcuni parlamentari democratici vogliono spingersi oltre.

Tutto è sul tavolo. Penso che la California possa essere ancora più aggressiva.Dave Min · deputato democratico
Illinois
Sul tavolo l'opzione nucleare
14–3 17–0 Scenario

Si discute di una mappa da "opzione nucleare" che eliminerebbe ogni seggio repubblicano nello Stato. La deputata statale La Shawn Ford, in passato critica con il governatore Pritzker, ora apre alla discussione, ma per ora sembra ancora mancare la volontà politica per arrivare al 17-0.

Tutte le opzioni vanno considerate a questo punto.La Shawn Ford · deputata statale
Colorado
L'opportunità più chiara
8 seggi divisi a metà +3 Possibili

Forse il fronte migliore per i democratici: lo Stato si è spostato a sinistra, ma una Commissione bipartisan ha diviso gli 8 seggi alla Camera in modo equo. I democratici stanno preparando un'iniziativa referendaria per ridisegnare a proprio favore i collegi nel 2028 e nel 2030.

New York
Serve un emendamento costituzionale
Commissione bipartisan Da rimuovere

La governatrice Kathy Hochul sta lavorando con l'Assemblea legislativa statale per cambiare il processo di ridisegno dei collegi elettorali. Il percorso è però lungo: serve un emendamento costituzionale, approvato da due legislature successive e poi confermato da un referendum popolare.

Jeffries fa sul serio: una vittoria al referendum è probabile.Deputato democratico newyorkese · anonimo
New Jersey
Mossa rischiosa
9–3 Già a vantaggio Dem

I democratici hanno già un margine confortevole. Un nuovo ridisegno richiederebbe un emendamento costituzionale e potrebbe rivelarsi controproducente.

Le barriere · Stati con margini ridotti

Dove la partita è quasi impossibile

Per i democratici gli Stati più complicati sono quelli con presenza di Commissioni indipendenti, vincoli costituzionali stringenti o legislature divise.

1
Pennsylvania, Minnesota, Michigan
Vincoli costituzionali, Commissioni indipendenti e legislature divise rendono il ridisegno dei distretti molto difficile. Nel 2018 la Corte Suprema della Pennsylvania ha già bocciato una mappa favorevole ai repubblicani.
2
Wisconsin
La Corte Suprema statale è ora a maggioranza liberal 5 a 2. Il deputato Mark Pocan ipotizza un intervento giudiziario, ma esclude un vero gerrymandering a favore dei democratici.
3
Washington e Oregon
In entrambi gli Stati, margini di manovra estremamente ridotti per i democratici. In Oregon, le regole sul quorum permettono ai repubblicani di bloccare i lavori abbandonando il capoluogo.
Il fronte federale

Alla Camera dei Rappresentanti alcuni esponenti democratici puntano a una legge federale per eliminare il gerrymandering in tutto il Paese. A guidare lo sforzo sarà Jamie Raskin, che si è detto convinto di poter portare a bordo "alcuni" repubblicani.

La cronologia · Come ci siamo arrivati

La corsa al ridisegno delle mappe verso il 2028

Metà 2025
Texas apre il fronte: avvia un ridisegno a metà decennio voluto da Trump per garantire più seggi ai repubblicani.
Novembre 2025
La California risponde: gli elettori approvano la Proposition 50, sospendendo la Commissione bipartisan che si occupava di disegnare i collegi fino al 2032.
Febbraio 2026
Si muove il Maryland: la Camera statale approva la mappa 8-0, bloccata però dal Senato statale.
29 Aprile 2026
Sentenza Callais: la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara incostituzionale la mappa con due distretti a maggioranza afro-americana della Louisiana. Per Justice Kagan, la Sezione 2 del VRA è diventata di fatto "lettera morta".
Giorni successivi
Oltre venti parlamentari democratici parlano con Axios di possibili nuovi ridisegni dei distretti. La Florida ha approvato subito, in prima battuta, una nuova mappa favorevole ai repubblicani. La governatrice Hochul annuncia revisione del processo di ridisegno dei distretti a New York.
2028
L'orizzonte: prossime elezioni federali con le mappe congressuali potenzialmente ridisegnate in oltre 10 Stati.
Fonti Axios (interviste a oltre 20 parlamentari democratici), Politico, NAACP Legal Defense Fund, New York Times, SCOTUSblog. La stima dei 12 seggi al Sud è del New York Times. Sentenza Louisiana v. Callais.

