Quasi metà della Gen Z americana vorrebbe vivere nel passato
Un sondaggio di NBC News mostra che il 47% dei giovani tra i 18 e i 29 anni sceglierebbe un'epoca precedente, spinto dal disagio verso smartphone, social media e un futuro percepito come incerto.
Quasi un giovane americano su due preferirebbe salire su una macchina del tempo e vivere in un'altra epoca. È quanto emerge dal nuovo sondaggio NBC News, realizzato in collaborazione con SurveyMonkey, che fotografa lo stato d'animo della cosiddetta Generazione Z, ovvero i nati dal 1997 in poi.
Il 47% degli adulti tra i 18 e i 29 anni ha dichiarato che, potendo scegliere, opterebbe per il passato. Un terzo del campione indica un periodo precedente di meno di 50 anni, mentre il 14% si spingerebbe ancora più indietro. Solo il 38% preferisce il presente, il 10% sceglierebbe un futuro entro i prossimi 50 anni e appena il 5% un'epoca più lontana. I risultati sono sostanzialmente uniformi tra uomini e donne e tra elettori di diversi orientamenti politici. L'unica differenza significativa riguarda l'etnia: i giovani afroamericani che preferiscono il passato sono il 33%, contro il 52% dei bianchi e il 47% degli ispanici.
Il dato si inserisce in un quadro di marcato pessimismo. Il 62% degli intervistati della Generazione Z ritiene che la propria vita sarà peggiore rispetto a quella delle generazioni precedenti, mentre solo il 25% pensa che sarà migliore e il 13% prevede una situazione analoga. Inoltre, l'80% dei giovani adulti afferma che gli Stati Uniti stanno andando nella direzione sbagliata, la percentuale più alta tra tutte le fasce d'età analizzate.
Il rapporto con la tecnologia emerge come uno dei fattori centrali di questo sentimento. Diversi giovani intervistati da NBC News hanno collegato il desiderio di tornare indietro al disagio per una vita costantemente connessa a internet. La nostalgia per epoche passate, in questa lettura, offre un senso di comunità e di rifugio rispetto alle ansie legate al futuro tecnologico e geopolitico.
Clay Routledge, psicologo e studioso del fenomeno della nostalgia, intervistato da NBC News, spiega che molti membri della Generazione Z desiderano vivere in un'epoca "subito prima che social network e computer mediassero la vita quotidiana". Andare troppo indietro, ha aggiunto, significherebbe rinunciare ai vantaggi del progresso sociale conquistati nei decenni successivi.
Routledge inquadra il fenomeno nella categoria della nostalgia culturale. Quando si moltiplicano le tensioni politiche, i timori legati all'intelligenza artificiale e i grandi cambiamenti sociali, le persone tendono a rivolgersi al passato come strumento di consolazione. Per la Generazione Z, ha spiegato Routledge, guardare agli anni Novanta significa immaginare un mondo in cui non tutti erano legati a internet, una sorta di "riavvio" rispetto a una traiettoria percepita come fuori controllo. Lo psicologo osserva anche un'evoluzione: una parte crescente di questa generazione riconosce gli effetti negativi della tecnologia moderna sulla salute mentale e sulla cultura, e cerca di assumere un ruolo più attivo nel costruire un rapporto più sano con essa. Sono proprio i giovani, ha sottolineato, a portare avanti molte tendenze retrò nei consumi, non per rinunciare agli smartphone ma per impedire che siano gli smartphone a controllare le loro vite.
Il sondaggio NBC News Decision Desk realizzato con SurveyMonkey ha coinvolto 32.433 adulti, di cui 3.009 di età compresa tra i 18 e i 29 anni, intervistati online tra il 30 marzo e il 13 aprile. Il margine di errore sul campione complessivo è di più o meno 1,8 punti percentuali, mentre per il sottogruppo della Generazione Z è di più o meno 2,4 punti percentuali.