Sony Music Publishing e Warner Chappell Music, le divisioni editoriali dei due gruppi musicali, hanno depositato nella tarda serata di venerdì una causa contro Anthropic davanti al tribunale federale della California settentrionale. Il ricorso indica tra i destinatari della causa anche l'amministratore delegato Dario Amodei e il cofondatore Benjamin Mann e definisce la condotta della società, che sviluppa i modelli di intelligenza artificiale Claude, "uno dei più grandi e più sfacciati furti di proprietà intellettuale della storia, tuttora in corso". Anthropic non ha commentato.
La causa si distingue dalle precedenti per la sua portata. Sony e Warner sostengono infatti che Anthropic abbia addestrato i propri modelli senza autorizzazione utilizzando "decine di migliaia" di composizioni protette dal diritto d'autore, mentre le azioni intentate finora riguardavano cataloghi più limitati: quella di BMG, per esempio, contesta la violazione del copyright su 493 composizioni. Nelle 48 pagine del ricorso, i legali accusano Anthropic di aver condotto "una campagna sfacciata di torrenting, scraping e download illegali di opere protette su scala massiccia" per sviluppare la serie di modelli Claude e "trarne profitti enormi". Sostengono inoltre che la società abbia estratto testi di canzoni anche da archivi autorizzati come Musixmatch e LyricFind.
I ricorrenti chiedono fino a 150.000 dollari di risarcimento per ogni opera violata, oltre a 25.000 dollari per ogni rimozione delle informazioni sul copyright. Con questa causa tutte e tre le major discografiche hanno ora contenziosi aperti contro Anthropic: anche Universal è in causa contro la società dal 2023 insieme a Concord e ABKCO.
Il precedente da 1,5 miliardi di dollari
L'accusa di aver utilizzato materiale piratato non è nuova per Anthropic. Nel settembre 2025 la società aveva accettato di pagare 1,5 miliardi di dollari ad autori ed editori di libri per chiudere un contenzioso sul copyright, in quella che è stata definita la più grande transazione di questo tipo nella storia degli Stati Uniti. Il diritto d'autore musicale, spiega Sara Fischer di Axios, è strutturato in modo da poter esporre le società di intelligenza artificiale a più cause per la stessa canzone.
Un brano comprende infatti diverse componenti tutelate separatamente, tra cui il testo, la composizione e la registrazione, i cui diritti possono essere detenuti da artisti, editori musicali ed etichette. Le canzoni pubblicate commercialmente, ciascuna con il proprio copyright registrato, offrono inoltre ai ricorrenti una base solida per chiedere i danni statutari, cioè risarcimenti stabiliti dalla legge che non richiedono di dimostrare in tribunale l'entità della perdita economica subita.
L'industria musicale ha una lunga storia di battaglie giudiziarie sul diritto d'autore, dagli anni di Napster e LimeWire in poi, e questa causa apre un nuovo fronte di uno scontro che potrebbe protrarsi per anni. Per Anthropic, che ha già pagato una somma considerevole per chiudere il contenzioso con autori ed editori di libri, la frammentazione dei diritti musicali rappresenta un rischio ulteriore: una stessa canzone può dare origine a più rivendicazioni distinte, presentate da diversi titolari dei diritti.
