Rubio offre ai cubani una "nuova strada" mentre Washington incrimina Raúl Castro

Il segretario di Stato attacca in spagnolo il conglomerato militare GAESA e propone 100 milioni di dollari di aiuti. Lo stesso giorno il Dipartimento di Giustizia accusa l'ex leader cubano di omicidio.

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Rubio offre ai cubani una "nuova strada" mentre Washington incrimina Raúl Castro
Official State Department photo by Freddie Everett

Il segretario di Stato Marco Rubio ha diffuso mercoledì 20 maggio un messaggio video in spagnolo rivolto direttamente al popolo cubano, attribuendo la crisi economica dell'isola alla dirigenza comunista e offrendo "una nuova strada" tra Washington e una "nuova Cuba". Nelle stesse ore il Dipartimento di Giustizia ha desecretato l'incriminazione dell'ex presidente Raúl Castro, 94 anni, accusato di cospirazione per uccidere cittadini americani, quattro capi di imputazione per omicidio e due per distruzione di aeromobili, in relazione all'abbattimento di due aerei civili nel 1996 al largo della Florida. Le due iniziative coordinate segnano un'escalation senza precedenti nella campagna di pressione dell'amministrazione Trump contro l'Avana.

"La vera ragione per cui non avete elettricità, carburante o cibo è che coloro che controllano il vostro paese hanno saccheggiato miliardi di dollari, ma nulla è stato usato per aiutare la gente", ha detto Rubio nel videomessaggio diffuso sul canale YouTube del Dipartimento di Stato, in coincidenza con la festa che ricorda la nascita della repubblica cubana nel 1902 dopo la guerra ispano-americana, una ricorrenza cancellata dal governo di Fidel Castro dopo la rivoluzione del 1959. Il segretario di Stato ha attribuito la responsabilità della crisi al conglomerato militare GAESA, fondato da Raúl Castro, che secondo le stime americane controlla circa il 70 per cento dell'economia cubana attraverso hotel, costruzioni, banche, negozi e il sistema delle rimesse dagli Stati Uniti, per un valore complessivo di circa 18 miliardi di dollari. "Cuba non è controllata da nessuna 'rivoluzione'. Cuba è controllata da GAESA", ha affermato Rubio, sostenendo che il governo si limita a chiedere sacrifici alla popolazione e a reprimere chi protesta.

Rubio ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari da 100 milioni di dollari in cibo e medicine, a condizione che la distribuzione avvenga tramite la Chiesa cattolica o altre organizzazioni caritatevoli affidabili e non attraverso il conglomerato militare. Il segretario ha invitato i cubani a immaginare un paese in cui sia possibile possedere un'attività, votare i propri governanti e protestare senza finire in carcere, citando come esempio le Bahamas, la Repubblica Dominicana, la Giamaica e la Florida. L'ordine esecutivo firmato dal presidente Trump il primo maggio, che ha imposto nuove sanzioni contro l'isola, è stato emesso volutamente in concomitanza con la Festa internazionale dei lavoratori comunista, su suggerimento di Rubio, secondo quanto riferito da Axios.

Rubio, figlio di immigrati cubani arrivati in Florida tre anni prima della rivoluzione del 1959, persegue il cambiamento a Cuba con la passione tipica degli esuli politici, secondo quanto sottolineato dal New York Times. Benjamin J. Rhodes, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Barack Obama che gestì il riavvicinamento tra Washington e l'Avana durante l'amministrazione precedente, ha dichiarato al quotidiano che Rubio "è sempre stato radicato in una politica di cambio di regime verso l'Avana" e che questo è "centrale nella sua identità". Già durante il primo mandato Trump, nel 2017, Rubio aveva contribuito a costruire un regime di sanzioni mirato a privare di risorse GAESA. Nel 2019 aveva dichiarato a NPR che indebolire Cuba sarebbe stato un benvenuto "effetto collaterale" del cambio di governo in Venezuela.

L'incriminazione di Raúl Castro, firmata da un gran giurì federale a Miami il 23 aprile e desecretata mercoledì, riguarda l'abbattimento di due Cessna del gruppo di esuli cubano-americani Brothers to the Rescue il 24 febbraio 1996. Nell'attacco morirono tre cittadini statunitensi e un residente permanente: Armando Alejandre Jr, Carlos Alberto Costa, Mario Manuel de la Peña e Pablo Morales. L'organizzazione utilizzava piccoli velivoli per cercare cubani in fuga dall'isola su zattere e per lanciare volantini. Insieme a Castro sono stati incriminati cinque piloti militari cubani, tra cui Lorenzo Alberto Perez-Perez, accusato anche di omicidio e distruzione di aeromobili.

Secondo i procuratori, Castro, all'epoca ministro della Difesa, "incontrò i vertici militari e li autorizzò a usare un'azione decisiva e letale" contro gli aerei. L'atto d'accusa sostiene che "tutti gli ordini di uccidere da parte dell'esercito cubano passavano attraverso la catena di comando con Raúl Castro e Fidel Castro come decisori finali". L'incriminazione documenta anche un'operazione di spionaggio cubana denominata Wasp Network, che si infiltrò nel gruppo Brothers to the Rescue. Un presunto agente doppio, Juan Pablo Roque, avrebbe fornito informazioni false all'FBI sostenendo che il gruppo non avrebbe volato nel weekend dell'abbattimento. L'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile delle Nazioni Unite stabilì all'epoca che gli aerei si trovavano fuori dallo spazio aereo cubano quando furono colpiti, conclusione sempre respinta da Cuba. CBS News ha riportato per prima la notizia che gli Stati Uniti si preparavano a incriminare Castro.

