Questa settimana il debito federale degli Stati Uniti ha superato i 40 mila miliardi di dollari, dopo essere cresciuto di 3 mila miliardi nell'ultimo anno. La soglia dei 39 mila miliardi era stata raggiunta a marzo: quella successiva è arrivata appena 5 mesi dopo, con diversi mesi di anticipo sulle previsioni, anche a causa del gettito venuto meno dopo che i dazi imposti da Donald Trump sono stati dichiarati illegittimi. Nel 2016 Trump aveva promesso di azzerare in 8 anni quello che allora era un debito di circa 19 mila miliardi. Secondo un'analisi di Axios firmata da Zachary Basu, il Paese è ormai stretto tra le migliaia di miliardi che Washington deve prendere in prestito per finanziare il passato e quelle necessarie all'economia per costruire il futuro.
Circa 32 mila miliardi sono detenuti da investitori e altri soggetti esterni al governo federale. La parte restante è costituita dal debito che lo Stato deve ai propri conti, compresi la previdenza sociale e gli altri fondi fiduciari federali. Nell'anno fiscale in corso, il Tesoro deve rifinanziare 9.700 miliardi di dollari di titoli in scadenza e, contemporaneamente, coprire un disavanzo che il Congressional Budget Office, l'ufficio di bilancio del Congresso, stima ormai intorno ai 2.100 miliardi.
È un circolo vizioso che in Italia conosciamo molto bene: il debito esistente giunge a scadenza, viene sostituito con nuovi titoli sempre più costosi e l'aumento degli interessi alimenta i disavanzi degli anni successivi. Il CBO prevede deficit medi di 2.400 miliardi di dollari all'anno fino al 2036, mentre il debito detenuto dal pubblico è destinato a salire dal 101% del prodotto interno lordo di quest'anno al 120%, superando il massimo storico del 106% raggiunto nel 1946.
In questo contesto, la spesa per interessi è la voce che cresce più rapidamente. Nei primi dieci mesi dell'anno fiscale gli Stati Uniti ne hanno pagati 963 miliardi di dollari, pari a circa 3,2 miliardi al giorno e a 200 miliardi in più di quanto speso nello stesso periodo per le forze armate. Il sorpasso sulle spese militari era già avvenuto nel 2024 e, secondo le proiezioni, la spesa per interessi supererà i 2.100 miliardi entro il 2035.
Il debito americano ha superato i 40 mila miliardi, e non è più soltanto quello dello Stato
Washington deve rifinanziare 9.700 miliardi di titoli in scadenza e paga già 3,2 miliardi di interessi al giorno. Nello stesso momento le grandi aziende tecnologiche, che finora costruivano con la liquidità in cassa, entrano in massa sul mercato del debito.
Nel 2016 Trump aveva promesso di azzerare il debito in otto anni. Da allora è raddoppiato.
Debito federale totale a fine anno fiscale, in migliaia di miliardi di dollari. La linea tratteggiata mostra il percorso che il debito avrebbe dovuto seguire per arrivare a zero nel 2024, come promesso in campagna elettorale.
Gli Stati Uniti spendono per gli interessi sul debito più di quanto spendano per le forze armate
Interessi netti sul debito e spesa per la difesa, primi dieci mesi dell'anno fiscale 2026 (ottobre 2025 - luglio 2026), in miliardi di dollari.
Nel 2027 più di un terzo degli investimenti nell'intelligenza artificiale sarà finanziato a debito
Emissioni obbligazionarie dei grandi gruppi impegnati nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, in miliardi di dollari. Sotto ogni anno, la quota degli investimenti finanziata a debito. Stime Goldman Sachs.
Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft, Oracle, Nvidia, Broadcom, SpaceX e AMD. Gli impegni fuori bilancio valgono oltre cinque volte gli investimenti dichiarati negli ultimi dodici mesi. Analisi del Wall Street Journal sulle note ai bilanci depositati.
Anche la Silicon Valley scopre il debito
Per anni la Silicon Valley ha finanziato la costruzione dei propri impianti quasi esclusivamente con la liquidità disponibile. Ora, invece, anche le grandi aziende tecnologiche stanno diventando protagoniste dei mercati obbligazionari mondiali. Le emissioni degli hyperscaler, ovvero i colossi impegnati nella costruzione delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, sono passate dai 108 miliardi di dollari del 2025 ai circa 250 miliardi attesi per quest'anno. Goldman Sachs stima inoltre che nel 2027 più di un terzo di questi investimenti sarà finanziato ricorrendo al debito.
Secondo Axios, Nvidia sta lavorando con BlackRock, Goldman Sachs, KKR e altri giganti di Wall Street a un piano per mobilitare oltre 500 miliardi di dollari da destinare a queste infrastrutture. Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft, Oracle, Nvidia, Broadcom, SpaceX e AMD hanno già speso complessivamente circa 600 miliardi di dollari in investimenti nell'ultimo anno. Un'analisi del Wall Street Journal calcola però che abbiano assunto altri impegni di spesa per circa 3 mila miliardi che ancora non compaiono nei bilanci: 1.200 miliardi in contratti di locazione già firmati ma non ancora entrati in vigore, che le regole contabili non impongono di registrare tra le passività, e 1.900 miliardi in impegni di acquisto. Nel complesso, una cifra pari a cinque volte quella dichiarata ogni trimestre.
Due partiti promettono, ma nessuno taglia
Il margine di manovra di Washington si restringe proprio mentre aumentano le ambizioni della politica, osserva Axios. A sinistra guadagnano terreno il socialismo democratico e il populismo economico, che uniscono la promessa di rendere più accessibili casa, sanità e assistenza all'infanzia alla richiesta di aumentare le imposte sui più ricchi.
A destra, il Partito Repubblicano rimodellato da Trump difende politicamente la previdenza sociale e Medicare, il programma sanitario destinato soprattutto agli anziani, ma continua a promuovere tagli fiscali e maggiori spese militari. Per il 2027 il presidente ha chiesto un bilancio del Pentagono da 1.500 miliardi di dollari, oltre il 50% in più rispetto ai 901 miliardi approvati dal Congresso per quest'anno. Alla Camera, tuttavia, anche una parte dei repubblicani ha già manifestato la propria opposizione.
Chi entrerà alla Casa Bianca nel 2029 erediterà una resa dei conti preparata da decenni. Le conseguenze delle dolorose scelte che dovranno necessariamente essere prese su tasse, prestazioni sociali, credito e investimenti potrebbero pesare sulla prosperità e sulla forza degli Stati Uniti ben oltre la durata del prossimo mandato presidenziale.
