Trump conferma la fiducia in Kash Patel dopo le nuove rivelazioni sui due passati arresti per alcol
Nuovi documenti ottenuti da Intercept rivelano due precedenti giovanili del direttore dell’FBI per ubriachezza molesta e minzione in pubblico. La Casa Bianca lo difende mentre Patel querela l’Atlantic.
Donald Trump continua a sostenere il direttore dell’FBI Kash Patel, finito al centro di una doppia bufera legata al suo rapporto con l’alcol. La conferma è arrivata ieri dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che parlando con i giornalisti fuori dalla West Wing ha dichiarato che il presidente “ha ancora fiducia nel direttore dell’FBI”.
La nuova dichiarazione di sostegno è arrivata nello stesso giorno in cui The Intercept ha pubblicato nuovi documenti relativi a due precedenti arresti di Patel legati all’abuso di alcol. Al centro delle rivelazioni c’è una lettera del 2005 che l’attuale direttore dell’FBI, oggi quarantaseienne, aveva inserito nel proprio fascicolo personale quando lavorava come difensore d’ufficio nella contea di Miami-Dade, in Florida. Il documento era stato richiesto dopo che Patel aveva ammesso i due arresti nella domanda di ammissione all’Ordine degli avvocati della Florida.
Il primo episodio risale al 2001, quando Patel era studente all’Università di Richmond, in Virginia. All’epoca guidava i Richmond Rowdies, una organizzazione studentesca di tifosi, e durante una partita di basket fu accompagnato fuori dall’arena da un agente della scuola dopo aver cantato cori giudicati eccessivi. “All’uscita dall’arena”, scrisse nella lettera, “l’agente mi ha messo in arresto per ubriachezza molesta, dato che non avevo ancora 21 anni”.
Il secondo arresto è del 2005, ovvero circa 4 mesi prima della stesura della lettera. Patel studiava legge alla Pace University di New York e stava festeggiando con alcuni amici. “Siamo andati in alcuni bar della zona e abbiamo consumato bevande alcoliche”, ha scritto. Sulla via del ritorno, il gruppo ha deciso di urinare per strada. “In una grave deviazione dal comportamento appropriato, abbiamo tentato di alleggerire le nostre vesciche mentre tornavamo a casa”, si legge nella lettera. Una pattuglia li fermò prima che potessero farlo e li arrestò per minzione in luogo pubblico.
“Entrambi questi episodi non sono rappresentativi della mia condotta abituale”, scriveva Patel nella conclusione della lettera, aggiungendo di sperare che l’Ordine li considerasse “un’anomalia”. The Intercept ha ottenuto il documento attraverso una richiesta di accesso agli atti pubblici presentata all’ufficio del difensore d’ufficio di Miami-Dade.
La pubblicazione dei nuovi documenti si aggiunge allo scandalo già causato dall'inchiesta dell’Atlantic della scorsa settimana. Citando “diversi funzionari”, il magazine ha sostenuto che il direttore dell’FBI sarebbe “noto per aver bevuto fino a evidente intossicazione” in due circoli privati di cui è membro, il Ned’s a Washington e il Poodle Room a Las Vegas. Secondo l’Atlantic, l'abuso di alcol di Patel sarebbe diventato “una fonte ricorrente di preoccupazione in tutto il governo”, al punto che alcuni membri della sua scorta avrebbero avuto difficoltà a svegliarlo al mattino a causa dello stato di ebbrezza.
Patel ha definito il rapporto “categoricamente falso” e lunedì ha presentato una causa per diffamazione da 250 milioni di dollari contro l’Atlantic. “Non sono mai stato ubriaco al lavoro”, ha dichiarato martedì in una conferenza stampa al fianco del Procuratore Generale ad interim Todd Blanche. Il suo legale, Jesse R. Binnall, ha definito le accuse “inventate” nell’atto di presentazione della querela.
A complicare la difesa del direttore dell’FBI c’è però anche un video diventato virale lo scorso febbraio. Le immagini mostrano Patel mentre urla e beve birra direttamente dalla bottiglia nello spogliatoio della nazionale statunitense maschile di hockey, dopo la vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali in Italia. Patel, grande appassionato di hockey, venne criticato allora anche per aver usato l’aereo dell’FBI per la trasferta. Un portavoce precisò però all’epoca che il direttore è obbligato per legge a viaggiare sempre su velivoli governativi.
it's remarkable how crazy this video is, especially in light of what we just learned in that Atlantic article pic.twitter.com/Jg4HbFpVW1
— Aaron Rupar (@atrupar) April 19, 2026