Il Senato cancella i fondi per la sala da ballo di Trump alla Casa Bianca

Quattro senatori repubblicani contrari, il parere negativo del parlamentarian del Senato e il malumore interno fanno saltare il finanziamento al progetto del presidente.

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Il Senato cancella i fondi per la sala da ballo di Trump alla Casa Bianca
White House

Il Senato degli Stati Uniti rinuncerà a inserire un miliardo di dollari per la sala da ballo voluta dal presidente Donald Trump alla Casa Bianca nel disegno di legge da 72 miliardi di dollari dedicato all'applicazione delle norme sull'immigrazione. La decisione, comunicata mercoledì dai senatori repubblicani, rappresenta un colpo politico per il presidente, che aveva fatto dell'inserimento di quella voce una priorità.

A confermare lo stop è stato il senatore repubblicano della Louisiana John Kennedy, che ai cronisti dopo la riunione ha detto: "Ci hanno detto che i soldi per la sala da ballo sono fuori dalla legge", aggiungendo di voler leggere il testo definitivo. Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha parlato di "un paio di intoppi" che i 53 senatori repubblicani stanno cercando di risolvere, riconoscendo che le difficoltà riguardano proprio il progetto di rinnovamento dell'ala est della Casa Bianca.

Il progetto prevede la demolizione dell'ala est, già avvenuta, e la costruzione di una sala da ballo di circa 8.360 metri quadrati capace di ospitare fino a mille persone. Inizialmente Trump aveva assicurato che l'opera non avrebbe richiesto fondi federali e sarebbe stata finanziata con circa 200 milioni di dollari provenienti da lui stesso e da donatori privati. La cifra è poi salita a 400 milioni e infine è arrivata la richiesta di un miliardo di dollari di fondi pubblici, presentata come spesa per la sicurezza del Secret Service legata al cantiere e ad altri interventi di protezione del complesso presidenziale.

Sul fronte parlamentare il primo ostacolo è arrivato da Elizabeth MacDonough, la parlamentarian del Senato, la funzionana indipendente che verifica la compatibilità delle norme con le regole procedurali della camera alta. Nel fine settimana MacDonough ha stabilito che la disposizione non rispettava le regole stringenti che disciplinano ciò che i repubblicani possono inserire in un disegno di legge approvabile aggirando l'ostruzionismo, perché finanziava attività al di fuori della giurisdizione della commissione giustizia. Il testo iniziale faceva riferimento esplicito al "progetto di modernizzazione dell'ala est", specificando che parte del miliardo destinato al Secret Service poteva essere usata per "elementi di sicurezza sopra e sotto il livello del suolo" della sala da ballo.

L'amministrazione aveva cercato di rassicurare i senatori spiegando che solo 220 milioni di dollari sul totale di un miliardo sarebbero andati alla sala da ballo e al rafforzamento del perimetro della Casa Bianca, mentre il resto sarebbe servito ad altre esigenze del Secret Service. Thune ha indicato che resta aperta la questione se mantenere comunque circa 780 milioni di dollari di spesa aggiuntiva per il Secret Service anche senza la parte relativa alla sala da ballo.

Il secondo ostacolo è interno al partito. Quattro senatori repubblicani si sono espressi pubblicamente contro l'uso di fondi pubblici per il progetto: Bill Cassidy della Louisiana, Susan Collins del Maine, Lisa Murkowski dell'Alaska e Thom Tillis del North Carolina. Cassidy ha perso le primarie la settimana scorsa anche a causa dell'appoggio di Trump a un suo avversario, Collins e Murkowski sono attese da sfide democratiche difficili alle elezioni di metà mandato di novembre, mentre Tillis si ritira. Un gruppo più ampio di senatori repubblicani è contrario in privato e il clima si è ulteriormente deteriorato martedì, dopo la decisione di Trump di sostenere Ken Paxton contro il senatore uscente John Cornyn alle prossime primarie repubblicane in Texas.

Il presidente ha reagito con durezza ancora prima dell'annuncio definitivo, chiedendo su Truth Social la rimozione di MacDonough e sostenendo, in modo non corretto, che fosse stata nominata dall'ex presidente Barack Obama. In realtà MacDonough, prima donna a ricoprire l'incarico, era stata designata nel 2012 dall'allora leader della maggioranza democratica Harry Reid, durante il secondo mandato di Obama. Trump avrebbe anche telefonato a Thune per chiederne il licenziamento, ricevendo un rifiuto. "Stiamo seguendo una procedura che affrontiamo ogni volta che abbiamo un disegno di legge di riconciliazione e le persone da entrambe le parti sono arrabbiate con la parlamentarian", ha detto Thune al sito Notus, escludendo di rimuoverla.

Il passaggio sulla sala da ballo si inserisce in un più ampio scontro politico. L'amministrazione è impegnata in un contenzioso giudiziario dopo che un giudice federale aveva stabilito, all'inizio dell'anno, che il progetto non era stato correttamente autorizzato dal Congresso. L'approvazione del finanziamento avrebbe rappresentato, secondo la stessa Casa Bianca, un avallo legislativo all'intera opera.

Rimuovere il miliardo per il Secret Service non chiude i problemi politici della maggioranza sul disegno di legge per l'immigrazione. I democratici contestano che il Dipartimento per la sicurezza interna sia già ampiamente finanziato e chiedono nuove restrizioni alle operazioni di applicazione della legge. Sono inoltre attesi emendamenti contro un nuovo fondo del Dipartimento di giustizia denominato anti-weaponization, creato nell'ambito di un accordo transattivo con Trump e dotato di 1,8 miliardi di dollari, che potrebbe essere usato per indennizzare alleati politici del presidente. I repubblicani ritengono che un simile emendamento raccoglierebbe sufficienti consensi nella maggioranza per essere inserito nel testo.

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