Seattle, la Commissione LGBTQ chiede lo stato di emergenza per i trans in fuga dagli Stati repubblicani

La Commissione vuole che la sindaca Katie Wilson dichiari lo stato di emergenza civile per finanziare i servizi destinati alle persone trans arrivate dagli Stati repubblicani. La sindaca, per ora, respinge la proposta e apre solo a un tavolo di lavoro.

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Seattle, la Commissione LGBTQ chiede lo stato di emergenza per i trans in fuga dagli Stati repubblicani
Foto di Karollyne Videira Hubert / Unsplash

La Commissione LGBTQ di Seattle ha chiesto alla sindaca Katie Wilson di dichiarare lo stato di emergenza civile per rispondere all'arrivo di un numero crescente di persone transgender e non binarie in fuga dagli Stati a guida repubblicana, dove negli ultimi anni i loro diritti sono stati progressivamente limitati. La richiesta è contenuta in una lettera inviata alla prima cittadina, esponente dell'area socialista democratica.

Secondo la Commissione, molte di queste persone hanno raggiunto Seattle in cerca di sicurezza, protezione e servizi essenziali. Si tratta di uomini e donne trans, persone non binarie e persone two-spirit, identità riconosciuta in alcune culture native americane. Nella lettera, la Commissione le definisce "sfollati interni" e chiede alle autorità cittadine una risposta rapida a quella che descrive come una crisi urgente per la comunità LGBTQ.

Una pressione crescente sui servizi locali

Il fenomeno è aumentato dopo le elezioni del 2024. Secondo un sondaggio del Movement Advancement Project pubblicato nell'ottobre 2025, tra novembre 2024 e giugno 2025 circa il 9% delle persone trans negli Stati Uniti ha cambiato Stato, mentre il 43% stava valutando di farlo. Incrociando questi dati con la stima di Gallup, che parla di circa 4,5 milioni di persone trans in totale nel Paese, si arriverebbe a oltre 400.000 persone che si sono trasferite insieme alle loro famiglie. Poiché dopo giugno 2025 le leggi restrittive contro le persone trans negli Stati a maggioranza repubblicana sono aumentate, è probabile che i trasferimenti siano continuati.

L'afflusso ha messo sotto pressione le organizzazioni di comunità, che non erano preparate a gestire numeri così elevati. Sono realtà che offrono assistenza economica d'emergenza, alloggi, supporto legale, piani per la sicurezza personale e accesso alle cure legate alla transizione di genere. Il presidente della Commissione, Chris Curia, ha spiegato a FOX13 che alcune di queste organizzazioni rischiano di esaurire i fondi entro la fine dell'estate. Nella sua lettera, la Commissione avverte che in diversi casi la domanda ha già superato la capacità disponibile.

La risposta di Wilson

È proprio la carenza di fondi ad aver spinto la Commissione a chiedere lo stato di emergenza. La misura, precisa la lettera, non avrebbe lo scopo di fermare gli arrivi, a differenza degli stati di emergenza invocati dal presidente Trump al confine meridionale e nel Distretto di Columbia, ma di garantire risorse adeguate ai servizi locali. Il codice municipale di Seattle prevede che, in caso di emergenza civile, la sindaca possa firmare contratti e impegni di spesa per tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini senza passare dalle procedure ordinarie, più lente. In questo modo potrebbero essere sbloccati fondi per finanziare le organizzazioni locali.

Resta però incerto se questi trasferimenti rientrino davvero nei requisiti previsti dal codice, che cita emergenze legate ad attacchi nemici, sabotaggi o altre azioni ostili, oppure a incendi, alluvioni, tempeste, terremoti e altre calamità naturali. La stessa Commissione ammette che la sindaca potrebbe scegliere una strada diversa, se più praticabile.

Da parte sua Wilson, almeno per ora, non intende dichiarare lo stato di emergenza. Ha invece indicato come passo più utile la creazione di un gruppo di lavoro con l'Ufficio per i Diritti Civili di Seattle, il Consiglio Comunale, le agenzie cittadine e le organizzazioni di comunità. Il gruppo dovrà valutare le risorse disponibili e definire un piano di investimenti a lungo termine per i residenti attuali e per chi è arrivato da poco. I tempi saranno stretti: i lavori si svolgeranno tra giugno e agosto 2026. Curia ha accolto la risposta della sindaca come un buon punto di partenza.

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