I negozi di alimentari di New York hanno portato in tribunale il sindaco Zohran Mamdani per fermare i cinque supermercati comunali che vuole aprire in città. La Multicultural Business Coalition, un'associazione senza scopo di lucro che riunisce supermercati, catene alimentari e le piccole drogherie di quartiere chiamate bodegas, ha depositato il ricorso lunedì.
La causa è stata presentata alla Supreme Court della contea di New York che, malgrado il nome, non è la corte di ultima istanza ma il tribunale ordinario di primo grado dello Stato. L'associazione sostiene che i negozi pubblici introdurrebbero una concorrenza sleale in un settore già in difficoltà e con margini di guadagno ridotti. A rimetterci, secondo il ricorso, sarebbero soprattutto le attività di immigrati e di minoranze etniche: molti dei suoi membri "non possono competere con i supermercati municipali e quindi finiranno fuori mercato".
Mamdani ha risposto in conferenza stampa che i negozi sovvenzionati rispondono a una crisi del costo della vita, con i prezzi alimentari cresciuti di circa il 30% negli ultimi anni. Si è detto sicuro "sia della legalità di questo, che reggerà in tribunale, sia dell'importanza di realizzarlo".
Il sindaco aveva lanciato l'idea in campagna elettorale come parte del suo programma sul carovita, sostenendo che supermercati sovvenzionati e concentrati su cibo sano a basso prezzo avrebbero aiutato i newyorkesi a reggere l'aumento dei costi alimentari. I negozi saranno gestiti da operatori esterni sotto la supervisione del Comune e offriranno un paniere di prodotti di base con uno sconto del 30% rispetto ai prezzi di mercato. Chi li gestirà non pagherà l'affitto e riceverà sussidi pubblici.
Quando il mese scorso l'amministrazione ha presentato i dettagli del piano, Mamdani ha detto che per molti quel 30% di sconto "è la differenza tra una serata passata attorno al tavolo con la famiglia o un altro doppio turno per arrivare a fine mese". Secondo il sindaco l'operazione potrebbe far risparmiare mille dollari l'anno a una famiglia.
Il Comune ha stanziato 70 milioni di dollari per i cinque punti vendita. L'Economic Development Corporation, l'agenzia comunale che si occupa dello sviluppo economico della città, calcola che New York abbia circa 0,14 metri quadrati di spazio commerciale alimentare per abitante (1,5 piedi quadrati), contro una forbice che nel resto del Paese va da 0,5 a 0,9 metri quadrati.
Il primo negozio previsto a Manhattan sorgerà a East Harlem su circa 1.100 metri quadrati e dovrebbe aprire nel 2029, mentre quello del Bronx, a Hunts Point, occuperà circa 1.400 metri quadrati ed è atteso per la fine del 2027. Le altre tre sedi non sono ancora state scelte. Le domande degli operatori interessati a gestirli scadono a ottobre e il Comune sta accompagnando i candidati a visitare i locali.
Non è chiaro quali imprese parteciperanno alla gara. A una recente sessione informativa si sono presentati operatori di tutto il settore alimentare cittadino, ma anche funzionari arrivati da San Francisco, Boston e Chicago, città che seguono l'esperimento newyorkese.
Negozi alimentari finanziati con soldi pubblici sono già stati sperimentati negli ultimi anni in altre città americane, tra cui Atlanta. Errol Schweizer, un veterano del settore che ha fatto da consulente all'agenzia comunale per lo sviluppo economico sul progetto, ha scritto in una newsletter che l'iniziativa di New York "potrebbe indicare la strada ad altre città".
Il piano ha raccolto critiche continue mentre cresce la preoccupazione per i rapporti tra il sindaco e il mondo delle imprese. Eletto con un programma dichiaratamente socialista-democratico, Mamdani ha fatto della riduzione del costo della vita il cuore del suo mandato e i supermercati comunali sono la misura più discussa tra quelle annunciate finora.
