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Trump chiude l'estate con una gara di IndyCar tra i monumenti di Washington
White House, X, 2026
Politica interna 5 min di lettura

Trump chiude l'estate con una gara di IndyCar tra i monumenti di Washington

La Freedom 250 Grand Prix ha attraversato il National Mall e Pennsylvania Avenue davanti a circa 200mila spettatori. Il presidente ha sventolato la bandiera verde, ha vinto l'americano Kyle Kirkwood.

Le macchine dell'IndyCar hanno corso domenica pomeriggio tra i monumenti di Washington, in una gara mai disputata prima nella capitale americana. Il presidente Donald Trump ha sventolato la bandiera verde che ha dato il via alla corsa attorno alle 13:18 ora locale, le 19:18 in Italia, su un circuito ricavato dalle strade attorno al National Mall, il grande parco che va dal Campidoglio al Lincoln Memorial, con passaggi lungo Pennsylvania Avenue, davanti agli Archivi Nazionali e al museo dell'aria e dello spazio dello Smithsonian.

La Freedom 250 Grand Prix ha chiuso l'estate di eventi sportivi con cui Trump ha celebrato i 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti. I 147 giri sono stati scelti per arrivare a 250 miglia (402 chilometri) in omaggio all'anniversario. Il tracciato misurava 1,7 miglia (poco meno di tre chilometri) con sette curve, tutte a sinistra tranne una. Sul rettilineo di Pennsylvania Avenue le vetture potevano toccare i 298 chilometri orari. I biglietti erano gratuiti e gli organizzatori si aspettavano circa 200mila spettatori, mentre i pass per i club privati a bordo pista costavano 5.000 dollari.

Trump ha percorso un giro d'onore sul circuito a bordo della limousine presidenziale blindata soprannominata "The Beast", accolto soprattutto da applausi e da qualche fischio. Ha poi dato il via alla gara restando nella tribuna presidenziale insieme alla moglie Melania, mentre nelle corse dell'IndyCar la bandiera verde viene sventolata di solito dalla torretta sulla linea del traguardo. Prima della partenza il tenore Christopher Macchio, cantante preferito del presidente, ha eseguito l'inno nazionale e diversi reparti delle forze armate hanno sorvolato il circuito, con un bombardiere invisibile ai radar B-2 e il Boeing 747 regalato dal Qatar e usato come Air Force One, scortato da quattro caccia. Per consentire i sorvoli il traffico aereo dell'aeroporto Ronald Reagan è rimasto fermo tre ore a metà giornata.

Ha vinto Kyle Kirkwood, 27 anni, della Florida, al volante di una monoposto del team Andretti Global. È la sua seconda vittoria in questa stagione dell'IndyCar, il principale campionato americano di monoposto, considerato secondo solo alla Formula 1 per prestigio e diffusione. I compagni di squadra Will Power e Marcus Ericsson sono arrivati terzo e quarto. Solo 13 dei 25 piloti al via hanno concluso la corsa. "Che posto incredibile per farlo", ha detto Kirkwood a Fox Sports dopo la vittoria. "Se non riesci a vincerla alla 500 miglia di Indianapolis, questo è senza dubbio il posto giusto".

Alex Palou, in testa alla classifica del campionato e partito dalla prima posizione, ha chiuso ventesimo, il suo secondo peggior risultato dell'anno. Ha rimediato una penalità per aver urtato una gomma mentre usciva dalla corsia dei box, si è poi fermato di nuovo perché una ruota non era stata fissata bene e infine è finito in testacoda. Il suo vantaggio su Kirkwood, secondo in classifica, si è ridotto da 133 a 91 punti a tre gare dalla fine.

Le barriere di cemento hanno fermato diversi piloti. David Malukas è finito contro il muro all'ultima curva del circuito e Sting Ray Robb non è riuscito a evitarlo, con due degli otto piloti americani fuori gara nel giro di pochi secondi. Scott McLaughlin è andato a sbattere contro le gomme mentre provava a superare Kirkwood a 19 giri dalla fine. Marcus Armstrong è stato penalizzato per aver mandato in testacoda Christian Rasmussen, in un incidente che ha spedito contro il muro anche Rinus VeeKay.

I piloti avevano giudicato il tracciato molto sconnesso già durante le prove del sabato, nonostante Pennsylvania Avenue venga riasfaltata spesso per le cerimonie di insediamento dei presidenti. "Buche enormi in ingresso alla curva 2 e alla curva 6, buche che renderanno le cose interessanti", aveva detto Palou. "È bello sconnesso, ti ritrovi con un sacco di sudore nel casco e rimbalzi su e giù", aveva aggiunto Pato O'Ward.