Maryland

Il Maryland è uno degli Stati dove la pressione è più forte. A febbraio, la Camera dei delegati statale ha approvato una proposta per trasformare l’attuale mappa elettorale, già favorevole ai democratici con 7 seggi a 1, in una mappa da 8 a 0. Il presidente del Senato statale, Bill Ferguson, ha però bloccato il voto. “Ora c’è una pressione enorme affinché il Maryland si unisca a Virginia e California”, ha detto ad Axios il deputato Jamie Raskin. Resta però un nodo politico interno: un delegato statale, rimasto anonimo, ha definito Ferguson “un ostacolo” e ha previsto una sfida contro di lui alle prossime primarie.

Illinois e New York

In Illinois, la deputata statale La Shawn Ford, che aveva contestato un precedente tentativo di ridisegno delle mappe elettorali voluto dal governatore democratico JB Pritzker, ora ha aperto a questa possibilità. "Tutte le opzioni vanno considerate a questo punto", ha detto ad Axios. Un altro deputato democratico dell'Illinois, sotto anonimato, ha ammesso che esiste una "opzione nucleare" per disegnare una mappa estrema 17 seggi a 0 a favore dei democratici, ma ha aggiunto di dubitare che ci sia la volontà politica di percorrerla.

Nello Stato di New York, la governatrice democratica Kathy Hochul ha annunciato su X che intende lavorare con l'assemblea statale per cambiare il processo di ridisegno dei collegi e contrastare i tentativi repubblicani di "truccare la democrazia". Lo Stato ha una commissione bipartisan che si occupa di disegnare le mappe per il Congresso: per bypassarla servirebbe un emendamento costituzionale, approvato da due legislature successive e poi confermato da un referendum popolare. Un deputato democratico newyorkese ha però detto ad Axios che Jeffries fa "sul serio" su questo e ha previsto una probabile vittoria in caso di consultazione popolare.

Colorado e California

Il Colorado, scrive Axios, è forse l'occasione migliore per i democratici per raggranellare qualche ulteriore seggio. Lo Stato è sempre più orientato a sinistra, ma divide in modo equo i suoi 8 seggi alla Camera grazie a una commissione bipartisan. I democratici stanno già lavorando a un'iniziativa referendaria per ridisegnare i collegi nel 2028 e nel 2030, con l'obiettivo di guadagnare fino a 3 seggi.

In California, gli elettori hanno invece approvato a novembre un referendum che sospende la commissione bipartisan fino al 2032, permettendo ai democratici di mettere nel mirino 5 degli attuali 9 seggi repubblicani. Ora alcuni parlamentari pensano di allargare ulteriormente il bersaglio. "Tutto è sul tavolo", ha detto ad Axios il deputato Dave Min. "Penso che la California possa essere ancora più aggressiva". Il deputato Mark DeSaulnier ha aggiunto: "Non sono tempi normali. Tutto è possibile".

Gli Stati con più ostacoli

In New Jersey, dove i democratici hanno già un vantaggio di 9 seggi a 3, un nuovo ridisegno richiederebbe un emendamento costituzionale e resta una mossa rischiosa. In Wisconsin, il deputato Mark Pocan ha ipotizzato un intervento della Corte Suprema statale, ora a maggioranza liberal 5 a 2, ma ha escluso un vero ridisegno delle mappe elettorali a favore dei democratici. La deputata Pramila Jayapal ha ammesso che anche lo Stato di Washington ha pochi margini di manovra in questo senso. In Oregon, invece, le regole sul quorum permettono ai repubblicani di bloccare i lavori dell'assemblea statale semplicemente non presentandosi in aula ed allontanandosi dallo Stato.

In Pennsylvania, Minnesota e Michigan le difficoltà sono ancora maggiori, tra vincoli costituzionali, commissioni indipendenti e legislature divise. Il deputato Brendan Boyle si è detto "molto scettico" sulla possibilità che una maggioranza democratica in Pennsylvania possa imporre una nuova mappa elettorale di parte: la Costituzione statale impone vincoli stringenti e nel 2018 la Corte Suprema della Pennsylvania ha già bocciato una mappa a favore dei repubblicani.

Infine, anche i democratici alla Camera dei Rappresentanti stanno puntando, come extrema ratio, a una legge federale per eliminare il gerrymandering in tutto il Paese. A guidare lo sforzo sarà il deputato Jamie Raskin, che si è detto convinto di poter coinvolgere “alcuni” repubblicani. La strada, però, appare estremamente stretta: per approvare una legge servirebbero 60 voti al Senato, oltre alla necessità di superare un eventuale, e probabile, veto presidenziale nel caso in cui il testo dovesse passare indenne le forche caudine del Congresso e riuscisse davvero ad arrivare sulla scrivania della Casa Bianca.

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