Il conflitto di interessi di Trump tra acquisti sospetti di azioni e fondi per i suoi alleati
3.700 operazioni in Borsa in un trimestre, con acquisti che spesso hanno preceduto decisioni federali favorevoli. Intanto il Dipartimento di Giustizia crea un fondo per le presunte vittime dell'Amministrazione Biden.
Donald Trump ha acquistato azioni di società che, pochi giorni dopo, hanno ottenuto contratti federali, autorizzazioni o decisioni favorevoli dal suo governo. La sua ultima dichiarazione finanziaria, ottenuta dal sito NOTUS, mostra la sua partecipazione a oltre 3.700 operazioni in Borsa nell'ultimo trimestre, contro le 380 dei tre mesi precedenti.
Nello stesso giorno in cui è emerso il dato, il Dipartimento di Giustizia ha creato un fondo da 1,8 miliardi di dollari per risarcire chi sostiene di essere stato preso di mira dall'Amministrazione Biden. Si tratta di due vicende diverse, ma unite dallo stesso nodo politico: l'uso del potere federale e il rischio di un conflitto di interessi senza precedenti.
Il presidente che fa trading:
3.700 operazioni in tre mesi
Donald Trump ha comprato azioni di Nvidia, AMD, Palantir e Axon nei giorni precedenti a contratti federali, autorizzazioni e decisioni del suo governo a favore di quelle stesse società. Nello stesso giorno in cui è emerso il dato, il Dipartimento di Giustizia ha creato un fondo da 1,8 miliardi per i "bersagli" di Biden.
Quattro società, quattro vantaggi federali pochi giorni dopo
Per ciascuna operazione segnalata da NOTUS, l'acquisto di azioni da parte del presidente ha preceduto di pochi giorni un atto del governo federale favorevole alla società.
Un fondo per chi si dice "bersaglio" dell'Amministrazione Biden
Lo stesso giorno della rivelazione sul trading presidenziale, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato la creazione di un fondo speciale per risarcire chi sostiene di essere stato preso di mira dal governo precedente.
Le leggi federali sul conflitto di interessi non si applicano al presidente
Il quadro normativo lascia ampi spazi di manovra al capo dell'esecutivo, ma Trump è il primo presidente la cui attività di trading ha fatto scattare gli obblighi di trasparenza dello STOCK Act del 2012.
Due vicende parallele — il trading personale del presidente e il fondo da 1,8 miliardi gestito dal suo ex avvocato — convergono sullo stesso nodo politico: l'uso del potere federale e il rischio di un conflitto di interessi senza precedenti nella storia americana.
Gli acquisti di azioni prima delle decisioni federali
Il 6 gennaio Trump ha comprato azioni Nvidia per un valore compreso tra 500 mila e un milione di dollari, secondo le forchette previste dai moduli di dichiarazione finanziaria. Una settimana dopo, il Dipartimento del Commercio ha autorizzato Nvidia a vendere chip in Cina. Una sequenza simile si è ripetuta con AMD, altro produttore di chip per l'intelligenza artificiale: prima l'acquisto da parte del presidente, poi il via libera all'export verso Pechino.
Sempre a gennaio, Trump ha investito tra 65 mila e 150 mila dollari in Palantir pochi giorni prima che la società firmasse un contratto da un miliardo di dollari con il Dipartimento della Sicurezza Interna. Ha poi acquistato titoli Axon, produttore di taser, mentre l'Immigration and Customs Enforcement annunciava una spesa da 200 milioni di dollari in 5 anni proprio per nuovi taser.
La Casa Bianca respinge ogni accusa di conflitto di interessi. La portavoce Anna Kelly ha dichiarato che "il presidente Trump agisce solo nel migliore interesse del pubblico americano" e che i suoi asset sono in un trust gestito dai figli, senza alcun coinvolgimento del presidente nelle decisioni di investimento. Le leggi federali sul conflitto di interessi non si applicano al presidente. Trump è però il primo presidente la cui attività di trading ha fatto scattare gli obblighi di trasparenza dello STOCK Act, la legge approvata nel 2012 per parlamentari e membri del governo.
Il fondo da 1,8 miliardi per i "bersagli" di Biden
Il secondo punto controverso riguarda il fondo creato dal Dipartimento di Giustizia, chiamato "anti-weaponization fund". Ammonta a 1,776 miliardi di dollari e sarà finanziato attraverso il Judgment Fund, una riserva federale senza tetto di spesa utilizzabile senza autorizzazione del Congresso. A gestire il fondo sarà una Commissione di 5 membri nominati dal procuratore generale facente funzione Todd Blanche, ex avvocato personale di Trump. I criteri di erogazione, ha osservato Axios, potrebbero consentire risarcimenti a imputati per i fatti del 6 gennaio 2021, attivisti conservatori ed ex collaboratori di Trump.
L'operazione chiude una causa intentata dallo stesso Trump contro l'Internal Revenue Service per la diffusione non autorizzata delle sue dichiarazioni dei redditi durante il primo mandato. La causa, ritirata lunedì, era stata accolta con scetticismo dalla giudice, che si era chiesta come Trump potesse fare causa a un'agenzia governativa da lui stesso controllata.
Poche ore dopo l'annuncio della costituzione del nuovo fondo, il consigliere legale del Dipartimento del Tesoro Brian Morrissey si è dimesso, secondo quanto riferito dal New York Times. Morrissey era stato confermato dal Senato solo 7 mesi prima. Spetta infatti al Dipartimento del Tesoro, di cui l'IRS fa parte, depositare la somma sul conto controllato dalla Commissione nominata da Blanche.
In un atto depositato in tribunale, 93 deputati democratici della Camera dei Rappresentanti hanno sostenuto che l'intesa che prevede la creazione del nuovo fondo "solleva lo spettro di una corruzione senza precedenti nella storia americana". Alcuni di loro hanno già annunciato che procederanno con l'impeachment del presidente se i Democratici otterranno la maggioranza alla Camera a novembre.