L'intelligenza artificiale generativa è entrata stabilmente nel processo legislativo statunitense, ma i giuristi incaricati di scrivere materialmente le leggi faticano a smaltire il lavoro supplementare che ne deriva. Diversi dipendenti dell'Ufficio del Consulente Legislativo della Camera dei Rappresentanti hanno raccontato a Politico che le proposte redatte con l'IA sono sempre più numerose e spesso di scarsa qualità: contengono rinvii errati a norme già in vigore, definizioni giuridiche imprecise e formulazioni approssimative.
L'ufficio, noto con la sigla OLC, è composto da una settantina di giuristi indipendenti dai partiti e ha il compito di tradurre le intenzioni dei deputati nel linguaggio tecnico dei testi legislativi. In pratica, nessuna proposta arriva in aula senza essere prima passata al suo vaglio. Da quanto raccontano, il carico di lavoro è cresciuto man mano che deputati e organizzazioni esterne hanno iniziato a preparare le proprie iniziative con strumenti generalisti come ChatGPT e Claude. Una delle fonti ha spiegato che l'ufficio ormai impiega "più tempo a correggere i disegni di legge redatti con l'aiuto dell'IA di quanto ne servirebbe per scriverli da zero".
Le conseguenze di questa situazione possono essere serie: dai ritardi nell'iter di approvazione al rischio di contenziosi, perché una legge che richiama in modo errato un'altra norma o definisce male un istituto giuridico può facilmente finire in tribunale. "L'IA sa fare bene molte cose", ha detto a Politico Daniel Schuman, direttore esecutivo dell'American Governance Institute, organizzazione non profit che si occupa del funzionamento del Congresso, "ma non è ancora in grado di redigere testi legislativi destinati a diventare legge". Secondo Schuman, questi strumenti non possiedono né l'attenzione necessaria per i dettagli tecnici del diritto né la capacità di cogliere tutte le sfumature richieste dalla scrittura normativa.
Proprio quei dettagli costituiscono gran parte del lavoro. Wade Ballou, che ha guidato l'OLC dal 2016 al 2024, cita un esempio concreto: l'IA tende a perdere distinzioni decisive, come quella tra un credito d'imposta, una deduzione fiscale, un'esclusione dalla base imponibile e un contributo a fondo perduto. Si tratta di quattro strumenti che producono effetti diversi sia sul bilancio pubblico sia sui beneficiari, ma che sulla pagina possono apparire molto simili.
Un altro errore ricorrente riguarda la parola "State": i modelli possono interpretarla in modo da escludere il District of Columbia e le nazioni tribali, lasciando così milioni di persone fuori dall'applicazione della norma. Ari Hershowitz, avvocato ed esperto di tecnologia che ha contribuito a introdurre al Congresso i primi strumenti di intelligenza artificiale generativa, richiama inoltre il problema delle citazioni: i testi generati possono indicare in modo errato le leggi precedenti, con il rischio di "introdurre migliaia di bug anche nel nostro sistema giuridico".
Un emendamento con la risposta del chatbot
A giugno l'ufficio della deputata repubblicana della Florida Anna Paulina Luna ha diffuso la sintesi di un emendamento nella quale era rimasta la frase "Claude responded", segno che la risposta del chatbot era stata copiata e incollata senza un'adeguata rilettura. La stessa Luna lo ha ammesso su X: il suo staff aveva usato l'IA per correggere una bozza, ma non aveva poi controllato il testo.
Diversi altri collaboratori del Congresso hanno confermato a Politico che gli staff dei deputati, i lobbisti e le altre organizzazioni impegnate a promuovere iniziative legislative ricorrono ormai abitualmente all'intelligenza artificiale generativa nel lavoro quotidiano. Negli Stati Uniti è normale che un gruppo di interesse consegni a un deputato una bozza già scritta, che viene poi rielaborata dal suo ufficio. La responsabilità delle proposte depositate resta però dei deputati e dei loro collaboratori e "non può essere scaricata su un chatbot", ha affermato Norma Torres, componente della Commissione per l'Amministrazione della Camera.
Per cercare di risolvere questa situazione, l'OLC sta intanto sviluppando uno strumento IA proprio, chiamato Comparative Print Suite, che dovrebbe essere capace di mostrare in che modo una proposta modificherebbe le leggi esistenti. A differenza dei modelli di intelligenza artificiale generalista, quando non è in grado di elaborare una risposta il nuovo sistema dovrebbe segnalare un errore invece di inventare il testo.
