Sanders vuole che lo Stato possieda il 50% delle aziende di intelligenza artificiale
Sul New York Times il senatore indipendente del Vermont propone di prelevare quote di OpenAI, Anthropic e xAI per dare a ogni americano una partecipazione diretta nel settore dell'IA.
Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha proposto in un editoriale pubblicato sul New York Times di tassare con un'aliquota una tantum del 50 per cento le maggiori aziende dell'intelligenza artificiale e di usare quel gettito, pagato in azioni, per creare un fondo sovrano statunitense che garantisca a ogni americano una partecipazione diretta nel settore. "L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità", ha scritto Sanders.
La legge che Sanders intende presentare nelle prossime settimane si chiama American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. La tassa non colpirebbe i profitti di OpenAI, Anthropic, xAI e delle altre grandi società del settore ma verrebbe versata sotto forma di quote azionarie. "Il quesito non è se l'IA cambierà il mondo. Lo farà. Il quesito è: chi possiederà e controllerà quel futuro? Chi ne trarrà beneficio e chi sarà danneggiato?", scrive il senatore.
Sanders vuole tassare l'IA al 50% e farsi pagare in azioni
Il senatore progressista del Vermont propone un fondo sovrano che renda ogni americano comproprietario delle grandi aziende di intelligenza artificiale. Non con il denaro delle tasse, ma con le loro quote azionarie.
Non un prelievo sui profitti: l'aliquota sulle maggiori aziende di IA si pagherebbe in azioni.
Lo Stato entrerebbe così nel capitale di OpenAI, Anthropic e xAI, con diritto di voto e un seggio in ogni Consiglio di Amministrazione.
Una tassa che si paga cedendo quote dell'azienda
Sanders presenterà nelle prossime settimane al Senato l'American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. L'aliquota una tantum proposta non colpirebbe i profitti: si verserebbe infatti in azioni, che confluirebbero in un fondo pubblico.
«L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità.»
Come la ricchezza dell'IA arriverebbe agli americani secondo la proposta di Sanders
Quattro passaggi, dalla tassazione versata in azioni fino ai servizi pubblici per tutti.
Decine di Paesi già redistribuiscono in questo modo la ricchezza
I fondi sovrani esistenti nascono quasi sempre dal petrolio. La differenza è che quello immaginato da Sanders nascerebbe invece dall'IA.
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sull'IA
Non solo Sanders: anche le big tech vogliono un fondo sovrano
L'idea di una partecipazione pubblica alla ricchezza dell'IA è condivisa, in forme diverse, anche da chi quella ricchezza la produce.
Per Sanders l'intelligenza artificiale non è stata "creata dal nulla" e si fonda sul lavoro creativo di milioni di persone. "L'IA è costruita sulla nostra intelligenza collettiva: i nostri libri, le nostre canzoni, le opere d'arte, il giornalismo, il codice informatico, la ricerca scientifica, i video, le conversazioni, le immagini e le idee che attraversano generazioni", scrive. Lo stesso amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, ricorda il senatore, ha riconosciuto che i modelli di IA sono stati addestrati sulla nostra "esperienza, conoscenza collettiva" e sugli "insegnamenti dell'umanità". Per Sanders "gli oligarchi tecnologici hanno dato in pasto questa conoscenza ai loro modelli di IA senza permesso, senza riconoscimento, senza compenso" e di fatto "hanno rubato" il lavoro di scrittori, artisti, musicisti, giornalisti, insegnanti, scienziati e cittadini comuni.
Il fondo sovrano darebbe al pubblico un ruolo diretto nel determinare il futuro della tecnologia: il governo federale avrebbe "il potere, attraverso le proprie quote di voto e una rappresentanza paritaria nel consiglio di amministrazione di ogni azienda, di bloccare le decisioni che danneggiano i cittadini e di spingere per politiche che li aiutino". Inoltre garantirebbe che le "migliaia di miliardi di dollari potenzialmente generati dall'IA" servano "a migliorare la vita di tutti noi e non semplicemente a rendere ancora più ricche le persone più ricche del mondo".
La stessa idea è stata avanzata anche da alcune delle principali aziende del settore. OpenAI ha proposto un "fondo di ricchezza pubblica che dia a ogni cittadino, compresi quelli che non investono nei mercati finanziari, una partecipazione nella crescita economica trainata dall'IA". Anthropic, guidata da Dario Amodei, ha caldeggiato la creazione di "fondi sovrani nazionali con quote nell'IA". Anche Elon Musk, fondatore di xAI, ha scritto che "un reddito alto universale attraverso assegni emessi dal governo federale è il modo migliore per affrontare la disoccupazione causata dall'IA".
Decine di fondi sovrani sono attivi nel mondo per fare in modo che i cittadini beneficino della ricchezza nazionale. La Norvegia ne ha uno tra i più grandi, finanziato con i proventi del petrolio e oggi valutato oltre 2 mila miliardi di dollari. L'Alaska ha creato cinquant'anni fa un proprio fondo sovrano a partire dalle entrate petrolifere statali, che da decenni distribuisce un dividendo annuo a tutti i residenti. Anche il presidente Donald Trump, ricorda il senatore, ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano.
Il gettito iniziale del fondo, scrive Sanders, dovrebbe servire a pagare assegni diretti agli americani. Man mano che il fondo crescerà, i proventi dovrebbero garantire "a ogni uomo, donna e bambino del nostro paese un livello di vita decente e dignitoso, compresi sanità, istruzione e casa". Il senatore ammette che dare al governo una partecipazione rilevante in un'azienda è "complicato" e rinvia i dettagli, dalle priorità di spesa ai meccanismi di attuazione, al testo della legge che presenterà nelle prossime settimane.
"Quando una risorsa pubblica genera ricchezza, il pubblico deve avere una parte di quella ricchezza", conclude Sanders. "Il futuro dell'IA e il destino dell'umanità non devono essere decisi a porte chiuse nella Silicon Valley. Non devono essere dettati dai miliardari che cercano di massimizzare il proprio potere e il proprio profitto. Devono essere decisi dai lavoratori, dai genitori, dagli insegnanti, dagli artisti, dagli scienziati, dalle comunità e dal popolo americano".