Il circuito doveva inizialmente passare all'interno dell'area del Campidoglio, ma il progetto richiedeva il via libera del Congresso e si è arenato. Sul terreno del Campidoglio la pubblicità è vietata e le monoposto, coperte da decine di sponsor, insieme ai cartelloni a bordo pista sarebbero state fuori norma. Trump ha allora firmato un ordine esecutivo, un atto con cui il presidente dà istruzioni all'amministrazione federale senza passare dal Congresso, incaricando il Dipartimento dei Trasporti di disegnare un percorso che non avesse bisogno dell'approvazione dei parlamentari. Nel testo, firmato all'inizio dell'anno, si legge che le auto e i piloti "ispirano stupore e rispetto in tutti coloro che guardano questo sport tipicamente americano" e che la gara avrebbe mostrato "la maestosità della nostra grande città" con le monoposto in corsa attorno ai monumenti nazionali.

A portare la corsa a Washington è stato Roger Penske, proprietario dell'IndyCar e amico di lunga data del presidente, che nel 2019 ha ricevuto da Trump la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile americana. Trump ha raccontato a Fox che Penske ci provava da vent'anni: "Quando è venuto da Trump si è fatto tutto in un quarto d'ora e si è rivelato molto più grande di quanto avessimo mai immaginato", ha detto parlando di sé in terza persona.

La gara è l'ultima di una serie di eventi sportivi che il presidente ha usato per celebrare il paese e il suo secondo mandato. A giugno aveva ospitato un incontro di arti marziali miste sul prato sud della Casa Bianca, a luglio aveva consegnato la coppa alla Spagna campione del mondo di calcio, ad agosto era comparso ai "Patriot Games", una via di mezzo tra un gioco a premi e una gara di atletica per studenti delle superiori, trasmessa dall'emittente sportiva ESPN. Il suo indice di gradimento è intanto sceso al 33%, il livello più basso da quando è tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025, mentre gli Stati Uniti sono in guerra con l'Iran.

In tribuna con il presidente c'erano diversi membri del governo: il procuratore generale Todd Blanche, il segretario all'Interno Doug Burgum, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio e la segretaria all'Istruzione Linda McMahon. Erano presenti anche lo speaker della Camera Mike Johnson, il segretario ai Trasporti Sean Duffy, l'amministratore delegato della UFC Dana White e i figli del presidente Donald Trump Jr. ed Eric con le rispettive mogli.

Melania Trump ha detto di aver imparato ad amare le corse dal padre, con cui da ragazza andava a vedere i Gran Premi di Formula 1 in Europa: "Mi ha insegnato la meccanica e anche la velocità e ne ho amato ogni minuto". Giovedì, nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, aveva presentato insieme all'IndyCar e a Fox Corporation due milioni di dollari di borse di studio per i ragazzi che escono dal sistema di affido al compimento della maggiore età, il tema su cui ha concentrato il suo lavoro in questo mandato. Ha chiesto ai governatori di sostenere i suoi "Fostering the Future Accounts", conti pensati per dare a quei ragazzi un sostegno economico quando lasciano l'affido.

I musei dello Smithsonian lungo il National Mall, di solito gratuiti e aperti a tutti, domenica sono rimasti accessibili solo a chi aveva il biglietto della gara. La National Gallery of Art, che si trova accanto alla corsia dei box, ha condotto uno studio approfondito sulle vibrazioni e ha adottato misure per proteggere i visitatori e le opere d'arte dal passaggio delle monoposto. Il circuito costeggiava anche il museo degli Archivi Nazionali, dove sono conservati i documenti fondativi degli Stati Uniti.

Le squadre hanno cominciato a smontare le recinzioni subito dopo la fine della corsa. Devono rimuovere muri di cemento alti un metro e pesanti oltre quattro tonnellate e mezzo, oltre alle tribune: il montaggio era iniziato a fine luglio e lo smantellamento, secondo un funzionario cittadino, potrebbe andare avanti fino alla seconda settimana di settembre. Gli organizzatori hanno assicurato che le strade non avranno bisogno di grandi lavori di ripristino. Le autorità locali hanno registrato 13 malori dovuti al caldo e un ricovero in ospedale, senza alcun arresto.

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