Trump cerca di far fuori il deputato Thomas Massie nelle primarie del Kentucky
Oggi si vota in cinque Stati americani per scegliere i candidati alle elezioni di metà mandato del 2026. La sfida più cara di sempre per un seggio alla Camera si gioca nel quarto distretto del Kentucky.
Il presidente Donald Trump oggi, 19 maggio, prova a eliminare uno dei pochi deputati repubblicani che gli si è opposto. Thomas Massie, deputato del quarto distretto del Kentucky, affronta nelle primarie del partito repubblicano un ex militare dei Navy SEAL, Ed Gallrein, sostenuto direttamente da Trump. La sfida è diventata la primaria per la Camera dei rappresentanti più costosa nella storia degli Stati Uniti, con circa 26 milioni di dollari spesi in pubblicità secondo i dati raccolti da AdImpact, società specializzata nel monitoraggio della spesa pubblicitaria politica.
Massie ha violato la regola più importante del partito repubblicano di oggi: ha sfidato il presidente. È stato uno dei soli due deputati repubblicani a votare contro la legge di bilancio voluta da Trump nel 2025. Ha poi promosso un'iniziativa bipartisan per forzare un voto sulla pubblicazione dei documenti relativi al caso Epstein. Infine è stato uno dei pochi repubblicani a criticare apertamente le operazioni militari americane in Iran, arrivando a presentare risoluzioni che avrebbero bloccato ulteriori attacchi senza l'approvazione del Congresso.
I sondaggi disponibili indicano una corsa molto incerta. Le rilevazioni di inizio aprile davano Massie in leggero vantaggio, ma le indagini più recenti lo mostrano alla pari o leggermente dietro a Gallrein. Le critiche di Massie all'intervento in Iran e all'influenza israeliana nella politica americana hanno spinto il Republican Jewish Coalition e l'American Israel Public Affairs Committee, noto come AIPAC, a spendere complessivamente 8 milioni di dollari contro di lui attraverso comitati di azione politica collegati. In risposta Massie ha presentato una proposta di legge per sottoporre le attività di AIPAC agli stessi obblighi di trasparenza previsti per gli agenti stranieri. Il principale sostenitore di Gallrein è il super PAC filo-Trump MAGA KY, che ha investito 7,5 milioni di dollari.
In Kentucky si vota anche per le primarie repubblicane per il Senato, dove Trump ha dato il suo sostegno al deputato Andy Barr il primo maggio, convincendo l'imprenditore Nate Morris a ritirarsi in cambio di un incarico diplomatico. Nella media dei sondaggi di Decision Desk HQ, Barr è davanti con il 37% contro il 27% dell'ex procuratore generale dello Stato Daniel Cameron.
In Georgia tre repubblicani si contendono la candidatura per sfidare il senatore democratico Jon Ossoff, unico democratico in cerca di rielezione in uno Stato vinto da Trump nel 2024. Si tratta del deputato Buddy Carter, del deputato Mike Collins e dell'ex allenatore di football Derek Dooley. Trump non ha preso posizione. Collins è in testa con il 29%, seguito a metà classifica da Carter e Dooley. Un secondo turno appare probabile dato che la legge della Georgia richiede il 50% per vincere.
Anche per il governatore della Georgia si va probabilmente verso un ballottaggio. Il governatore uscente Brian Kemp non può ricandidarsi per limite di mandato. Trump ha sostenuto il vicegovernatore Burt Jones, ma a febbraio l'imprenditore sanitario miliardario Rick Jackson è entrato nella corsa investendo personalmente almeno 83 milioni di dollari, secondo quanto riportato dall'Atlanta Journal-Constitution. Jackson è in testa con il 29% contro il 25% di Jones. Tra i democratici la favorita è l'ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms, sostenuta dall'ex presidente Joe Biden, anche se non è chiaro se otterrà la maggioranza necessaria per evitare il secondo turno.
I cittadini della Georgia voteranno inoltre per due seggi della corte suprema dello Stato in elezioni ufficialmente non partitiche ma in realtà fortemente politicizzate. Queste sfide hanno assunto nuova importanza dopo la sentenza della Corte Suprema federale nel caso Louisiana contro Callais, che potrebbe rendere i tribunali statali più influenti sulle future controversie relative al ridisegno dei collegi elettorali.
In Alabama la primaria repubblicana per il Senato vede tre contendenti: il procuratore generale dello Stato Steve Marshall, il deputato Barry Moore e l'ex militare dei Navy SEAL Jared Hudson. Moore ha l'endorsement di Trump e guida con il 25%, seguito da Hudson al 20% e Marshall al 16%. Anche qui un ballottaggio appare probabile.
In Pennsylvania l'attenzione si concentra sul settimo distretto, dove quattro democratici si sfidano per affrontare a novembre il deputato repubblicano Ryan Mackenzie, che ha conquistato il seggio per pochi voti nel 2024. I favoriti sono l'ex procuratore federale Ryan Crosswell e Bob Brooks, presidente del sindacato dei vigili del fuoco professionisti della Pennsylvania. Nel terzo distretto, a Filadelfia, una primaria democratica decide di fatto il prossimo membro del Congresso e ruota anche attorno al tema delle posizioni sul conflitto israelo-palestinese e all'influenza dei gruppi pro-Israele.
In Oregon i repubblicani sperano di rompere un dominio democratico sulla carica di governatore che dura da 40 anni. La governatrice in carica Tina Kotek è poco popolare. Tra i 14 candidati repubblicani sulla scheda spicca la senatrice statale Christine Drazan, che aveva perso contro Kotek nel 2022 e guida i sondaggi con valori tra il 30 e il 35%. La sfida principale arriva dall'ex giocatore della NBA Chris Dudley, che perse di pochissimo le elezioni per governatore nel 2010.
Un sondaggio del New York Times in collaborazione con il Siena College ha intanto registrato un nuovo dato negativo per Trump: il presidente ha un indice di gradimento del 37% contro il 59% di disapprovazione, mentre solo il 30% degli intervistati ritiene corretta la decisione di entrare in guerra con l'Iran. Sul fronte del ridisegno dei collegi elettorali, in South Carolina il parlamento statale a maggioranza repubblicana inizierà a valutare la possibilità di smantellare l'unico seggio democratico dello Stato, mentre in Maryland i democratici stanno considerando una mossa simmetrica per eliminare l'unico seggio repubblicano.