Tre funzionari del Secret Service, tra cui il responsabile della comunicazione Anthony Guglielmi, sono stati accompagnati fuori dai loro uffici lunedì nell'ambito di un'indagine interna per condotta impropria. Lo ha rivelato RealClearPolitics, mentre la CNN ha aggiunto che i tre sono stati messi in congedo, con le autorizzazioni di sicurezza sospese e i dispositivi di lavoro sequestrati. L'agenzia federale, incaricata di proteggere il presidente e le più alte cariche dello Stato, non ha voluto commentare la natura dell'inchiesta, alla quale parteciperebbero anche CIA e FBI. L'avvocato di Guglielmi ha fatto invece sapere che il suo assistito "sta collaborando pienamente" con gli inquirenti.
La fuga di notizie sul viaggio di Trump
L'episodio si inserisce nella caccia alla fonte avviata dal direttore dell'FBI Kash Patel dopo la fuga di notizie sul cambio di aereo di Donald Trump sulla pista di Ankara, in Turchia, al termine del vertice NATO dell'8 luglio. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Washington Post l'11 agosto, a causa di una minaccia di attentato iraniana il presidente avrebbe lasciato l'Air Force One nascosto all'interno di un camion del catering, portando con sé soltanto i collaboratori più stretti, tra cui la segretaria personale Natalie Harp, e lasciando a bordo diversi membri del gabinetto.
Agenti dell'FBI avrebbero già interrogato diversi funzionari del Secret Service dopo la prima rivelazione secondo cui Trump non aveva lasciato la Turchia a bordo dell'aereo regalato dal Qatar. Guglielmi dirige la comunicazione dell'agenzia dai tempi dell'Amministrazione Biden. Ha gestito le conseguenze del tentato omicidio di Trump a Butler, in Pennsylvania, che costò l'incarico all'allora direttrice del Secret Service, e in precedenza era stato portavoce delle polizie di Chicago e Baltimora durante periodi segnati da forti tensioni e proteste.
Il mese scorso era stato proprio Guglielmi ad annunciare che un agente della scorta del vicepresidente JD Vance era finito sotto inchiesta penale per una sospetta fuga di notizie. Il caso era nato da un servizio nel quale alcuni agenti si lamentavano delle richieste di viaggio all'ultimo minuto di Vance e della sua famiglia, temendo che fossero stati compromessi dettagli operativi.
La gestione di Sean Curran
Il direttore Sean Curran, per anni membro della scorta di Trump e tra gli agenti che lo hanno protetto a Butler, è stato scelto personalmente dal presidente per guidare il Secret Service. Da allora ha cercato di ricostruire l'agenzia dopo le falle nella sicurezza e la crescente sfiducia interna, rinnovando addestramento, equipaggiamento e coordinamento con le forze di polizia locali. Ha inoltre imposto sanzioni a sei agenti per gli errori commessi a Butler, decise nel febbraio 2025 ma rese pubbliche cinque mesi dopo.
Durante la sua gestione il Secret Service ha registrato anche alcuni successi. Ad aprile gli agenti hanno fermato un uomo armato prima che raggiungesse la sala della Cena dei Corrispondenti alla quale partecipava Trump e due mesi dopo hanno collaborato con l'FBI per sventare un presunto attacco con droni e cecchini contro l'evento UFC Freedom 250 alla Casa Bianca. Curran, che aveva promesso di chiamare i responsabili a rispondere di ogni falla nella sicurezza, si è trovato ora a sospendere il portavoce della propria agenzia, senza che il Secret Service abbia reso noto di cosa sia accusato.