Il procuratore generale facente funzione Todd Blanche ha annunciato le accuse in una conferenza stampa a Miami, alla Freedom Tower. "Per quasi 30 anni, le famiglie di quattro americani assassinati hanno aspettato giustizia. Il mio messaggio oggi è chiaro: gli Stati Uniti e il presidente Trump non dimenticano e non dimenticheranno i propri cittadini", ha detto Blanche. Interrogato sulle prospettive di portare Castro davanti a un tribunale americano, ha risposto che "questa non è un'incriminazione di facciata" e ha aggiunto: "Ci aspettiamo che si presenti qui, di sua volontà o in altro modo". Il direttore vicario dell'FBI Christopher Raia ha dichiarato che 16 squadre dell'agenzia hanno lavorato sul caso negli ultimi 30 anni.

L'atto d'accusa arriva dopo l'operazione militare di gennaio con cui le forze americane catturarono l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, trasferito a New York per essere processato. William LeoGrande, esperto di politica latinoamericana all'American University, ha dichiarato alla BBC che la strategia di Washington consiste nell'aumentare gradualmente la pressione fino a quando il governo cubano cederà al tavolo dei negoziati, ma non escluderebbe un tentativo di replicare la cattura di Maduro. LeoGrande ha però avvertito che l'effetto sarebbe diverso, perché Castro si è ritirato quasi dieci anni fa e non gestisce il paese quotidianamente. Roxanna Vigil, ricercatrice di affari internazionali al Council on Foreign Relations, ha detto alla BBC che la vera domanda è se l'amministrazione Trump userà l'incriminazione come giustificazione per un'operazione militare sotto la copertura di un'azione giudiziaria, considerando improbabile una resa del regime cubano senza resistenza.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha definito le accuse contro Castro "una manovra politica, priva di qualsiasi fondamento giuridico", sostenendo che gli Stati Uniti distorcono i fatti relativi all'abbattimento degli aerei e che Cuba agì per "legittima difesa nelle proprie acque giurisdizionali". Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla ha definito Brothers to the Rescue un gruppo "terroristico" e ha accusato Washington di voler giustificare un'aggressione militare contro l'isola. La diplomatica cubana Lianys Torres Rivera, intervistata da The Hill, ha dichiarato che Cuba è disposta ad accettare aiuti stranieri quando offerti in buona fede e non per manipolazione politica, ma ha precisato che pochi dettagli sull'offerta americana le sono stati comunicati.

La crisi energetica cubana ha raggiunto livelli senza precedenti. Cuba ha annunciato la scorsa settimana di aver esaurito completamente le riserve di petrolio, dopo l'ultimo carico di una petroliera russa, con blackout che in alcune zone lasciano la popolazione senza elettricità per 22 ore al giorno. La situazione si è aggravata dopo che gli Stati Uniti, all'inizio dell'anno, hanno catturato il leader venezuelano Maduro e preso il controllo dell'industria petrolifera del paese, imponendo un blocco di fatto contro le forniture a Cuba. Funzionari statunitensi hanno detto ad Axios che il governo cubano ha però trovato fondi per acquistare almeno 300 droni d'attacco da Russia e Cina, e ospita militari e agenti di intelligence iraniani, russi e cinesi.

Il percorso diplomatico parallelo non si è interrotto. Il direttore della Central Intelligence Agency John Ratcliffe si è recato a Cuba e ha incontrato il nipote di Raúl Castro, Raúl Guillermo Rodríguez Castro, noto come "Raulito", che ha anche colloquiato con Rubio. Secondo un funzionario della CIA, Ratcliffe ha offerto ai leader cubani "una genuina opportunità di collaborazione" per stabilizzare l'economia, avvertendo però che la finestra non sarebbe rimasta aperta indefinitamente e che l'amministrazione avrebbe fatto rispettare le proprie "linee rosse". Secondo il New York Times, all'inizio di marzo i funzionari americani spingevano la famiglia Castro a rimuovere il presidente Díaz-Canel, consentendo all'amministrazione Trump di rivendicare un successo politico, e tolleravano che i Castro restassero al potere dietro le quinte purché guidassero il paese verso i cambiamenti economici richiesti. La pazienza di Washington si sarebbe poi esaurita di fronte alla lentezza dei negoziati.

Trump, parlando ai giornalisti al ritorno da una visita all'Accademia della Guardia Costiera in Connecticut, ha definito l'incriminazione "una grande notizia" e "un momento importante" per i cubano-americani. Il presidente ha detto di non ritenere necessaria un'escalation militare a Cuba, affermando che il paese "sta cadendo a pezzi" e che gli Stati Uniti sono lì "per liberare Cuba". In un post sul social Truth Social la scorsa settimana, Trump aveva scritto: "Cuba sta chiedendo aiuto, e parleremo!!!". L'amministrazione ha già minacciato dazi pesanti contro qualunque paese spedisca petrolio all'isola e il procuratore federale di Miami ha avviato all'inizio dell'anno un'iniziativa per perseguire i leader cubani anche per reati economici, di droga, immigrazione e violenza. Ulteriori incriminazioni di funzionari cubani e nuove sanzioni sono attese nelle prossime settimane.

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