Un agente federale dell'immigrazione incriminato in Minnesota per una sparatoria avvenuta durante un'operazione di servizio è stato rilasciato giovedì mattina da un carcere del Texas, dopo che un giudice federale ha respinto il tentativo del Minnesota di costringere il governatore Greg Abbott ad autorizzarne immediatamente l'estradizione. Del caso aveva riferito il New York Times. Christian Castro è poi uscito dalla prigione della contea di Cameron alle 6:59 ora locale del 27 agosto, dopo aver raggiunto il limite di 90 giorni previsto dalla legge texana per la detenzione in attesa di estradizione.
La controversia ha contrapposto due governatori di primo piano, il democratico Tim Walz e il repubblicano Greg Abbott, e ha riportato al centro una questione affrontata solo raramente dai tribunali federali: quale margine di discrezionalità abbia un governatore di fronte alla richiesta di estradizione presentata da un altro Stato.
Il giudice Fernando Rodriguez Jr., nominato da Donald Trump, ha stabilito mercoledì che la richiesta del Minnesota era prematura. Abbott non ha ancora formalmente accolto né respinto l'estradizione e, secondo il giudice, la legge non gli impone un termine preciso entro cui decidere. Castro era detenuto dal 29 maggio nella contea di Cameron, vicino a Brownsville e al confine con il Messico. La scadenza dei 90 giorni ha quindi portato al suo rilascio. Il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison ha contestato la decisione e ha detto di voler continuare a fare "tutto ciò che è in nostro potere" per riportare Castro nello Stato.
Dodici secondi ripresi in video
Castro è stato incriminato il 18 maggio a Minneapolis per quattro capi di aggressione di secondo grado e uno di falsa denuncia. Secondo l'accusa, la sera del 14 gennaio sparò attraverso la porta d'ingresso di un'abitazione nella quale si erano rifugiate alcune delle persone coinvolte nell'inseguimento, colpendo alla gamba Julio Cesar Sosa-Celis. Il proiettile attraversò la porta e terminò la sua corsa nella parete della stanza di un bambino.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna aveva inizialmente sostenuto che l'agente avesse sparato per legittima difesa dopo essere stato aggredito con il manico di una scopa e una pala da neve. Sosa-Celis e un altro venezuelano erano stati quindi accusati a livello federale di aver assalito un agente. A febbraio, però, i procuratori federali hanno lasciato cadere il caso dopo che un video della scena, durata circa 12 secondi, aveva contraddetto la ricostruzione fornita dagli agenti. Lo stesso direttore dell'ICE Todd Lyons ha successivamente riconosciuto che Castro e un altro agente avevano mentito sulla dinamica dell'incidente.
Arrestato il 29 maggio nel Texas meridionale dai Texas Rangers, Castro non è mai comparso davanti a un tribunale del Minnesota. Walz ha inviato la richiesta di estradizione il 2 giugno, nell'ambito di una procedura che normalmente viene gestita senza particolari attriti, ma Abbott non ha firmato il mandato. Il 18 agosto il Minnesota ha fatto causa per costringerlo a procedere, segnalando anche il rischio che Castro potesse fuggire in Messico. Nelle conversazioni registrate dal carcere, Castro parlava con una donna oltre confine della possibilità di "sposarla e comprare una casa in Messico" una volta libero.
Lo scontro sul potere dei governatori
I legali di Abbott hanno però sostenuto che il Texas stesse ancora verificando se Castro rientrasse nella definizione giuridica di "fuggitivo", dal momento che aveva lasciato il Minnesota su indicazione del suo datore di lavoro prima di essere incriminato, e hanno accusato il Minnesota di avere una "strana fretta di giudicare". Rodriguez ha ritenuto che, finché Abbott non avrà formalmente respinto la richiesta, non vi siano ancora i presupposti per ordinargli di procedere.
Per i legali di Walz, l'argomento è invece "una cortina di fumo": se questa interpretazione fosse accolta, hanno scritto, "chiunque abbia commesso un reato in uno Stato e poi lo abbia lasciato per un trasferimento di lavoro, per ordini militari o perché è stato spinto in un furgone, non potrebbe mai essere estradato". Trevor Ezell, consigliere legale di Abbott, ha detto in udienza che il governatore attende invece il parere del Segretario di Stato texano prima di prendere una decisione, senza però indicare una scadenza.
Il portavoce di Abbott, Andrew Mahaleris, ha comunque accolto con favore una decisione che, a suo giudizio, "respinge il tentativo del Minnesota di arruolare i tribunali federali per commissariare l'ufficio del governatore". Mary Moriarty, procuratrice della contea di Hennepin, che comprende Minneapolis, ha invece avvertito che la sentenza potrebbe aprire la strada a governatori intenzionati a rinviare indefinitamente le richieste provenienti da avversari politici: "Dovrebbe suscitare allarme".
La questione ha un precedente importante. Nel 1987, con la sentenza Puerto Rico v. Branstad, la Corte Suprema stabilì che gli obblighi imposti dalla clausola costituzionale sull'estradizione sono vincolanti e che i tribunali federali possono intervenire per farli rispettare. Il punto ancora controverso nel caso Castro è quando un ritardo nell'esame della richiesta possa trasformarsi in un rifiuto illegittimo.
