Benzina oltre i 4 dollari in tutti gli Stati Uniti, Trump minimizza: "Sono noccioline"
Il prezzo medio nazionale della benzina alla pompa è arrivato a quota 4,56 dollari, cresciuto del 53% dall'inizio della guerra con l'Iran. In 7 Stati supera i 5 dollari, in California arriva persino a 6,15 dollari. Il presidente: "Non ci penso nemmeno".
Per la prima volta dall'inizio della crisi, tutti i 50 Stati americani hanno superato la soglia dei 4 dollari al gallone per la benzina. Lo ha comunicato l'AAA, l'associazione automobilistica statunitense, mentre sette Stati viaggiano con prezzi medi della benzina già oltre i 5 dollari. Il giorno prima, davanti ai giornalisti, Donald Trump aveva liquidato il tema come "noccioline".
In dettaglio, il prezzo medio nazionale è arrivato a 4,56 dollari al gallone, il 53% più elevato da quando è iniziata la guerra con l'Iran, ormai vicina al suo terzo mese. La California resta lo Stato più caro, con una media di 6,15 dollari di prezzo di benzina alla pompa, mentre la Georgia registra il dato più basso, a 4,01. Nei giorni scorsi alcuni Stati del Sud erano rimasti sotto la soglia psicologica dei 4 dollari, ma anche quell'ultima barriera è ormai caduta.
L'aumento dei prezzi pesa ogni giorno su famiglie, imprese e trasporti. Riduce il potere d'acquisto degli americani, comprime i margini delle piccole aziende e alimenta nuove pressioni sull'inflazione. E lo scenario potrebbe anche peggiorare.
L'estate dei viaggi diventa più cara
GasBuddy, la piattaforma statunitense che monitora e confronta i prezzi del carburante, ha diffuso le sue proiezioni per la stagione estiva. Secondo le loro stime, il prezzo medio nazionale dovrebbe arrivare a 4,48 dollari al gallone nel weekend del Memorial Day, contro i 3,14 dollari di un anno fa, per poi assestarsi intorno a una media di 4,80 dollari fino al Labor Day di settembre.
I rincari stanno già cambiando le abitudini di viaggio. Oggi il 56% degli americani afferma di voler guidare per più di 2 ore durante l'estate, in netto calo rispetto al 69% dell'anno scorso. Il 67% degli intervistati afferma che il costo della benzina sta incidendo direttamente sui propri piani di vacanza. "Questa è l'estate più volatile per i prezzi della benzina degli ultimi anni e la chiusura dello Stretto di Hormuz è al centro di tutto", ha detto De Haan.
Secondo l'analista, gli americani pagheranno miliardi di dollari in più per spostarsi e potrebbe servire un anno, o anche di più, perché i prezzi tornino ai livelli precedenti anche dopo una eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz. Alcuni Stati hanno già sospeso le accise locali sui carburanti, mentre misure analoghe sono in discussione anche a livello federale.
Trump: "Non ci penso nemmeno"
Mentre i sondaggi segnalano un netto calo della sua popolarità, Trump ha minimizzato l'impatto dei rincari parlando martedì mattina con i giornalisti, sullo sfondo del cantiere della East Wing della Casa Bianca. A chi gli chiedeva se stesse valutando nuove misure per abbassare i costi, dopo la spinta per sospendere l'accisa federale sulla benzina, il presidente ha risposto che "potrebbero esserci" altri interventi, ma ha definito la situazione "temporanea".
Trump ha poi rivendicato i risultati ottenuti durante il suo precedente mandato, sostenendo di aver portato il prezzo della benzina in Iowa a 1,85 dollari al gallone. Poi ha chiesto agli americani di avere pazienza, legando direttamente l'aumento dei prezzi alla guerra con l'Iran. "Mi dispiace, ma dobbiamo fare qualcosa con l'Iran. Non possiamo permettere che abbia un'arma nucleare", ha detto. Quindi ha minimizzato il peso dei rincari: "Sono noccioline. Apprezzo che tutti lo stiano sopportando per un po'. Non durerà ancora molto". La chiusura è stata ancora più netta: "Non ci penso nemmeno. Quello a cui penso è solo il fatto che non si può permettere all'Iran di avere un'arma nucleare".