Marco Rubio ottiene risultati migliori di JD Vance in diversi ipotetici confronti presidenziali per il 2028, secondo l'ultimo sondaggio nazionale di Emerson College Polling. L'istituto ha messo alla prova i due principali papabili candidati repubblicani contro i cinque democratici meglio piazzati nei sondaggi sulle primarie: Pete Buttigieg, primo con il 19%, il governatore della California Gavin Newsom, secondo con il 17%, il senatore della Georgia Jon Ossoff, la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez e l'ex vicepresidente Kamala Harris. La rilevazione è stata condotta il 16 e il 17 agosto su mille elettori probabili e presenta un intervallo di credibilità di ±3 punti percentuali.
Buttigieg è l'unico a conservare lo stesso vantaggio contro entrambi i possibili avversari: 5 punti sia su Vance sia su Rubio. Anche Ossoff e Newsom precedono Vance di 5 punti, ma il margine si riduce rispettivamente a 3 e 2 punti contro Rubio. Harris supera Vance di 4 punti, mentre perde contro Rubio di 5. Ocasio-Cortez, invece, è indietro di 2 punti su Vance e di 5 su Rubio.
Se il candidato repubblicano è Rubio, il vantaggio dei democratici quasi sparisce
Emerson College ha messo alla prova i due favoriti repubblicani contro i cinque democratici meglio piazzati nelle primarie. Il segretario di Stato va meglio del vicepresidente in quattro confronti su cinque: solo Pete Buttigieg tiene lo stesso margine contro entrambi.
Media semplice dei margini nei cinque confronti testati, elaborazione FocusAmerica. Né Vance né Rubio hanno annunciato la candidatura, e in ogni scenario gli indecisi sono almeno il 6 per cento.
Contro Rubio i margini si accorciano, tranne uno
Ogni riga mostra il margine del candidato democratico nei due scenari. A destra dello zero è avanti il democratico, a sinistra il repubblicano. Tocca o clicca una riga per leggere il dettaglio.
Il valore a destra di ogni nome indica di quanti punti si riduce il margine democratico passando da Vance a Rubio.
Trump resta al 40 per cento, ma tra le donne i giudizi negativi superano quelli positivi di trenta punti
Come gli elettori probabili giudicano l’operato del presidente alla Casa Bianca.
Tra gli uomini approvazione e disapprovazione si equivalgono, entrambe al 48 per cento. La quota restante degli intervistati non si esprime.
Nel voto per il Congresso i democratici sono avanti di otto punti
Intenzione di voto per un generico candidato di partito alle elezioni di metà mandato.
Nel 2018, l’anno in cui i democratici riconquistarono la Camera, il loro vantaggio finale nel voto popolare fu di 8,6 punti.
L’economia domina, l’immigrazione scivola al quarto posto
Il tema indicato come più importante nella scelta di voto.
L’immigrazione, finora il terreno più favorevole ai repubblicani, resta dietro all’economia, alle minacce alla democrazia e alla sanità.
Trump fermo al 40%
Donald Trump raccoglie intanto il 40% di giudizi positivi sul suo operato alla Casa Bianca, contro il 56% di valutazioni negative. "L'indice di gradimento del presidente Trump è rimasto relativamente stabile negli ultimi mesi: circa 2 elettori probabili su 5 approvano il suo operato, grazie anche a un sostegno costante tra i repubblicani, che raggiunge l'86%", ha spiegato Spencer Kimball, direttore esecutivo di Emerson College Polling.
La disapprovazione sale al 66% tra gli indipendenti e al 92% tra i democratici. Il divario più netto resta quello di genere: tra gli uomini approvazione e disapprovazione sono entrambe al 48%, mentre fra le donne i giudizi negativi prevalgono di trenta punti, 62% contro 32%. Nel voto generico per il Congresso, un candidato democratico ottiene il 51%, mentre quello repubblicano il 43% ed il 6% resta indeciso. L'economia è il tema prioritario per il 37% degli elettori, le minacce alla democrazia e la sanità seguono entrambe al 16%, mentre l'immigrazione (finora il tema dove i repubblicani erano più forti) si ferma solo al 13%.
